Pubblicato da: maria | ottobre 27, 2007

daysleeper

mapplethorpe-lisa-lyon.jpg

(Robert Mapplethorpe)

Mi sono svegliata con questa canzone nella testa.

Svegliata non tanto presto. E’ sabato e cerco di recuperare. Mi sono svegliata e c’era il sole. Cielo d’autunno, sole un po’ pallido. Mi ha ricordato il mio volto che, alla fine di ottobre, ha perso quasi del tutto l’oro-brunito dell’estate.

Sole un po’ spento. Così come mi sento io dopo una notte insonne. Poche ore di sonno messe insieme. A fatica.

Ma oggi mi sento “forte”. Non tanto fisicamente, la stanchezza si fa sentire in certi momenti. Sento dentro di me una strana energia. La voglia di tenere duro. Guardare avanti. Sento che ce la posso fare. Anche da “sola” ce la posso fare. Ce la voglio fare.

E allora questa canzone, che mi gira e rigira per la testa…

Mi piace. E questo adesso è sufficiente.

(Rem – Daysleeper)

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Responses

  1. Ho finito di leggere i tuoi post. Oggi neanch’ io esco stasera. Adesso vedo la tv sulla revoluzione russa e leggo il tuo blog. Così non mi sento da solo. Ti scrivo domani. Hasta luego.

  2. @Jon amico carissimo… non riesco a lasciare un commento sul tuo blog e non capiso il perchè.
    Comunque ti ho letto e ci sentiamo domani.
    Notte dolce e serena a te.

  3. I FIGLI

    E una donna
    che teneva un bambino al seno disse:
    “Parlaci dei figli”.
    Ed egli disse:

    I vostri figli non sono vostri figli.
    Sono figli e figlie del desiderio ardente
    che la Vita ha per se stessa.
    Essi vengono per mezzo di voi,
    ma non da voi.
    E benché siano con voi,
    non vi appartengono.

    Potete dar loro il vostro amore
    ma non i vostri pensieri,
    poiché essi hanno i loro pensieri.
    Potete dar alloggio ai loro corpi,
    ma non alle loro anime,
    poiché le anime
    dimorano nella casa del domani,
    che voi non potete visitare
    nemmeno nei vostri sogni.

    Potete sforzarvi di essere come loro:
    non cercate però di renderli come voi.
    La vita, infatti, non torna indietro
    né indugia sul passato.

    Voi siete gli archi
    dai quali i vostri figli
    come frecce viventi son lanciati.
    L’arciere vede il bersaglio
    sul sentiero dell’infinito
    e vi piega con la sua potenza
    perché le sue frecce
    volino veloci e lontane.

    Lasciatevi piegare con gioia
    dalla mano dell’Arciere;
    poiché come egli ama la freccia che vola
    così ama pure l’arco che è ben saldo”.

    Khalil Gibran

  4. @Max mi dispiace doverti rispondere da me ma non conosco l’indirizzo del tuo blog.
    Parole belle e vere. Bisogna rileggerle ogni tanto e riflettere su quello che facciamo e su come e perché lo facciamo.
    Grazie.

  5. Ciao Melania,
    oltre a riflettere su quello che facciamo e su come e perchè lo facciamo,dobbiamo avere il coraggio di guardare dentro noi stessi.Dentro noi stessi ci sono le risposte,solo che è molto difficile trovarle.Io ci sto provando,a volte ci riesco altre volte no,ma non per questo mollo e allora ti dico forza.Anche se non ci conosciamo,anche se io sono un nickname con un’immagine,cercherò sempre di starti vicino per quanto è possibile.

    Un abbraccio,

    Riccardo


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