Pubblicato da: maria | novembre 11, 2007

…come un quadro di Kandinsky…

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(Vassily Kandinsky)

Questa notte vorrei riuscire a vedere il mondo come un quadro di Kandinsky. Vedere, sentire e assaporare la vita con i suoi colori.

Non come un semplice effetto fisico, superficiale, dove la retina dei miei occhi percepisce e riconosce un colore solo perché lo distingue da un altro, una sensazione di un momento che poi svanisce.

Voglio farmi avvolgere dai colori e permettergli di raggiungere la mia anima. Percepire un colore e sentirlo per il suo suono, il suo sapore e il suo odore. Un concerto di mille sensazioni differenti.

Ripenso alla metafora utilizzata da Kandisky per spiegare l’utilizzo dei colori e il loro effetto sulla pische umana.

Il colore è il tasto, l’occhio è il martelletto, mentre l’anima è un pianoforte con molte code.

Il bipolarismo dei colori caldi (rappresentati dal giallo) e freddi (l’azzurro), a cui Kandinsky attribuisce, rispettivamente, il movimento orizzontale e radiante.

Il giallo, con il suo movimento orizzontale, avanza verso chi osserva e vive questo colore, si allarga verso l’esterno in modo abbagliante e respinge.

L’azzurro, invece, con il suo movimento radiante, fa indietreggiare e si avvolge su se stesso, con un effetto di immersione totale che attira l’anima di chi osserva.

E i colori si distinguono a seconda delle emozioni che suscitano in chi osserva, come fossero degli strumenti musicali.

Quindi osservo questa tavolozza di colori che produce suoni e sensazioni.

Il giallo, follia e cieca irrazionalità, come il suono di una tromba.

L’azzurro, così distante da poter essere paragonato al cielo, come il suono di un flauto.

Il rosso, sensazione di calore, vita e irrequietezza. Il suo suono assomiglia a quello di una tuba.

L’arancione che rappresenta energia e movimento, come il suono di una campana.
Il verde con la sua totale mobilità nella quiete più assoluta, simile al suono di un violino.

Il viola, instabilità paragonabile al suono di un fagotto.

La profondità del blu, colore del cielo, nelle sue mille sfumature, come il suono del violoncello.

Quindi il grigio e la sua staticità, il marrone e la sua totale mancanza di dinamicità.

Per arrivare al bianco, la somma e la scomparsa di tutti i colori. Un muro di silenzio assoluto che noi percepiamo come una pausa tra una battuta ed un’altra esecuzione musicale.

Infine il nero, che corrisponde alla totale mancanza di luce. Silenzio di morte come la pausa finale dopo un concerto, che però ha la capacità di fare risaltare qualsiasi altro colore (suono).

Dopo queste riflessioni esco in terrazza, cielo nero che fa risaltare gli altri colori (suoni). Osservo questo mondo di colori e suoni che mi circonda e che mi avvolge. Li respiro, li assaporo e li vivo. Inspiro ed espiro immagini, suoni, odori e sensazioni. La mente percepisce, assorbe e rielabora.

Nelle mie orecchie si diffonde una musica, nei miei occhi un’immagine.

Non sono andata molto distante nonostante il lungo percorso. Sento sempre la tua voce e vedo sempre la tua immagine. Concerto di suoni e colori. L’irrazionalità che ha il sopravvento su tutto. Tu hai il sopravvento su tutto.

Anche su un quadro di Kandinsky.

(Il cielo in una stanza – F. Battiato)

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Responses

  1. Non ho mai visto il deserto ma l’ho sentito ed è stato peggio.
    Da quel pianoforte escono colori unici.
    David.

  2. Urka! Mi sono persa un sacco di cose =)
    Prima fra tutte questo cambio di look del tuo blog.
    Devo recuperare.
    La ricetta per la torta salata è semplicissima: tagli a pezzetti il radicchio, lo fai appassire in una padella con olio, cipolla, qualche acciuga, poi aggiungi i capperi. Unisci il tutto alla ricotta, ricopri una teglia con la pasta sfoglia con la sua carta forno, aggiungi il composto e metti in forno e…. buon appetito!
    C*

  3. Il rapporto tra il silenzio ed il nero mi ha sempre affascinato…
    Complimenti per il post!

  4. Come stai? Non ho avuto collegamento dalla mattina, perciò Silvana mi fa occuppare il suo Mac. Vedo che hai cambiato il tuo blog. Bello. Sei un’appassionatta della pittura? Conosci le lettere tra Vicent van Gogh e suo fratello Leo? A presto.

  5. Scelgo il rosso.

  6. stupendo post, stupendo il quadro:)

  7. :: Grazie per le tue parole… grazie per questa immagine. Adoro Kandinsky… forse un pò settoriale come lettura, da architetto ne rimango affascinato, ma se ti va puoi leggere il suo “punto, linea, superficie”. Arte del comporre, degli accostamenti, delle risonanze e delle assonanze, di richiami e delle dimensioni, delle misure e dei toni che si traducono in moti dell’animo.
    Un bacio. ::

  8. Sono costretto ad aggiungerti al mio brogroll

  9. ciao mela… sabato ero al cinema a guardare il caso tommas crawford… poi after diner in un localino… spero che anche tu abbia passato un buon fine, in quanto all ddl, hai ragione, ci credono scemi… e per la musica… peccato aver gusti tanto diversi… sto fine c’è jazz in sardegna…. bezito

  10. sicuro no, ma per i video che inserisci posso intuire che non siano li stessi…:-)

  11. …questa stanza non ha più pareti, ma alberi, alberi infiniti…
    Potenza dei colori, dei suoni, dell’incanto, di legami irrazionali che fanno riconoscere i due alla fine in ‘Luci della città’. Potenza dell’arte, della poesia. Buona settimana. Carlo

  12. :: Bello…in fondo anche io ho avuto fin da piccolo a che fare con suoni e colori… con sinfonie divine che poco a volte avevano a spartire con la ragione, pur se di ragione son pervase. Ma lasciavano spazio all’immaginazione. Per poi riuscire da essa ad imbrigliare la bellezza delle cose.

    Ti ringrazio. Un bacio. ::

  13. dimenticavo…battiato è grande!Qualunque cosa canti, è grande…ieri sera ho visto l’intervista su rai tre

  14. La vita contiene tutti i colori dell’universo ma sono pochi quelli che si fermano a guardarli.
    Peccato.Non sanno quello che perdono.

  15. le coincidenze mi lasciano sempre stupita.
    benchè non creda alle coincidenze.
    Kandinsky è uno degli artisti che preferisco ed ieri sera ascoltavo e guardavo esattamente questo video su youtube.
    straordinari, il pitore, la voce e le parole.

  16. posseggo uno scrigno che ho chiamato “cartella dei colori” manifestazioni di colore attraverso le mie foto, terapeutici dal momento dello scatto e per sempre poi nell’immagine che ne esce.
    una bella lezione di cromoterapia oltre che di poesia.
    Un abbraccio
    Dona

  17. Le forme e i colori.
    L’attenzione, l’arte e l’amore. che si aggrovigliano realizzando il pensiero, l’istante.
    E’ molto bello il tuo. Molto…
    un sorriso
    Gautier

  18. Nel mio Studio ho la riproduzione di un Kandinski sulla parete a sinistra della mia scrivania.
    Pensavo che, però, mi piacerebbe di più vederci incorniciata qualcuna delle cose che mi fai percepire di te ogni volta che ti leggo.

  19. trovo azzeccato l’abbinamento con Battiato!
    Ciao

  20. Non so se è il caso di metterti qui una mia poesia che riprende le tue parole, quindi se vuoi curiosare, si intitola arcobaleno di sé
    http://marmano.wordpress.com/

    Complimenti per il blog e le poesie, quanti commenti che ti fanno!
    Ciao


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