Pubblicato da: maria | agosto 14, 2009

ora

realEclipseok

pensavo sarebbe stato più facile o meno difficile. avevo deciso che quest’anno sarebbe stato diverso e i presupposti c’erano. ho cercato di essere razionale e di fare tutto con calma. ho cercato serenità in ogni gesto e in ogni suono. ho cercato di chiudere porte inesistenti e finestre senza vetri. ho raccolto schegge e frantumi. ho soffiato polvere e alimentato fuochi. ho accarezzato la brezza della notte chiedendole clemenza. ho contato le stelle e parlato con la luna. non è servito a niente. inesorabile è arrivata la notte, questa notte.

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Responses

  1. bellissimo questo pezzo.
    triste, ma bellissimo.

    • effettivamente molto allegro non è…

  2. buon Ferragosto Mel 🙂

  3. certe notti arrivano…ma poi arriva di nuovo la luce…
    Un abbraccio

    • sì, credo che ci siano sempre dei percorsi che è necessario fare. anche questa notte doveva passare, per me troppo piena di ricordi molto tristi. ora è giorno e forse va già un po’ meglio (a parte un mal di stomaco fulminante… io riesco anche a somatizzare…)
      un abbraccio grande

  4. bedda,
    capisco benissimo cosa vuoi dire,
    è verissimo, si fa di tutto per prepararsi, poi inesorabilmente arriva il momento in cui ci si rende conto di come il tempo passi, si facciano tante cose, ma poi alla fine realmente non è cambiato niente…prove da affrontare e superare, nostro malgrado…ieri sono andata a dormire alle 23.30 per non vivere questa notte!
    Un bacio e buona giornata, che adesso è tornato il sole.

    • bedda cara, lo so che tu mi puoi capire.
      forse per questo ti sento sempre così vicina.
      io volevo andare a letto prestissimo, sarebbe stata la cosa più saggia.
      invece non l’ho fatto, ho aspettato non so neanche io che cosa.
      poi quando è tornata mia figlia, la piccola, mi sono decisa ad andare a letto.
      sì, adesso c’è il sole ma oggi niente mare.
      buona giornata e un grande bacio

  5. Ma qui occorre organizzare un ferragosto coi fiocchi, che faccia dimenticare quello cattivo del passato!
    Io proporrei che lei potrebbe cucinare un paio di quintali di lasagne e invitare tutti i frequentatori del blog.
    Io mi maschero e vediamo se mi riconosce…

    • …coi fuochi d’artificio, propongo, piuttosto che coi fiocchi.
      e le lasagne da buon emiliano le puoi preparare tu, io ti do una mano ovviamente, guardandoti e dantoti saggi consigli isolani.
      da che ti mascheri? da uomo? ma io ti riconosco… tranquillo…

  6. Dopo la notte sorge il sole.

    • E’ vero… un bel sole

    • … e dopo il mattino viene il pomeriggio.
      Blog frequentato da filosofi, questo…

      • …tu lo sai che stai rischiando grosso, vero?

  7. … ed è già il 17 e sono le 13,33… e non ho ancora fatto un emerito…

    • sei al lavoro? per caso rientrato oggi? coraggio…
      io in ferie ci devo ancora andare e manca sempre troppo…

  8. anche se non ti conosco sento molto familiari i tuoi pensieri..e posso dirti che “questa notte” passeà…

    • sì, hai ragione.
      anche i momenti più bui passano, bisogna avere pazienza ed essere determinati.

  9. anche la più brutta delle ore è di 60 minuti…

    • è proprio quello a cui pensavo l’altra notte.
      e comunque cercare dentro di noi un po’ di ottimismo.
      un briciolo di autoironia.

  10. Anche il più brutto dei minuti è di 60 secondi, ma mica lo spiattello ai quattro venti!

    • tu sempre scorbutico… non ti smentisci MAI…

  11. Comunque vedo che anche qui si batte la fiacca nel post…eggiare (meglio così, forse, perché i post…eggi sono pieni di insidie…).

    • …ma come sei spiritoso…
      leggo una sottile vena ironica, se non sbaglio.
      forse vuoi alludere alle mie note capacità nel posteggiare la macchina? solo per una volta che ho beccato una colonna… vabbè un’altra il pilastro di un cancello… ma sono solo eccezioni, inconvenienti della vita.

  12. Già.
    L’importante è… restare in piedi!

    • …uffa… sei insopportabile.
      in genere resto in piedi, infatti.
      tranne quando inciampo o scivolo.
      parli tu che ti sei rotto il gomito cadendo in casa per ferragosto (credo di 50 o 60 anni fa… quando eri ancora giovane…)

  13. Porto ancora i segni di quella caduta.
    Il gesto dell’ombrello lo devo fare con la sinistra…
    Meriterei una pensione d’invalidità.

    • …noi “scaricatori di porto” quel gesto lo chiamiamo in un altro modo… comunque fa lo stesso…

      povero… non volevo mettere il dito nella piaga… potrai mai perdonarmi per una simile mancanza di sensibilità?

  14. Vedremo…

  15. coraggio

    • Fgem… sono felicissima di risentirti… ogni tanto sono passata a trovarti “invano”. Ti dirò che ero anche un po’ preoccupata. Sei tornato? Passo subito da te. un bacio


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