In questi giorni mi capita di leggere Haiku. Un mondo per me ancora da scoprire e in cui sto entrando in punta di piedi. Un universo che mi affascina e che mi trasmette un certo senso di serenità.
Basho sosteneva che l’Haiku è un poema che esprime un universo semantico concentrato in tre versi. E’ un poema finito e autonomo.
Sul ramo spoglio
un corvo che si posa.
Sera d’autunno.
Nel vecchio stagno
una rana si tuffa.
Rumore d’acqua.
Ma se leggiamo i due Haiku di seguito essi diventano:
Sul ramo spoglio
un corvo che si posa.
Sera d’autunno.
Nel vecchio stagno
una rana si tuffa.
Rumore d’acqua
In questo modo, per certi versi, diventano correlati, quasi facessero parte di un tutto. Non appaiono più “assolutamente finiti” ma “relativamente finiti”. Letti in sequenza “raccontano” e pertanto diventano narrativi.
E’ una specie di gioco che sto provando a fare. Prendere Haiku, famosi o meno, e provare a creare delle storie semplicemente unendoli fra loro.
Leggo e riporto un Haiku di Giuseppe Gavazza:
Le gru nel lago
sembrano rose d’acqua.
S’alzano in volo.
E di seguito un Haiku di Roberta Verzeletti:
Caleidoscopio…
le luci che attraversano
il bosco scuro
A questo punto provo a leggerli di seguito:
Le gru nel lago
sembrano rose d’acqua.
S’alzano in volo.
Caleidoscopio…
le luci che attraversano
il bosco scuro
Direi che l’esperimento è riuscito. Sono piccoli poemi finiti e autonomi. Ma allo stesso tempo basta accostarli per dargli una nuova vita e un respiro ancora più ampio.




adoro gli haiku, sono la forma più alta di poesia che conosca, tipicamente giapponese (racchiudono un mondo in poche sillabe contate, un po’ come i bonsai racchiudono un albero di alto fusto in pochi centimetri).
5-7-5 le sillabe per tre versi, niente di più, niente di meno… Un po’ costrittivo, ma fortemente educativo, nel senso che ti costringe a trovare “quelle” parole, le più essenziali, le più giuste e quindi le più vere per esprimere il tuo pensiero, il tuo sentimento.
Ci provo anch’io?
RIPOSO
“mi lascio andare
dentro il fiume che scorre
verso il mio mare”
oppure
AUTUNNO
“nuvole al sole
un pensiero di pioggia
e foglie vuote”
Da: sunlover su settembre 26, 2011
alle 2:55 pm
Sono perfettamente d’accordo, Sun.
La costrizione c’è, ovviamente, ma è “importante”.
Porta all’essenzialità.
Niente di troppo.
Niente di superfluo.
Insomma… oltre che il “mio” saggio-filosofo preferito stai diventando anche il “mio” poeta preferito…
Belli davvero.
“Riposo” dà esattamente questa sensazione.
Il lento scorrere del fiume verso il mare aperto.
“Autunno” e il contrapporsi del sole alle nuvole e la malinconia delle foglie pronte a lasciare la loro dimora.
Grazie. Di cuore.
Da: maria su settembre 26, 2011
alle 3:39 pm
Anche io adoro gli haiku! Sono la contemplazione fatta poesia.
Da: hetschaap su settembre 26, 2011
alle 3:25 pm
Hai ragione.
Leggere Haiku insegna a “vedere” e a “sentire”.
Molto bello e stimolante.
Da: maria su settembre 26, 2011
alle 3:41 pm
So di sembrare poco poetica ma gli haiku mi fanno pensare ad una sorta di gioco enigmistico pero’ molto poetico
A parte gli scherzi, non mi sono mai avvicinata a loro e tu hai stuzzicato la mia curiosita nel proporli.
Un caro saluto
Dona
Da: Dona su settembre 26, 2011
alle 8:45 pm
E’ un mondo speciale e io mi ci sto avvicinando pian piano.
Mi fa piacere avere suscitato la tua curiosità, perché secondo me ne vale la pena.
Un caro saluto, Dona
Da: maria su settembre 26, 2011
alle 8:56 pm
Scoperto qualche anno fa. Da allora me ne sono innamorata. L’essenziale in poche sillabe, per lasciar spazio all’immaginario di ognuno
Da: primaepoi su settembre 27, 2011
alle 6:41 am
Esatto. L’essenzialità mi piace molto. La libertà di fare volare la fantasia.
Da: maria su settembre 27, 2011
alle 4:25 pm
Cara Maria, amo questi testi brevi, che conducono ad
esprimere sensazioni, senza per questo essere meno belli e poetici della
Poesia,
Un abbraccio
Gina
Da: sonoqui su settembre 27, 2011
alle 7:23 am
Ti abbraccio, Gina.
Buon pomeriggio
Da: maria su settembre 27, 2011
alle 4:26 pm
Non conoscevo questa cosa, affascinante però…
Da: imieicattivipensieri su settembre 27, 2011
alle 7:42 am
Un fascino notevole…
Da: maria su settembre 27, 2011
alle 4:27 pm
Riempio la macchinetta
appoggio la tazzetta
e faccio tutto senza fretta.
Non ho messo bene il tazzone
guardo a terra il chiazzone
e penso che sono proprio un c….one!
Sì, mi piaccione questi accù.
Magari te ne scrivo altri, eh?
Da: aquilanonvedente su settembre 27, 2011
alle 8:11 am
Aquila, tu hai barato… non hai rispettato il numero delle sillabre …!!!!
Però questa tua versione “poetica” mi piace assai… (chissà cosa ne penserebbe il nostro amico Bibùlo…).
Se ci hai preso gusto con gli “accù”, dai… dacci dentro…
Da: maria su settembre 27, 2011
alle 4:31 pm
Sereno
Dopo tanta
nebbia
a una
a una
si svelano
le stelle.
Respiro
il fresco
che mi lascia
il colore del cielo.
Mi riconosco
immagine
passeggera
presa in un giro
immortale
Giuseppe Ungaretti
Da: lameteora su settembre 27, 2011
alle 8:20 am
Splendida
Da: maria su settembre 27, 2011
alle 4:31 pm
Bella la natura evocata da questi haiku.
Da: pass su settembre 27, 2011
alle 10:54 am
Perfettamente d’accordo, Pass
Da: maria su settembre 27, 2011
alle 4:32 pm
Affascinate! Concordo.
Da: anto su settembre 27, 2011
alle 8:54 pm
Notte, Anto
Da: maria su settembre 27, 2011
alle 11:26 pm
Pensa che mi sono cimentata a scriverne: con risultati abbastanza disastrosi.
Da: nico su settembre 28, 2011
alle 12:35 am
Bisogna vedere quanto sono disastrosi, tu sei molto severa con te stessa…
Da: maria su settembre 28, 2011
alle 3:50 pm
Non amo gli haiku
sono solo parole:
poche, sospese.
(Io le sillabe le ho rispettate
).
Da: Ifigenia su settembre 28, 2011
alle 1:27 pm
De gustibus, no?
(ho un dubbio, però…)
Da: maria su settembre 28, 2011
alle 3:52 pm
Accù
acciù!
‘tacci tu!
Embè?
andov’è
er fazzolè?
(Ho rispettato le sillabbe?)
Da: aquilanonvedente su settembre 28, 2011
alle 2:53 pm
Le SILLABBE?
Tu non le rispetti MAI a quanto pare…
Salute…
Da: maria su settembre 28, 2011
alle 3:53 pm
solitudine:
i fuochi d’artificio che fioriscono,
dopo cade una stella
MASAOKA SHIKI – (1867 – 1902)
[click sul post sbagliato, scusa]
Da: aspettatore su settembre 29, 2011
alle 3:44 pm
Grazie. Mi hai reso felice (e non mi riferisco solo all’haiku splendido).
Un pensiero per te:
vento d’autunno:
viviamo, e ci guardiamo l’un l’altra,
tu ed io
(il commento me lo tengo in entrambi i post… ci sta bene comunque)
Da: maria su settembre 29, 2011
alle 4:41 pm
No, io non ho vena poetica in nessun senso e in nessun modo: sonbo proprio negata. Riuscissi almeno ad esser simpatica come Aquila!
Da: Lisboantigua su settembre 29, 2011
alle 5:50 pm
Tu hai tante altre doti, Grazia… e ce lo dimostri ogni giorno
Da: maria su settembre 30, 2011
alle 2:29 pm
Lisbo, tu c’hai la vena pittorica.
ma tu hai mai assaggiato qualcosa?)
Io c’ho la vena poetico-ridanciana.
Maria c’ha la vena culinaria (sostiene lei…
Da: aquilanonvedente su settembre 30, 2011
alle 12:20 pm
Io a dire il vero ho molte vene, non solo quella culinaria.
Provare per credere…. (e c’è chi ha provato, comunque)
Da: maria su settembre 30, 2011
alle 2:28 pm
non amo la poesia, gli haiku un pochino di più…stanno alla poesia come i racconti di carver stanno ai romanzi : essenziali. e come ogni scritto essenziale difficilissimi da scrivere
buona domenica…oziosamente a casa, A lavora e io mi rilasso leggendo…in quest’inizio di ottobre caldo, caldissimo, martedi mi tocca andare a milano per lavoro..non mi piace milano, la trovo ogni volta più brutta : non c’è niente (a parte un paio di posti) che vada oltre alla mediocrità…vabbè, sul lavoro non si sputa.
Da: missminnie su ottobre 2, 2011
alle 4:45 pm
Dopo un fine settimana di stress allo stato puro, oggi sono andata a lavorare con la consapevolezza che, in questo periodo, è il luogo in cui mi rilasso di più. Penso al lavoro e per un po’ lascio da parte i casini che mi aspettano “fuori”. Anche qua un gran caldo e le spiagge sono ancora affollate (non che io sia riuscita a metterci piede, purtroppo). Ma le previsioni dicono che da mercoledì il tempo cambia. Arriverà l’autunno? Spero di no. Io ho ancora bisogno di estate.
Buon viaggio a Milano, e cerca di prenderti il meglio che c’è.
Da: maria su ottobre 3, 2011
alle 4:28 pm
matsuo basho:esam di letteratura giapponese 3. professoressa stronza come poche..un incubo!!
Da: verde acido su novembre 16, 2011
alle 6:49 pm
Ci credo…
Da: maria su novembre 17, 2011
alle 5:20 pm