Pubblicato da: maria | ottobre 21, 2007

7 cose che ho visto/vissuto…

lempicka3.jpg

(Tamata de Lempicka)

…e che non pensavo sarebbero potute accadere.

Il mio amico blogger Feloi, nonché mio conterraneo, mi ha incatenato. Ho lasciato passare qualche giorno, non ero dell’umore più adatto, e mi sono posta come limite domenica, oggi. Quindi comincio. Considerate che è la mia prima volta.

  1. A due anni mi trovavo d’estate in vacanza in montagna, sulle Dolomiti, con i miei genitori e con mia sorella. Si camminava in un sentiero stretto, a strapiombo su un burrone e mia madre mi teneva per mano. Questa cosa non mi andava tanto bene. Ribelle sin da piccola. Pertanto, ad un certo punto, con uno strattone, mollai la mano di mia madre. La conseguenza fu che ruzzolai giù per il burrone. Mi andò bene, nel senso che mi poteva andare molto peggio. Mi spaccai la testa e mi dovettero mettere un numero infinito di punti, senza alcun tipo di anestesia. E’ uno dei miei primi ricordi. Doloroso.
  2. Verso i 14-15 anni, un pomeriggio, presi in prestito il Ciao di mio zio e andai a fare un giro con la mia amica Betta. Ad un certo punto, ad una curva, slittai sulla ghiaia e cademmo a terra. Niente di grave o di strano se non che il freno del motorino mi si conficcò nella coscia destra. Zampillo di sangue che non voleva fermarsi… Pronto soccorso e punti di sutura.
  3. Intorno alla stessa età, frequentavo la quarta ginnasio, andava, fra i ragazzi della mia età, la triste moda di ingurgitare dei cocktails di pastiglie (per lo più optalidon) e alcol. Una volta esagerai un pochino. I miei genitori, rientrando a casa, mi trovarono in stato comatoso, e non davo alcun segno di vita. Veloce andata al pronto soccorso, lavanda gastrica. Quando ripresi coscienza i miei mi chiesero perché mai l’avessi fatto. Erano convinti, infatti, che io avessi tentato il suicidio. Ed io mi vergognai di dirgli la verità e gli lasciai credere che avevo cercato di farla finita perché sia io che la mia amica Betta eravamo innamorate dello stesso ragazzo.
  4. L’estate successiva andai a passare un mese a Londra, esattamente a Wimbledon, con delle amiche. Stavamo in una famiglia inglese che ci lasciava la massima libertà. Ogni tanto si andava a ballare in una discoteca di Londra, situata a Soho Square, Le kilt. Chiudeva alle 4 del mattino e la prima metropolitana per Wimbledon era alle 6. Avevamo quindi 2 ore da far passare in qualche modo. Una notte con degli amici stavamo seduti per terra in Soho Square, fumando uno spinello, che ci passavamo di mano in mano. Ad un certo punto arrivò un Bobby (poliziotto londinese) che ci chiese cosa stavamo facendo e ci intimò di mostrargli i documenti (che non avevamo). Ancora lo ricordo come una specie di film. Non so bene chi prese l’iniziativa, ma ci alzammo e cominciammo a correre, all’impazzata, sino a raggiungere Piccadilly Circus. Lì ci sentimmo un po’ più sicuri, mischiandoci in mezzo alla folla.
  5. Ho visto piangere mio padre due volte nella mia vita. Il giorno in cui morì mia nonna e il giorno in cui mia madre fu ricoverata per un infarto in terapia intensiva. In questa occasione, ad un certo punto, mentre attendevamo fuori nel corridoio, aspettando che qualcuno ci desse notizie, mio padre cominciò a piangere ed io mi ritrovai ad abbracciarlo e a consolarlo come se fosse un bambino. Dopo poche ore lo accompagnai all’università, nell’aula magna, dove gli consegnarono la laurea honoris causa. Un’occasione che sarebbe potuto essere una festa, risultò molto mesta, triste e straziante.
  6. Ho assistito alla nascita della bambina di una delle mie amiche più care, una ragazza madre. E’ stato qualcosa di incredibile e nel momento in cui ho visto la testina che spuntava e poi il corpicino che scivolava fuori e l’ho sentita piangere sono scoppiata in un pianto a dirotto, di pura felicità.
  7. Mentre aspettavo Giulia, la mia figlia maggiore, durante un’ecografia, vidi perfettamente il visino della mia bimba. Da quel momento in poi seppi come era e che era una bellissima bambina, esattamente come la volevo io. Il visino ovale, gli occhi grandi, il nasino piccolo e a patatina, la boccuccia carnosa e corrucciata.

A questo punto dovrei incatenare un certo numero di persone. Ma io non sono superstiziosa e non voglio esserlo. Non intendo spezzare la catena. Semplicemente lascio la libertà, a tutti coloro che vorranno leggere questo mio post, di scrivere un post simile, oppure no.

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Responses

  1. vengo qui non per dire le mie sette cose, che proprio non saprei al momento, ma solo per rispondere a casa tua alle parole che mi hai lasciato. rispondere solo con un abbraccio, ché altro non mi è dato, sincero davvero, sincero…
    mario

  2. Al punto sei ti invidio veramente tanto deve essere bellissimo veder nascere…..
    Anch’io speravo che avesse la patatina la mia bimba e l’ho saputo solo dopo il cesareo, che emozione pure quella.
    Ti auguro di passare una settimana serena.

  3. Certo che da piccola eri una peste ! 🙂

  4. ahahhaha…. ti faccevo più piccola… e invece scopro che siamo coetanei o quasi e che abbiam fatto stupidaggini simili negli anni 90… bezito

  5. La vita ti ha sorriso e continuerà a farlo.
    David.

  6. ho letto il post e qui mi fermo, niente catene…..visti i tuoi precedenti non passeggiare in Val Fiscalina

  7. dici?…. io son sopra i trenta…

  8. Ciao Melania, anche tu una bella vita movimentata leggo ;)))))))))))))
    Io sono stata incatenata diverse volte, ma non ho ancora trovato il tempo per riodinare le idee e capire cosa posso e non posso scrivere in questo post per liberarmi dalle catene… lo farò presto però.. spero…
    Un dolce abbraccio.

    p.s. la tua gita in montagna mi ricorda tanto una delle mie :)))))))))))))))))

  9. A Wimbledon? Da una famiglia? Per un attimo ho pensato di essere una tua amica davvero perchè anch’io ho fatto questo percorso compreso la fuga dai bobbies 🙂 Un piacere conoscerti.

  10. Prima di andare a letto ho voluto vedere si abbia scrito qualcuna cosa nuova. Ho avuto buona fortuna. Ciao cara amica. Ti scrivirò presto.

  11. Ciao Melania,
    è davvero fantastico il punto numero 6,chissà quando e se proverò anch’io l’emozione di veder nascere un bambino.
    Una vita abbastanza movimentata,in confronto alla mia da “mediano”

    Buona serata,

    Riccardo

  12. gioia..mi camomillo e me ne vado a nanna…
    buon inizio settimana..
    raffabella ti stringe

  13. non più di tanto… infondo potresti averla avuta quando tu ancora diciottanni non gli avevi… :-)… bezito

  14. ma tua padre ha una laurea honoris causa???
    uuuuuuuhhhhhhh
    complimenti!!!

  15. Quanto racconti, fà capire molto di te e della tua personalità. Le persone che ti vivono accanto sono persone fortunate.


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