Dopo aver passato qualche giorno di apparente serenità, provando qualcosa che quasi potrei chiamare felicità (se io credessi che la felicità esiste in questa vita), ecco che oggi mi ritrovo in uno stato di trance. Di incertezza. Di stordimento. Di insicurezza. La sensazione di camminare su una lastra di ghiaccio. La paura di scivolare.
Da un lato ho la razionale consapevolezza che non mi posso attardare all’infinito in questa situazione di immobilità, e dall’altro lotto goffamente contro questa specie di ragnatela che mi avvolge e che vanifica ogni minimo movimento.
Provo a respirare lentamente, inspiro ed espiro. Penso alle onde del mare che si infrangono sulla battigia. Agli ultimi raggi di sole che trapelano da dietro alla Torre. Raccolgo un pugno di ghiaia e la stringo forte sino a sentire dolore. Ho bisogno di sentirmi viva (inspiro, espiro), di ricordare ogni minimo dettaglio e di dimenticare tutto.
Raccolgo questi fotogrammi e nel frattempo me li racconto. Ci alito sopra e cerco di disappannarli. Li stringo forte per sentirli solo miei e poi li restituisco al tempo.


Io invece sono in uno stato di estrema prostrazione e tristezza: pare proprio che il mio destino sia quello di scontentare tutti quelli che mi stanno intorno.
Da: El Eternauta su agosto 30, 2011
alle 11:55 am
Mi dispiace tanto.
Eppure dall’ultimo tuo post che ho letto mi sembravi di ottimo umore.
Non te la prendere e non ti buttare giù.
Magari non è detto che sia sempre tu a sbagliare, non credi?
Da: maria su agosto 30, 2011
alle 4:07 pm
Allora la pausa è stata solo una breve distrazione? Ma ti capisco, a volte “scappare via” dai nostri pensieri non li risolve per niente! Ma vedrai che arriverai a sciogliere la matassa…. buona giornata
Da: lisboantigua su agosto 30, 2011
alle 12:50 pm
Una matassa molto ingarbugliata…
Buon pomeriggio
Da: maria su agosto 30, 2011
alle 4:08 pm
per queste cose, ho solo musica
Da: aspettatore su agosto 30, 2011
alle 3:59 pm
Grazie, Asp.
Apprezzo molto molto
Da: maria su agosto 30, 2011
alle 4:08 pm
Non possiamo che vivere i momenti della vita così come vengono. Stare con quello che c’è non è facile a volte. Il respiro aiuta. Lancia scie di luce. Da un momento difficile può scaturire una consapevolezza che apre possibilità.
Buona vita Maria
Pass
Da: passiflora60 su agosto 30, 2011
alle 5:45 pm
Senza dubbio, Pass.
E che in certi momenti sembra un po’ più difficile.
Buona vita a te
Da: maria su agosto 30, 2011
alle 8:10 pm
Capita di sentirsi spaesati e di non saper cosa fare o di sentirsi addirittura in prigione. C’esta la vie! (anche se non sempre è consolante come spiegazione
)
Da: anto su agosto 30, 2011
alle 8:57 pm
Sì, Anto.
Era da un po’ di tempo che non mi sentivo così.
Forse è per questo.
Lo so che capita e so anche che poi passa.
Almeno… me lo auguro….
Da: maria su agosto 30, 2011
alle 9:04 pm
Ci sono varie cose che possono disorientarci…
Quando accade per cose belle, non sempre è bene mantenere l’orientamento…
Da: Claudio Guiduccio jedi Spega su agosto 30, 2011
alle 10:20 pm
Nel mio caso niente di bello ma neanche di particolarmente brutto.
Un po’ di stanchezza.
Stanchezza in senso lato.
Da: maria su agosto 31, 2011
alle 4:25 pm
quando sono in questo stato cerco di accantonare i pensieri negativi.
un pò mi riesce.
per il resta mi resta un’amarezza nell’anima che si sedimenta e mi sta lì per un pò.
bisogna conviverci.
tanto poi passa per ritornare. ovvio.
Da: malacqua su agosto 30, 2011
alle 10:51 pm
Come le stagioni, no?
Si alternano.
Si susseguono.
Anche io cerco di accantonare i pensieri negativi.
E il senso di amarezza ci mette un po’ ad andare via, effettiamente.
Da: maria su agosto 31, 2011
alle 4:28 pm
ti capisco quando s’ è cosi sembra di non vivere ma galleggiare inermi vegetali ma c’e la dobbiamo fare sempre. il gioco vale la candela. un abraccio. Maria o melania? buonagiornata nazzareno
Da: zebachetti su agosto 31, 2011
alle 8:13 am
Maria. Io sono Maria.
A volte mi domanda se realmente il gioco valga la candela.
Tanta fatica, tanta pazienza, tanti sacrifici per che cosa?
Ma poi passa… deve passare.
Un abbraccio e buon pomeriggio a te, Nazzareno
Da: maria su agosto 31, 2011
alle 4:30 pm
Buongiorno Maria, senza nulla togliere ai bei momenti che sono
indispensabili, come una dolce medicina per facilitare la Vita, anche i
momenti da Te descritti, sono “importanti” per poi farci apprezzare ancora
di più gli altri.
Un abbraccio
Gina
Da: sonoqui su agosto 31, 2011
alle 8:45 am
Sono d’accordo, Gina.
Però mi piacerebbe che i bei momenti si verificassero un po’ più spesso e i momenti “così” un po’ più raramente.
Chiedo troppo?
Un abbraccio
Da: maria su agosto 31, 2011
alle 4:31 pm
Maria, non so come e perché, ma leggendo il tuo post la primissima cosa che mi si è materializzata in mente è la celeberrima aria da La Wally di Catalani “Ebben andrò lontana”.
Estratta dall’Opera (tragica!) in cui è inserita, questa è per me un aria che è come un inno alla forza che proviene dalla consapevolezza della propria condizione umana, che è destinata non tanto alla solitudine esistenziale, quanto alla valorizzazione di questa condizione come autonomia e “self-standing”.
Parimenti, è l’espressione di una specie di trance (vedi tuo titolo), di un momento di ispirazione e di contatto con il soprannaturale, che non sottovaluta la durezza della situazione contingente, ma allarga lo sguoardo all’orizzonte della pienezza dell’umanità e spinge lo spirito ad allargarsi senza confini, come il suono della campana nelle valli innevate.
testo:
Ebben? Andrò… andrò sola e lontana,
come va l’eco della pia campana…
là, fra la neve bianca!…
Là fra le nubi d’or!
Laddove appar la terra.
Come una ricordanza…
ove anche la speranza
è un rimpianto o un dolor…
O della madre mia casa gioconda,
la Wally se ne va lontana assai,
e forse a te non farà più ritorno,
né più la rivedrai!
Ma fermo è il piè! Già la campana pia
suona, partiam che lunga è la mia via.
Da: sunlover su agosto 31, 2011
alle 10:37 am
Che bella, Sun…
Grazie.
Probabilmente dovrei anche io affrontare la vita con questo spirito e con questa forza,
E in realtà è proprio quello che vorrei riuscire a fare.
Mi metto in cammino, allora…
Da: maria su agosto 31, 2011
alle 4:35 pm
Ciao Maria, galleggio sempre sopra un ritaglio di vita, assieme a
compagni che mi appesantiscono il viaggio: malumore, amarezza, delusione e … ma respiro …e mi ricordo che sono viva .
Buon mattino
Ombreflessuose
Da: ombreflessuose su settembre 1, 2011
alle 7:49 am
Ciao Ombre. Capisco bene cosa intendi. Ma l’importante è essere vivi. E continuare questo viaggio.
Buona giornata
Da: maria su settembre 1, 2011
alle 9:44 am
Ciao, come va adesso?
Da: anto su settembre 2, 2011
alle 3:38 pm
Umore variabile, a dire il vero.
Ma con un tempo così afoso e grigio…
Passerà, no?
Da: maria su settembre 2, 2011
alle 4:12 pm