Pubblicato da: maria | gennaio 15, 2010

il lamento del bradipo

Se solo potessi vedermi chiaramente per un momento, anche allo specchio. Un giorno osservo un uomo imponente di considerevole dignità, che farebbe una gran figura con in testa un cappello di feltro grigio: peccato che io non possegga niente del genere. E comunque in casa non se lo metterebbe, naturalmente, a meno che non fosse un poliziotto. Se fosse un poliziotto sarebbe una specie di investigatore, della omicidi, con ogni probabilità. Mi piace il modo in cui alza le spalle. Gli altri dicono: <<Il modo in cui alza lentamente le spalle è adorabile>>. Quel modo di alzare le spalle è un misto di sicurezza e di disprezzo, con appena un pizzico di disperazione. Lui non è il tipo d’uomo che userebbe un’espressione come “un pizzico di disperazione” però. Lui non direbbe “pizzico” o “disperazione” e certo non li direbbe insieme. E se volesse aggiungere una piccola quantità di qualcosa dentro qualcos’altro? Non certo il sale, perché non saprebbe cucinare, ma se sapesse cucinare direbbe “presa”.

E qualche volta vedo un altro uomo, che non è per niente imponente ma gonfio, appesantito: appannato, mi viene da dire. Non posso evitare di notare le sue guance cascanti. Sembra che non abbia  una sagoma definita, o che la sagoma abbia contorni confusi. Non ha nessuna manulità, ne sono sicuro. Rompe sempre tutto, per esempio i medaglioni che gli hanno chiesto di aggiustare. Spezza la fragile catena d’oro, il medaglione scivola via e si perde dentro una bocchetta del riscaldamento; contiene l’unica fotografia che lei ha di sua nonna. La sua insegnante di piano lo chiamava “dita di salsiccia”. E non ha nemmeno un cappello, anche se dovrebbe, visto che sta diventando calvo; sotto la luce fluorescente della stanza, il suo cranio nello specchio è grigio-azzurro e tutto screpolato. Pensando al primo uomo, vengono in mente parole come “adamantino” e “determinato”. Pensando al secondo, le parole sono “appiccicoso”, o forse “acquoso” e “amorfo”. Nel primo caso la mascella “si protende”, nell’altro “penzola”. Un uomo senza qualità. Ricordo quando Jolie diceva che non avrebbe mai sposato un uomo ambiguo come me.

(da “Il lamento del bradipo” di Sam Savage  pagg.27-28)

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Responses

  1. Uhm…
    Mi sento un po’ bradipo…

    • è un bel libro. credo ti piacerebbe.
      lo so, penso di saperlo.
      ci si sente tutti un po’ bradipi. e leggendo questo libro… anche di più.
      un libro estremamente ironico, quell’ironia amara che ti fa riflettere.
      più di mille altre cose.
      tutti, a modo nostro, siamo dei bradipi.
      questo pomeriggio rileggevo un pezzo e… mi faceva quasi paura.
      forse è per questo che io, a modo mio, sto provando a “cambiare”.
      questo… credo tu possa capirlo…

  2. Vabbeh, mo’ qui cambiano tutti adesso?
    Poi va a finire che non riconosco più nessuno!

    • …tranquillo…
      ok cambiare…
      mah…
      io resto IO (per mia sfortuna)

  3. FIRMINO mi ha entusiasmato.
    Leggerò pure questo.
    Quando cambio… le federe!

  4. mi sembra di ricordarlo, infatti.
    io non l’ho letto e mi dispiace.
    colmerò questa lacuna (buondio… una voragine di lacune…).
    le federe? ieri le lenzuola e mò le federe? non si cambia tutto insieme?
    mah… strana “bestia” sei…

    • Insieme?
      Uhm…
      Non ci avevo mai pensato…

      • vedi? cervellino…

  5. non l’ho letto, lo farò. grazie maria e buona notte

    • sì Frà. io lo consiglio. a questo punto voglio leggere anche il precedente libro. proviamo ad andare a letto. notte piena di strani pensieri.
      notte e un abbraccio

  6. di firmino ho letto le prime venti pagine e poi l’ho lasciato : non mi è piaciuto.
    ma non faccio testo, non sono riuscita neanche a leggere l’ombra del vento che è piaciuto a tutti, e neanche Q .
    i libri, come gl’amori, sono soggettivi, seducono ma non tutti, ho amato libri che altri trovano insopportabili…
    buona domenica, maria.
    spero che tu stia meglio 🙂

    • buona domenica a te, Crì.
      domenica grigia e la tastiera del mac si sta sputtanando….
      sto benino, grazie

  7. mi incuriosisce…Firmino non l’ho letto.
    Un abbraccio, Maria

    • neanche io. ma penso che lo leggerò prossimamente.
      un abbraccio, Laura

  8. dentro e fuori i libri, cercando la vita dove ci pare sia e dove spesso se n’è appena andata. Come un ombra nello specchio prima di riflettere il nostro volto. Compitino per la mia sera:
    toccare il viso e riconoscermi al buio, scartare quello che non voglio ed accogliere quello che mi è nuovo, modellare le mani al volto. Al corpo ci penseremo la prossima settimana.

    Sono tornato ed ancora un poco distante Maria, ma non da Te. Come stai, sardatestarda?
    🙂

    • bel compitino, Willy caro…
      come sto? vivo e questo è già qualcosa.
      contenta che sei tornato in ogni caso.
      contenta di leggerti.
      più testarda che mai, ovviamente…

      • Maria cara il compitino lo puoi fare anche tu e naturalmente vivere bene è l’obbiettivo più grande. Ti ricordi spero, quanti passi avanti hai fatto in questi anni, la Maria di prima era molto più fifona di quella di adesso.
        🙂


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