Pubblicato da: maria | novembre 18, 2007

Come sei diventato blogger?

garry-winogrand.jpg

(Garry Winogrand)

L’amico Silencesorrow mi ha gentilmente passato questi quesiti (chiamateli meme, catene, o come volete…) ed io mi sono ripromessa di dare delle risposte entro questo weekend. Quindi ho messo da parte la pigrizia ed anche il piumone che mi avvolgeva in sogni ad alta gradazione erotica (scherzo, dai…). Ed eccomi qui a pormi queste domande a cui cercherò di dare una risposta sincera.

Chi o cosa ti ha spinto a creare un blog?.
Dobbiamo tornare indietro di qualche tempo. Parlo del giugno del 2006. Avevo terminato di scrivere un romanzo (di oltre 400 pagine), cosa che aveva riempito totalmente il mio tempo libero. Gli avevo dedicato anima e corpo, anche perchè, pur se in minima parte, c’è qualcosa di autobiografico. Si intitola Risveglio e non l’ha mai letto nessuno. A parte la sottoscritta, ovviamente. Il fatto è che, una volta terminato (anche se questo termine non è esatto: un romanzo è un qualcosa in perenne evoluzione e ogni volta che lo leggi automaticamente ci fai delle modifiche, delle variazioni) mi sono resa conto che non volevo farlo leggere a nessuno. Era qualcosa di mio e solamente mio. Troppo intimo, personale. Il mio pudore ha deciso di manifestarsi tutto in un colpo, senza alcuna possibilità di tornare indietro. Questa decisione, presa da me stessa, ha profondamente deluso l’altra me stessa, quella con più voglia di comunicare con il mondo esterno. In questo modo mi sono avvicinata al mondo del blog, aprendone uno mio su Tiscali. Era un modo per poter dare qualcosa di me in piccole dosi, misurando quanto volevo dare e come lo volevo dare. A volte raccontando la mia vita e a volte utilizzando la fantasia. Qualcosa che serviva a me, come una sorta di diario, ma che, allo stesso tempo, mi consentiva di comunicare con un nuovo mondo. Un mondo per me sconosciuto e tutto da scoprire.

Il tuo primo post?
Ci stavo pensando oggi. Ero in un periodo alquanto incasinato della mia vita e la cosa più grave era che non me ne rendevo assolutamente conto. Ero infelice senza saperlo o senza volerlo sapere. Il primo post (terribile…) parla delle difficoltà che riscontravo in quel momento nello svolgere il mio ruolo di madre, in particolare con delle figlie adolescenti. Nel caso specifico del rapporto con la mia figlia maggiore, dal carattere un po’ chiuso e che stava attraversando un periodo non facile. E’ del 15 giugno del 2006. Nella mia famiglia si stava per accendere la miccia. Esplosione che avrebbe portato ad un vero e proprio terremoto.

Il post di cui ti vergogni di più?
Nessuno o tanti, a seconda dei punti di vista. Non ho mai cancellato nessun post. Ci sono ancora tutti e ciascuno sta a testimoniare il periodo che stavo vivendo. C’è n’è uno di cui non vado molto orgogliosa. Questo è certo. Nella fase in cui cercavo di illudere me stessa che le cose nella mia famiglia stessero andando bene ho scritto un post in cui raccontavo di come ho conosciuto il padre delle mie figlie e di come fosse idilliaco il nostro rapporto a distanza di anni. Ai miei occhi di oggi appare totalmente falso. In realtà non credo lo fosse, non intenzionalmente. Era solo un modo per convincere me stessa che tutto procedeva bene, secondo le regole create dagli altri e che, col tempo, ho imparato a capire che non mi appartengono. Pur mantenendo ancora aperto il blog su Tiscali, da agosto 2007 sono passata a WordPress. Questo ha significato per me un certo cambiamento: accettare la realtà che mi circonda per quello che è, senza falsità e senza sotterfuggi (senza nascondere la polvere sotto il tappeto…).

Il post di cui sei più fiero?
Non l’ho ancora scritto e non so se mai riuscirò a scriverlo. Sono molto critica nei miei confronti e non riesco ad essere mai soddisfatta. Spero di riuscire a scriverlo, un giorno o l’altro. Per il momento sono abbastanza lontana da questo risultato. Lo stato di perenne insoddisfazione contraddistingue la mia vita, purtroppo.

A questo punto, secondo le regole, dovrei passare la palla ad un certo numero di persone. Cosa che non faccio, come è mia abitudine. Chiunque abbia voglia di leggere questo post potrà trovare lo spunto per scrivere a sua volta un post sullo stesso argomento. Oppure no. Massima libertà.

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Responses

  1. Ciao Melania,
    io prima di diventarci giravo spesso tra i blog, mi piaceva leggere, ma non potendo lasciare i commenti, mi sono deciso ad aprirne uno.
    Un saluto
    Menco

  2. Perchè non pubblicare il tuo romanzo su Lulu in modo anonimo… così almeno qualcuno potrà leggerlo!!!

  3. :: Il post di cui si va più fieri è quello ancora da scrivere. Sempre. E quello che non si scriverà mai. Perchè nel momento in cui la ricerca continua di se stessi cessa… o siamo diventati Dio, in quanto onniscienti e pienamente consapevoli del tutto oppure la nostra esistenza ha avuto fine.
    Temete Nosce.
    E non è una cosa a cui giungere. La perfezione non è terrena.
    Ma divina.
    E a meno di nuovi messia nessuno può insignirsi di tale epiteto…
    Lo stato di tensione perenne, di ricerca indomita e mai doma invece è a mio avviso da ricercarsi, in quanto l’unica spinta che ci porta a migliorarci sempre, a capirci e continuare il sentiero che si spiega dai nostri timidi passi, uno alla volta.
    Con somma modestia se non quasi con timore reverente.
    Perchè in fondo, sappiamo di non sapere… o almeno è una delle poche “quasi” certezze che ho… Quasi perchè nella vita le certezze sono chimere. Guai ad averne.

    Troppo filosofico come intervento forse, spero tu mi voglia perdonare, ma hai toccato un “nervo scoperto”… in quanto ero sempre stato convinto di poterla raggiungere quella perfezione. E come novello e sprovveduto Icaro, mi ritrovai schiantato a terra bruciato dalla mia stessa “vanità”… se così può definirsi.

    …e con le tue parole mi confondi e mi lusinghi…
    Ti ringrazio. Davvero di cuore.

    Piccolo appunto… mi piace il tuo blog… mai un intervento pressapochista, sempre introspettivi e profondi.

    Un bacio. ::

  4. …alle sette e mezzo del mattino non ho tante parole da lasciarti (e del resto il commentone che mi precede mi induce ad osservante silenzio), quindi, ti auguro un sereno buongiorno all’insegna di una semplice spensieratezza (a volte è quello che serve)…
    un sorriso
    Gautier

  5. Ciao Melania…cavolo bel blog….

    Beh…se si parla di blog, secondo me, giudicare, valurare, rileggere significa fare un bilancio della propria vita e rispolverare ricordi.

    E’ complicato giudicare un blog…non è un libro, non è un giornale…un blog siamo noi stessi messi a nudo.

    🙂

    Se vi va…quando volete, un pò cosi ….visitate il mio blog: http://doc82.ilbello.com

    ciao

  6. io ho conosciuto il mondo dei blog su kataweb, leggendo un giorno per caso un articolo messo nella home di Repubblica, comincio a leggere solo quel blog, di una donna eccezionale, e poco a poco si è risvegliato il mio amore per la scrittura, e per lo scambio reciproco di vissuti ed esperienze…
    comincio con un post dal titolo “Eccomi”, dove arrivo in punta di piedi, ne ho scritto tanti da allora, e a momenti di alcuni me ne vergogno, di altri ne vado fiera!
    Ciao Melania, buona giornata.
    😉

  7. Non ti dico a quanti anni ho letto “le etá di lulú” so solo che ha 15anni ho scritto pure io il mio primo racconto un po ” wow” e le mie compagne l’hanno letto e mi hanno fatto i complimenti, meglio che non ci penso ma io sono ancora quindicenne dentro!!!

  8. ciao bella blogger !!!!

  9. Mi aggrego con il romanzo letto da nessuno. Anche io sono come te…

  10. E’ una bella domanda questa 🙂 In realtà avevo deciso di aprire un blog (nel non lontano 2004) per raccontare una storia a puntate, da aggiornare una volta a settimana, una specie di autobiografia però inventata… Dopo il primo post però mi sono resa conto che non mi andava di raccontare cose che non mi sono mai successe… ma di occuparmi di criticare ciò che accade attorno a me. E le cose sono tantissime. Il blog è diventato piano piano “cattivo e arrabbiato” anche se alla gente non è che piaccia molto… l’importante è che piaccia a me, una valvola di sfogo.. un posto dove poter urlare senza far rumore, ma dove la gente ti può sentire.

    Un bel post questo 🙂
    un bacio

  11. Il mio blog è nato ad ottobre dell’anno scorso in margine ad una storia finita o forse mai iniziata, che mi ha portato a scrivere la favola ‘Messaggio in bottiglia’, intrisa di riferimenti autobiografici, che davvero gli ho inviato per posta in una bottiglia piena di conchiglie e sabbia.
    Quella favola è divenuta il mio primo post. E’ stato per così dire catartico riuscire ad esprimermi e ad esprimere i miei sentimenti, le mie emozioni, la mia rabbia in maniera via via più lucida e distaccata.
    Eppure superata quella delusione e contrariamente a ogni mia aspettativa, il blog ha continuato ad avere vita, anzi a crescere nei contenuti e nei contatti, perché ha assunto un carattere più ampio, fino ad inglobare le sfumature più nascoste e intime del mio animo, le letture più amate, i cantautori più ascoltati, i tramonti più fotografati… Insomma uno spazio tutto mio, che amo condividere con gli altri, aperto alla creatività in senso lato.
    Un abbraccio,
    princi

  12. cioa mel…. visto che bello?… oggi è stato una sorpresa anche per me… la grafica me la cura grazia, è fantastica, i complimenti vanno a lei… perchè non lo porti a un’editore il romanzo?… ovvio prima scaricalo alla siae… bezito

  13. E’ bello vedere come sono nati i blog 🙂

  14. sei editore?… che bella sorpresa… di chi e di che tratta l’opera?… ieri ero all’eje alla fiera, ci sei stata?

  15. essì… 0ggi rivelazioni a non finire… però è una bell acosa quella che hai intrapreso… ora hai altri lavori in analisi da pubblicare?… e magari tuo padre è anche uno scrittore famoso…

  16. letta la mail… spero ti arrivi la risposta

  17. ciao melania, come ti va? sono passata sul tuo blog tiscali,ma ho visto la grande novità ed ho deciso di fare una capatina sulla tua nuova piattaforma.
    ti abbraccio.
    manu

  18. ciao:) posso dire che non ho ancora scritto il post di cui sentirmi veramente fiera!

  19. gioia…notte…
    che freddo..

    mel mia cara ti stringo forte
    raffabella

    ps..in realtà ho ancora un po’ di cose da fare..ho fattoun’ora e mezza di yoga ed ero già arrivata a casa tardi ed ovviamente è slittato tutto..cena compresa!

  20. :: Grazie a te invece per avermici fatto pensare ancora una volta, ribadendo cose che di tanto in tanto devono esser sempre riviste, piccoli aggiustamenti in corso d’opera… proprio perchè non si finisce mai di camminare, di imparare, di crescere.

    Un bacio. ::

  21. un gran buongiorno!

  22. Ciao Mel,
    buona giornata.

  23. tutto bene?

  24. Semplicemente per spirito di creativita’ e condivisione.
    un caro Saluto
    Dona

  25. :: Ieri notte, mentre ero assorto e quasi dormiente nonostante l’ora inusuale per me, la vedo spuntare da quelle nubi, affacciarsi tremolante alla mia finestra sussurrandomi frasi sinuose e tremolanti che io stesso le avevo consegnato perchè le serbasse custode d’argento e le consegnasse a chi doveva… Speranze che lì rilucevano rischiarate in una notte di manti dissolti e ombre spezzate che mi hanno permesso, forse solo per un attimo, di credere ancora… e sognare.

    Un bacio. ::

  26. 1) Ho letto per qualche settimana il blog di una blogger molto brava, e alla fine ho pensato: c’è spazio per chi vuole raccontare qualche cosa di personale, anche incespicando negli errori del dilettantismo. poi mi è sempre rimasto sullo stomaco avere fallito come giornalista. Tu pensa che in realtà il blog doveva nascere come una specie di candid camera in cui rivelavo le malefatte di cui sono a conoscenza nella mia professione (intermediazione finanziaria, figurati su che campionario potevo contare, repertorio praticamente infinito…)poi il blog ha preso tutt’altra direzione. Non so dirti perchè
    2) Primo post sugli hooligans inglesi. patetici , ribadisco, e non faccio discorso da moralista. patetici perchè quando si vuole essere duri, lo si deve essere fino in fondo. Non andando a lamentarsi sotto la sottana di sua maestà perchè i celerini ci hanno fatto la bua.
    3) Non mi vergogno di nessun post. Posso dirti quello che mi piace meno. ed è l’ultimo. non perchè non sia accattivante, ma perchè non ha capo nè coda. E’ nato in modo artificioso, unendo due mezzi post lasciati a metà, e si vede. Ho dovuto farlo perchè non postavo da un sacco e volevo farlo, però avevo solo dieci minuti. e’ venuto fuori un mostro. Simaptico, ma un mostro.
    4) Preferisco lo dicano gli altri…io sono affezionato a un post di giugno che si chiama “4 flies on grey velvet”, per motivi personali oltre che per il fatto che richiama direttamente la spiegazione del nome del blog. ciao mel

  27. ci sarebbe da farci un post.
    Ma ho voglia di scrivere qui, chez amis.
    Ho iniziato per capire se sapevo scrivere o no (non l’ho capito ancora, ma ho capito che mi piace più o meno quanto ne ho bisogno), cosa dovevo migliorare, cosa andava cambiato, come potevo essere incisivo, che risposte mi dava la gente. Il primo post fu una faticaccia, cui seguirono subito altri due. Mi vergogno della prima poesia di Ghawar, una boiata incredibile. Il post di cui vado più fiero è sempre quello che sto scrivendo,

  28. Ieri sono tornata da Angel, le ho fatto una sorpresa 🙂
    Se passi da me avrai altre notizie…
    Un bacione ed un dolce abbraccio.

  29. Ognuno ha motivazioni diverse ma penso che principalmente ci sia il desiderio di esprimersi ed avere qualcuno che ti ascolta quando lo fai,anche quando scrivi qualcosa di veramente personale,che non diresti mai di persona a nessuno.E non manca l’egocentrismo,la voglia di protagonismo.Penso di avere anche trovato delle persone con tante qualita’ che probabilmente non incontrero’ mai.ciao

  30. Ciao Melania!
    Spero che tu stia bene,ho visto che sei molto contenta e sono contento anch’io per te 😀

    Ciao!

    Riccardo


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