Pubblicato da: maria | dicembre 22, 2007

un po’ di dolcezza

anicini.jpg

Eccoci quasi arrivati. Fra due giorni è la vigilia di Natale.

Forse chi mi conosce un minimo sa quanto per me sia diventato complicato, negli ultimi anni, superare queste feste. Mi mettono ansia e tristezza. Sento che c’è qualcosa che non va dentro di me e ancora ho paura di scoprire la verità sino in fondo. Ci arrivo per gradi. Passo dopo passo.

Ieri mattina, arrivando in ufficio, ho trovato una dolce sorpresa. Gianni, una persona che lavora con me e che abita in un paese a qualche chilometro dalla mia città, mi ha fatto trovare sulla scrivania un vassoio di dolci fatti da sua moglie, tipici del suo paese. Gli anicini. Di una leggerezza spettacolare e di una fragranza unica. L’ufficio era invaso dal profumo inebriante dell’anice che mi ha accampagnato sino alla sera. Mi ha anche regalato dell’olio d’oliva del suo oliveto e del vino rosso, forte e profumato.

E’ stato un pensiero molto gentile. Apprezzo un simile ragalo molto più di altre mille cose. Come dire… mi ha toccato il cuore.

Vorrei poter condividere questi doni con tutte le persone che mi sono care. Cosa impossibile, ovviamente. Quindi ho deciso di riportare qui la ricetta di questi dolci.

Per chi, in queste feste, ha voglia di un po’ di dolcezza.

(Ne abbiamo tutti bisogno. Anche quelli che non lo ammettono e non lo ammetterebbero mai. Anche quelli che fingono di avere una scorza dura e temprata dal tempo. Anche chi si riveste di cinismo o indossa un maschera di indifferenza. Siamo tutti più fragili di quello che pensiamo o crediamo. Tutti, magari nel profondo del cuore, abbiamo bisogno di attimi di dolcezza)

Anicini

Ingredienti:
1 Kg di farina
2 bustine di lievito
1 bicchiere di anice
la scorza di un limone
500 g di zucchero
6 uova
1 bicchiere di latte
una noce di burro
150 g di strutto
un pizzico di sale
20 g di semi d’anice

Mescolare le uova con lo zucchero e la scorza grattugiata del limone in modo da ottenere un composto omogeneo e cremoso, aggiungete lentamente la farina, lo strutto precedentemente sciolto, il latte, l’anice e un pizzico di sale e continuate a lavorare l’impasto per una decina di minuti; aggiungete i semi di anice e il lievito in polvere, amalgamandolo con cura.
Dividete l’impasto in due e stendetelo fino a ottenere due sfoglie dello spessore di un centimetro circa.
Adagiate le sfoglie in due teglie unte con poco burro e ben infarinate e fate cuocere in forno a 200°c fino a ottenere una crosta dorata.
Togliere dal forno, tagliare subito le sfoglie in modo da ottenere dei rettangolini di otto centimetri circa; capovolgeteli nelle teglie e ricopriteli di zucchero a velo. Gustate questi deliziosi anicini quando sono freddi.

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Responses

  1. un goccio di moscato?

  2. una spruzzata di abbracci

  3. Sei tornata con un dolce. Ti immagino accogliente con un sorriso accennato e complice che insegui un pensiero caro. C’è sentore di vento, salso ed erba: porta bene. Durerà.

  4. mannaggia a me e al fatto che l’anice proprio non mi piace…
    🙂
    non me lo dire va di quanta dolcezza avrei bisogno.vorrei iniezioni formato famiglia di dolcezza.amore.e dolcezza e amore e così via fino allo sfinimento anche se di certe cose non se ne ha mai abbastanza.

    oggi me ne vado ospite con un amico in un megafigosuper centro sportivo…in realtà ci vado per il centro benessere :)..non vedo l’ora di buttarmi nella vasca idromassaggio..ahhhhhhhhh….figurati se me ne frega qualcosa del centro sportivo figo!

    buondì tesoro…viviti tutto con serenità..che corri a fare?tanto arrivi comunque…
    ti stringo.sempre.
    raffabella

  5. Quella frase tra le parentesi quant’è vera….

  6. è cosi’ come hai detto.E per meil Natale è sempre la festa della dolcezza.
    Anche quando son scazzata o malinconica, all’ultimo un pò di dolcezza arriva.
    Un augurio a te, che sei dolce, enon lo nascondi

  7. Io tengo duro e la dolcezza me la riservo per quando mi verrà il diabete

  8. Sì, abbiamo bisogno di attimi di dolcezza, e soprattutto abbiamo bisogno di circondarci di persone che siano capaci di donarci questi attimi.
    Un abbraccio,
    princi

  9. Ma se ne mandassi un po’ a ciascuno di quelli che leggono il tuo blog non sarebbe tutto più facile? 🙂

  10. concordo con xeena 😉
    salutino 😀

  11. grazie per la ricetta! mia figlia è ghiotta di caramelle all’anice e sicuramente li dolcetti le piaceranno!Ci proverò, anche se non sono una gran cuoca.
    E’ stato un gesto caldo e sincero quello del tuo collega…arriverai ad esorcizzare quel demone che si dibatte in te dolce Melania, dolce come il tuo nome.
    Sei anni fa a Natale ero in ospedale (ci sono stata un mese intero…fino all’otto gennaio) credevo di non uscirne e ho odiato quel Natale…poi, tutti gli altri, mi sono sembrati luminosi…questo un pò meno…
    Ti abbraccio

  12. casa or è dove si vive
    ed bello portare il nostro presente e futuro in questa casa.
    Ti auguro molti sorrisi in questi giorni Melania, i silenzi riempiti di rispetto per i tuoi pensieri, il bene come scialle che riscalda.
    Un abbraccio intenso e lungo quanto serve


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