Pubblicato da: maria | giugno 24, 2008

dialogo in riva al mare

Che fai?

Non si vede? Leggo. “La solitudine dei numeri primi“. Ti dirò che non mi sta dispiacendo.

Lo vedo che stai leggendo. Non intendevo questo e tu l’hai capito benissimo.

Scusa ma non capisco cosa vuoi da me. Fra l’altro sto per l’appunto leggendo e vorrei continuare a farlo. Possiamo rimandare a un altro momento?

Rimandare, sempre rimandare. No, io ho deciso che ne parliamo adesso, in questa mattina di mare, caldo e sole.

Parlare di che cosa, scusa?

Per esempio di come stai. E’ tanto che non ne parliamo. Mi sfuggi in questo periodo.

Come sto? Come vuoi che stia. Sto, insomma. Come sempre. Che domande del cavolo che mi fai…

Non cambiare discorso. Sai bene cosa intendo. Come sai anche bene che sì, stai anche leggendo, ma ogni tanto ti fermi, poggi il libro e sorridi.

E’ vietato sorridere in spiaggia? Magari penso a quello che sto leggendo, non credi?

No, non credo. Il libro è tutto tranne che allegro, fa proprio poco sorridere. Riflettere sì, senza dubbio. In particolare per certi aspetti, giusto? Lo sappiamo entrambe che questo libro porta a galla cose del tuo passato che non vorresti ricordare. Mentre tu in quei momenti pensi a qualcosa che senza dubbio ti fa sorridere. Sei felice?

Felice? Che domanda. Che cosa significa poi essere felici? Vivo, sopravvivo, cosa ti devo dire.

Che stai barando, questa è la mia impressione. Tu sorridi dei tuoi pensieri lievi e sereni, dei tuoi ricordi felici. E non c’entra niente quel che leggi, e non c’entra niente neanche il mare, il sole…

Se sai già tutto perché devi tormentarmi con questo interrogatorio. D’accordo, lo ammetto. Qualcosa è cambiato, sta cambiando. Non pensare a un cambiamento radicale. Qualcosa che avviene pian piano, giorno dopo giorno. Diciamo che vedo il mondo in tinte meno scure. Non parlo ovviamente del mondo politico, lì ci sarebbe solo da spararsi, anzi da sparargli. Mi riferisco unicamente al mio mondo.

Cosa è cambiato?

Esattamente non lo so. Tutto e niente. Difficile da spiegare. E’ il modo di affrontare il mondo, la vita, le difficoltà. Più coraggio, meno disperazione. Più ottimismo, meno pessimismo.

Allora, torniamo alla domanda precedente. Sei felice?

Sì. Un po’. Molto.

Cosa ti rende felice?

La vita, nonostante tutto. Questa vita.

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Responses

  1. Cavolo Melania…. che emozioni che trasmette questo tuo scritto! Mi ha dato la sensazione di vederla questa scena che hai descritto, di vederti sulla spiaggia, di vedere che poggi il libro, di vedere il tuo sorriso… e di assistere a questa discussione che non so se sia con te stessa o con qualche uomo o con un’amica.

    Bello! 🙂 Contento di spere che sei felice, vivi, vivi, vivi, vivi, viviiiiii! 😀

  2. Sì, non va poi tanto male quando sei in spiaggia con sole pizza e ammore. Occasionalmente si potrebbe sostituire la pizza con un buon libro, ma sconsiglio di fare a meno dell’ammore. 🙂

  3. bellissimo e intenso. Perché spesso solo noi stesso possiamo leggerci dentro, basta permettercelo. E let it be è fra le mie canzoni preferite.

  4. bellissimo mel….lo porto con me.

  5. bello avere un libro che ci accompagna mentre entriamo e usciamo da noi e sorridiamo.

  6. che bello Melania…ci sono delle cose proprio belle in questo scritto , che inquadrano il periodo che stai vivendo(senz ascherzare, secondo me lo rileverebbe anch eun analista).
    Il libro di Giordano devo leggerlo, anchge se mi pare cosi’ triste…lui è mio concittadino, giovane, carino, emi pare pure simpatico.
    Buona giornata
    Baci

  7. Chissà se sono veramente soli…i numeri primi.

  8. Che bello questo… la vita che ci rende felici nonostante tutto… è così anche per me..
    ti abbraccio mel

  9. perfetto…per uno come me è importante leggere questo post..anche se so che sono le riflessioni di un attimo…ciao baci

  10. ma chi era salvatoreripoddi che ti faceva ste domande? ahahahha
    let it be, una delle mie preferite (è la suoneria del mio cell che non uso mai però)
    melania se ti scrivo accompagnato da questa musica, sballo, ti lascio quindi di corsa…un bacio

  11. Ciao mel, la felicità quindi dipende solo da noi…dal rispetto verso noi stessi. Ti abbraccio

  12. in che senso non conosco salvatore? lo conosco nei commenti e niente chù….
    dove va di bello la creatura?

  13. ma sì certo, era solo una battuta sul mitico salvatore 😉
    ciao a domani

  14. Ciao mel, anch’io me la godo in ufficio, sola nella mia stanza, aria condizionata, lavoro appena finito e non ho il coraggio di uscire! la mio vecchia cabrio sarà bollente e dio non avrò certo la forza di aprire la capote! :-$
    P.s: (domani mattina per Daria ci sarà la prima prova degli esami di stato) facci “in bocca al lupo:)

  15. @Laura: dici che è così evidente? Non so dirti se la cosa mi rassicuri o mi spaventi. in un certo senso ho paura di ammettere di essere “felice”. paura che la mia felicità vada a cozzarsi contro un muro, che si frantumi insomma.
    il libro di Giordano non è male, ed è tristissimo. eppure non mi sta rattristando. strano da dire e da spiegare. mi ha rattristato molto di più “Non avevo capito niente” di De Silva. eppure è molto più scanzonato, quasi divertente e molto ironico.
    buona serata e baci

  16. @Salvatore: sei uscito in barca? non mi dire che sei andato al mare di fuori, verso l’Isola dei Porri. Potrei schiattare d’invidia. Giornate da mare.
    bacio

  17. cara Melania, sulla sensazione che provi….quanto ti capisco….io che ho paura e pudore di dirmi felice, perchè temo la catastrofe!
    per quanto riguarda i libri, capisco benissimo che cos aintendi…perchè il libro di De Silva l’ho letto…e pur non avendo ancora letto quello di Giordano, credo di capire cosa intendi dicendo che il libro triste non ti rattsista, eil libro ironicos i'(libro che ho apprezzato molto).
    Baci

  18. 🙂

  19. p.s.Melania pss, te lo dico in un orecchio:impariamo a goderci la felicità.
    Ha ragione, D.I fantasmi, via, via,
    Ri-baci

  20. @Laura: hai capito perfettamente. io con i fantasmi cerco di essere gentile e di convincerli a lasciarmi un po’ in pace. voglio vivere la mia vita, in tutti gli aspetti e in tutte le sfere.
    ri-bacio anche io

  21. e com’è la solitudine dei numeri primi? 🙂

  22. che le tinte sono meno scure si vede in quell’acqua verde…speranza…
    …la solitudine dei numeri primi l’ho appena cominciato anche io, era una delle letture che avevo messo in programma per l’estate…
    Un bacio grande come quel mare
    😉

  23. grazie! è stato un momento magico arrivare qui.

  24. @loredana di biase: non sono riuscita ad accedere al tuo sito. ci riprovo più tardi. per il momento grazie davvero a te.

  25. la felicità…che parola grossa e sfuggente…
    mi capita spesso di iniziare questi dialoghi con la parte di me più “acuta e posata”…quella a cui non sfugge nulla…
    cosa cambia?
    noi, dentro, nel profondo…e lentamente questo cambiamento entra in circolo..e la vita, la senti in modo diverso…cominci a sorriderle pensando che dopotutto sei viva. VIVA…e finchè c’è vita c’è sempre uno scorrere di acqua che corre al mare. verso qualcosa di immenso a cui necessariamente dobbiamo partecipare…magari con un sorriso…e quella linea all’orizzonte diverrà nuova meta…
    la felicità…piccoli tasselli da collezionare ogni giorno…
    un sorriso ed un abbraccio….:)

  26. http://precariamens.wordpress.com/2009/01/22/soft-please/

  27. tuo scrito intenso e commovente e instigante


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