Pubblicato da: maria | dicembre 7, 2007

punti di vista

lampioncini.jpg


Il weekend è vicinissimo. Ne sento già il fiato sul collo.

Domani è l’Immacolata e questo fatto mi fa capire che le feste natalizie sono dietro l’angolo.

Girando per la città, per i centri commerciali, per il mondo virtuale dei blog mi scontro con questa realtà. Luci, colori, allegria…

Anche quest’anno sono arrivate queste benedette feste. A questo punto è inutile che io faccia finta di niente. Devo affrontare questa realtà, cercando dentro di me qualche grammo di razionalità.

Capisco perfettamente che per la maggior parte delle persone, le persone normali, le feste natalizie e il clima che si crea siano un momento piacevole. Di gioia e serenità.

Forse sino a qualche anno fa lo è stato anche per me. Forse finché le mie figlie erano più piccole, la famiglia più numerosa e unita, i genitori più giovani…

Mille immagini si sovrappongono nella mia memoria.

Il giorno dell’Immacolata si faceva l’albero di Natale e il presepio con le bambine. E i giorni precedenti andavo alla ricerca di nuove decorazioni natalizie da aggiungere alle vecchie, qualcosa per arricchire il presepio. E poi luci, candele, stoffe, nastri…

Era faticoso, ma venivo ricompensata dalla gioia che leggevo negli occhi di mie figlie.

Pensare ai regali da fare alle persone care. Pianificare in tempo il menu per la Vigilia e per il giorno di Natale. Passare ore ed ore a cucinare ed arrivare alla notte della Vigilia stanca ma soddisfatta. Una doccia lunga e rigenerante per cercare di apparire fresca e riposata. La scelta dell’abito da indossare. La maggior cura nel truccarmi e pettinarmi.

Infine arrivava il grande e atteso momento. Le bambine dovevano sparire di casa per un’oretta, complici i nonni o la zia. Si mettevano tutti i regali nel soggiorno attorno all’albero addobbato. Si spegnevano tutte le luci e si lasciavano accese solo quelle dell’albero e del presepio.

Il tavolo di cristallo con la tovaglia rossa e verde, un po’ pacchiana ma adatta all’occasione . Lo scintillio dei flute di cristallo che aspettavano solo le bottiglie di spumante, tenute sino all’ultimo momento in fresco. I vari piatti, dalle forme e dai colori natalizi, con tartine, pizzette e mille altre cose stuzzicanti. Tutto era già pronto per l’aperito da prendere prima della cena e dopo lo scambio dei doni.

Solo a quel punto si permetteva alle bimbe di fare ritorno a casa. Entravano con gli occhi scintillanti e le guance arrossate per l’emozione. Tenendosi per mano, fra urli e saltelli. Le facevamo andare davanti, e noi, gli adulti, dietro di qualche passo. Aprivano la porta del soggiorno, pian pianino e quasi con timore. E poi restavano lì, immobili, meravigliate, attonite e un po’ impacciate, a fissare la montagna di pacchi e pacchetti, le carte colorate, i fiocchi e i nastri.

Cominciava a quel punto lo scambio dei regali. Partendo dalla più piccola per arrivare al più anziano. Abbracci, baci, risate, sorrisi, ringraziamenti. Alla fine il brindisi e quindi ci si spostava a casa dei miei genitori per la cena, lunga e dalle innumerevoli portate (tutto frutto della mia fatica e delle mia arte culinaria).

………….

………..

……..

Tutto ciò fa parte del passato. Le mie figlie sono cresciute e vivono il Natale in modo completamente diverso. Manca completamente l’entusiasmo e la fantasia. Alcune persone non ci sono più, altre sono diventate anziane, alcune hanno problemi di salute.

Non è più possibile ricreare quel clima. E’ impensabile e irrealizzabile. Il Natale è diventato solo un momento in cui si deve stare insieme per un po’. Possibilmente indossando una maschera di falsa allegria. Per qualche ora, ipocritamente, si deve fare finta che tutto sia posto e che tutto vada bene. Aspettando che questo momento, che io vivo come una specie di agonia, abbia termine. Per indossare nuovamente i miei panni, tirando un sospiro di sollievo (anche quest’anno è passato…).

Il Natale. E’ solo una questione di punti di vista…

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Responses

  1. Mia cara melania…
    ti capisco perfettamente.. a volte si “idealizza” il passato… si vive di ricordi perchè nel presente non si trova più quell’armonia di un tempo… quel calore… il colore delle luci e degli alberi addobbati a festa…
    E’ forse arrivata l’ora di scoprire un vero Natale… senza maschere di tristezza che ci logorano dentro… ma davanti ad uno specchio… ponendo sotto l’albero ciò che abbiamo da offrire agli altri: i nostri sorrisi, talvolta tristi,un nostro abbraccio e una parola buona per qualcuno… e se non abbiamo nulla da offrire portiamo in dono i nostri cuori vuoti…il Salvatore non tarderà a riempirli coi Suoi doni celesti… e quelli non lasciano mai delusi… mai…

  2. tesoro…
    sai che dopo la separazione dei miei (avevo poco più di otto anni)il natale a casa mia non si festeggiava quasi più?poi pian pianino abbiamo ricominciato a mettere qualche stellina in giro..qualche lucetta..a fare il cenone..i regali…

    oramai sono l’addetta all’albero che come da tradizione si fa l’otto dicembre..

    e domani dopo aver adornato villa raffy andrò a casetta di mamy e lì,con un sottofondo musicale adeguato(sìsìsìsì..mettiamo le canzoncine natalizie)faremo l’albero..fra i gattoni che romperanno tutto ciò che gli capita a tiro,mia nonna che guarderà senza muovere nulla ma che ricorderà il suo natale di bambina..e mia madre che dovrà sbrogliare le lucine!

    sai che l’ultima volta che lo abbiamo fatto insieme prima che io andassi via di casa,praticamente il gennaio successivo,piangevamo come due ragazzine io e mia madre?
    ci siamo promesse che lo avremmo continuato a fare insieme…sempre..

    ti prego tesoro..sorridi con me.
    domani ti penserò..
    cerca di stare serena.non opporti ala gioia che il natale porta con sè…fatti trasportare dalla sua magia,quella vera.

    ti stringo
    raffabella

  3. buona giornata mel…
    ti stringo forte..
    piove qui…
    sorridi
    raffabella

  4. io ho un regalo per te.
    lo compraii ad agosto.
    prima o poi te lo darò.
    ogni tantoi guardandolo
    vorrei tenerlo
    per me.

    cmq grazie per
    gli
    auguri
    telepatici!

  5. lettura consigliata: il racconto di natale di Dickens, film da vedere James Steward e Frank Capra, poi trovo il titolo, anticipo la comprensione profonda e l’abbraccio. Per un agnostico non ci sono scuse nè il ricordo senza contesto può valere. Neppure il tempo andato: eravamo felici perchè non il natale ma altro ci rendeva felici, la felicità adesso: ecco un bel tema, su cu esercitare l’irrazionalità della speranza. Ti auguro un amore condiviso Melania, che certo ti meriti e a cui aprire la porta.

  6. ecco il titolo del film: la vita è meravigliosa di Frank Capra. Si può piangere alla fine, si può pensarlo melenso, si può fare a meno di vederlo, si può pensare che è la solita storia di natale. Si può pensare che la vita è davvero bella, che ci stupirà, che sarà sempre superiore alle nostre aspettative.

  7. Quanto ti capisco…e quanto mi dispiace sentirti cosí.

  8. L’anno scorso per me è stato orribile. Ero a casa sola con i miei genitori e eravamo tutti e tre tra di noi litigati e quindi ognuno l’ha passato in una stanza diversa. Comunque siamo sempre solo noi, un pò di parenti li ho in giro per l’Italia, con quelli vicini ci sono state varie litigate e non ci vediamo praticamente più.
    Però ad una cosa non rinuncio e continua a piacermi: il Natale caratteristico in giro per la città. Le lucette colorate, le bancarelle a piazza Navona, mi fà piacere passeggiare e ritrovare ogni anno quella tradizione.

  9. Benvenuta nel club… Il natale ha il significato che gli vogliamo dare: per me vuol dire per es. che torno nella mia città, riabbraccio mio nonno e i familiari, vado al cinema con i cuginetti e rivedo il mio ragazzo ma per il resto… Ogni cosa ha il significato che noi le vogliamo dare, per questo ne assume uno. Non è un male defraudare le ricorrenze del significato che la tradizione attribuisce loro (tradizione: in fondo solo una linea guida per quelli che hanno poca fantasia) e reinventarcene un altro che ci sta più a cuore. Un bacio e a presto Mel! Ciao!

  10. Già,
    sembra che tutti gli altri siano buoni e felici ?
    Ed i ricordi di quando anche noi festeggiavamo e ci sembrava di essere buoni e felici?

    In questo intricato miscuglio di Bene e Male,quei giorni sono cmq giorni del Bene.

    Andrò da mia madre e porterò una stella di Natale.

    Ciao Melania.

  11. io, natale, lo detesto!
    ecco.

  12. ll tempo passa per tutti e i ricordi diventano sempre più numerosi ,cerca di guardare avanti con più allegria il Natalè è così quando arriva arriva,meglio ferragosto vero?
    roberto

  13. purtroppo è così anche per me…il Natale quando c’era la mamma…e quando c’era papà. Il Natale quando sentivo dentro un rimescolio solo a vedere le prime lucine….ho passato un Natale tutto intero in ospedale nel 2001. Dal venti dicembre all’otto gennaio. Pensavo di non uscirne, ma sono qui:) Quel Natale paradossalmente lo ricordo con un misto di gioia e dolore. Forse mi sentivo accudita!?

  14. Scusa Melania l’url sopra è errato!:)

  15. ho sbagliato ancora, forse è meglio che vado a nanna.

  16. :: Non riesco a leggere… perdonami… ed appena leggo qualcosa che assomiglia a ciò che dovrebbe essere lo spirito natalizio, beh… sento solo ulteriore tristezza. Già solitamente mi recava malinconia, a volte anche piacevole, ma di rado. Ora invece…
    Sono tornato a casa dai miei ed ho trovato l’albero… sono scoppiato a piangere. Di nuovo. Non riesco a guardarlo.

    Grazie di tutto.
    Un bacio. ::

  17. Adesso capisco a cosa ti riferivi… era esattamente come immaginavo io. Post bellissimo, non c’è che dire, credo che una soluzione al tuo natale ci sia. Le tue figlie sono cresciute no? Trascorrono il natale in modo diverso? Non è detto che la loro gioia debba essere quella che si trova nello scartare i regali… organizzare un supercenone in cui tu e loro preparate ogni minimo particolare dovrebbe essere il massimo. Nell’altra stanza gli anziani giocano a carte attendendo le vivande… so che non sono nessuno per dare consigli, ma se ti ci metti d’impegno riesci a ricostruire quell’atmosfera. Anche io ogni anno sono costretto a costruirla per il bene di tutti… qualche canzoncina di natale qua e là, un cappelletto di babbo natale e via con le danzeeee. La chiave sta nel coinvolgere gli altri! 😉

  18. Anch’io ho dedicato di recente un post al Natale, in cui prendono corpo ricordi di infanzia.
    Capisco le tue sensazioni, perché in parte le ho provate anch’io.
    Un caro abbraccio,
    princi

  19. Ho combinato un piccolo pasticcio, non a caso mi chiamano ‘Pasticcio’! Nomen/omen 😉
    L’autrice dell’ultimo post sono io, come da firma.

  20. ho letto qualcosa del tuo blog.
    Mi pare che tu abbia un modo di vivere le cose un pò diverso dal mio.
    Ed è questa la cosa che mi ha colpita.la tua intensità.
    Io sono un adi quelle persone che hanno un pò paura dell’intensità. e rimangono inevitabilmente colpite quando la leggono.
    Per quanto riguarda il Natale…..in questi giorni è il primo anniversario della morte di mia madre.Il Natale non può più essere lo stesso.
    Anch ese io lo amo troppo, per me è la nascita di Gesù:posso essere triste fino al 24….m apoi quel miracolo mi sorprende sempre.

  21. attorno al mio albero ci sarai anche tu quella sera…ti abbraccerò


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