Pubblicato da: maria | ottobre 18, 2008

oggi

stamani prima di andare in ufficio sono passata in banca. ho preso il numerino e ho aspettato. arriva il mio turno e mi avvicino al ragazzo dello sportello numero 3. Giovane, carino e sempre cordiale. Mi guarda da dietro i suoi occhialini da bravo ragazzo e mi dice:

Che ci fa lei oggi in giro?

Lo guardo con aria un po’ stralunata (ho un mal di testa da togliere il respiro da quando mi sono svegliata, ho già preso una pastiglia ma non accenna a passare e l’ultima cosa di cui ho voglia è perdermi in chiacchiere).

Oggi è venerdì 17… meglio restare in casa…

Ho cercato di mettere su un mezzo sorriso, di quelli che proprio fanno fatica ad uscire (le tempie continuavano impietose e pulsare con un ritmo davvero infernale). Ma lui continua…

E come sta il signor Pxxxxx? (si riferisce a mio marito, ex marito insomma).

Adesso basta, penso. Hai superato il limite. Non è proprio giornata. Alzo lo sguardo, lo fisso negli occhi attraverso le lenti da ragazzo per bene. Accenno un mezzo sorriso. Lascio passare qualche secondo e lo vedo già tentennare. Non sembra più tanto tanto interessato a sapere come sta il signor Pxxxxx…

Credo bene…

gli dico, lasciando la frase abbastanza in sospeso. Mi guarda imbarazzato, ma non gli do tempo di aggiungere niente. Saluto, ringrazio, giro le spalle e me ne vado.

Tutta questa premessa per dire: avrei dovuto dare retta al ragazzo della banca. Non sarei mai dovuta uscire di casa. Avrei dovuto chiudermi, dormire tutto il giorno, barricarmi dentro.

Non l’ho fatto. Ho fatto quello che avrei dovuto fare da tanto tempo. Ho detto ADDIO alla persona a cui voglio bene. Per meglio dire, ce l’ho mandata a quel paese, in malo modo e dicendogli di tutto e di più. Gli ho detto che lo odio, che non lo voglio più vedere, sentire, nominare. Che non voglio più avere niente a che fare con lui, che l’ho cancellato dalla mia vita, che sono stati due anni da incubo, che è la persona peggiore che abbia mai conosciuto.

Ho fatto tutto questo. Ho tenuto duro e non so neanche io come sino al dopocena, a parte il mal di testa sempre più feroce e un mal di stomaco lacerante, ho aspettato che mie figlie andassero a letto. Poi, finalmente, sono scoppiata a piangere, senza alcun ritegno. A piangere, a singhiozzare, a maledire questa giornata. Questa vita.

Ora vado a letto. A dormire? Non lo so. Con la consapevolezza che la mia vita non sarà più la stessa. E non sono sicura, neanche un po’, che questo sia un fatto positivo.

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Responses

  1. credo che la rabbia sia più facile da metabilizzare del dolore. non basta una notte di lacrime e singhiozzi, forse non ne bastano cento… ma nelle lacrime si dissolve ogni volta una minuscola parte… forse. Ti lascio un abbraccio, che è sempre un buon solvente..

  2. non sarà la stessa, certo…ma sarà migliore Mel e tu devi crederci! devi sapere che sei tutto un mondo e che questo mondo un giorno si aprirà davvero…srotolerai la pellicola davanti agli occhi sorpresi e incantati di qualcuno che ti amerà!
    succederà mel

  3. per arrivare a odiare questa persona deve aver distrutto l’amore forte che avevate…

    cmq devi essere forte, non e’ la prima persona che ti chiedera’ di lui, conscio o meno che tra voi e’ finita … e se posso darti un consiglio, non aspettare che le tue figlie vadano a letto per piangere.. perche’ potresti ricevere da loro una comprensione e un qualcosa che non ti apsetti… non tenerle all’oscuro dei tuoi sentimenti e di quello che passi, e’ una cosa che alle figlie non piace (sentirsi escluse dalla mamma). puoi sfogarti con loro, che ti vogliono bene e a loro modo capiranno… lo so che lo fai perche’ vuoi proteggerle da queste cose .. ma ci sono in mezzo anche loro, e loro “sanno” che piangi quando le metti a letto…

    fatti tanta forza, la prossima volta a quell’impiegato rispondigli a tono, non tenerti tutto dentro!!

  4. Uhm…
    Bel problema la banca che non si fa i cazzi propri.
    Io non posso consigliarti, su questo, perché da tempo sono passato alle Poste.
    Riguardo all’altro problema, beh, ti devo dire che quando non si è in forma bisogna evitare contatti troppo intensi con altre persone.
    Le cose importanti vanno fatte quando si è in perfetta forma.
    Forse si sbagliano anche in quel caso, ma almeno si agisce con maggiore lucidità.
    Ciao
    P.S.: ma in banca dovevi prelevare o versare? Perché fa differenza sai?

  5. eh. beh, se l’hai fatto significa che non andava più bene per te.c’era qualcosa di forte che non andava. lo supererai, ora sfogati, poi esci, fai altre cose, frequenta altre persone, passerà….

  6. forza mel..che dopo aver chiuso un matrimonio, le altre storie si chiudono un pochino più facilmente. io non sono brava a dare consigli, perchè sono mobile, chiudo ri-apro richiudo..fino a che mi stufo. E se mi stufo non ce n’è veramente più. Basta che non ci sia più calore, basta che sia freddo, senza un minimo di passione, ed è chiusa per sempre…
    passerà, come dice animuccia..facendo un male cane, ma passerà. e anche tu lo sai.

    io ci sono, ehhh.

    ti abbraccio

  7. Ciao,
    te lo ripeto più forte!. Tu sei unica al mondo, lo sei per le tue figlie e per tutti quelli che ti incontreranno. Ora, devi raccogliere i cocci del tuo “io” che si è disgregato insieme al “noi”. Il perchè non ha più importanza; ora devi viaggiare leggera, impedire che il dolore ti tiri in basso dove l’aria sembra irrespirabile. Sò che non è facile ed il tuo scritto lo rileva in tutta la sua sincerità. Si te stessa, riscopri il tuo indispensabile, inalienabile io e non permettere più a nessuno di distruggerlo.
    Domani un sorriso potrebbe già cambiarti nuovamente la vita. Si pronta. Ciao

  8. Pensa a quante volte le cose cambiano e la vita non è più la stessa, senza avere neanche la forza di dirselo.

    E poi, diciamolo a discolpa del bancario – di questi tempi, in banca, tutti i giorni sono venerdi 17.
    (tentativo di battuta di alleggerimento)

  9. notte serena melania.

  10. :: Non mi permetto di commentare.
    Solo tu in fondo sai bene cosa era giusto e non giusto fare.
    Ma solo una cosa…che magari riguarda solo me.
    Nè rimorsi, nè rimpianti.
    Ciò che faccio lo devo fare in piena consapevolezza e prendendomi ogni dovuta responsabilità…pensando anche che un giorno, voltandomi indietro, voglio poter dire di aver fatto la cosa che ritenevo più opportuna senza mai pentirmi.
    Ci provo, forse mi illudo, ma ci spero.

    Ti ringrazio per quello che mi hai detto. Come sempre.
    UN bacio ed un abbraccio. Ma serio. Di quelli stretti stretti. ::

  11. mi preoccupa un pò questo tuo silenzio…ti abbraccio

  12. ancora tu.
    Ma non dovevamo non vederci più?

  13. QUEL GIORNO INFAUSTO MI VEDEVA IN ABBRUZZO A RACCOGLIERE OLIVE..
    back to hearth

  14. Arrivo qui passando per l’amico Gautier.. voglio lasciarti un saluto e un caro abbraccio con l’augurio che presto tu respiri aria nuova che ti faccia ossigenare i polmoni e farti stare nuovamente bene..
    Ciao


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