Pubblicato da: maria | gennaio 30, 2010

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“Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.”

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Responses

  1. Sono passato per un saluto veloce…scusa ma ho Jeffery Deaver al telefono.
    Ciao cara

    • Salutalo da parte mia.
      Ciao, Flavio

  2. un mito…anche se onestamente non amo particolrmente ‘Il giovane Holden’

    • sono d’accordo sul mito, Laura.
      il “giovane Holden” è uno dei libri importanti della mia adolescenza.
      senza dubbio. ora voglio rileggerlo.
      voglio capire cosa rappresenta adesso per me.
      non bisogna dimentica che non è la sua unica opera.

  3. Chi l’ha letto non può dimenticarlo e finisce per paragone gli altri che vengono dopo alla perfezione di questo insostituibile testo :-))

  4. Cioè, ma il santino sulla destra chi rappresenta?
    San Biagio (patrono dei panettoni scaduti)?

    • ecco. ringrazio che ci sei tu a farmi sorridere in questa giornata del cavolo.
      santino? ti sembro una persona da santini? magari…
      notte, Aquila…

  5. mi piace Salinger, ma al telefono preferirei parlare con uno ancora vivo

  6. effettivamente… anche io… ma chi vorrei sentire non mi chiama…

  7. Questa non l’avevo mai sentita:però mi piace! 😉
    kisses

  8. dove sei finita e come stai, Maria?

    • sono sempre qua. mi scade il mio contratto di lavoro a tempo determinato il 31 marzo. non so ancora che fine farò. ecco. questo per me significa molto. in questo momento non riesco e non so scrivere. mi dispiace ma è così.

  9. Mi vergogno a dirlo, ma non ho mai letto Salinger.
    Provvederò.
    Comunque sottoscrivo la citazione… al 100%.
    Adesso, però, vado a fare una seduta spiritica con John Fante, Bukowski, Dostoevskij e S. A gostino.
    Nell’aldilà non hanno il telefono…
    Ciao!

    • Perché vergognarti, Riccardo?
      Tutti, ma proprio tutti, abbiamo delle lacune che vorremmo colmare.
      Il tempo… è crudele e non ci permette di fare tutto quello che vorremmo.
      Allora… buona seduta spiritica…
      Ciao

  10. E’ andata bene: gli spiriti mi hanno detto di stare tranquillo.
    Quanto alle scadenze lavorative… ahi, tocchi un nervo scoperto!
    So BENE che cosa significhi!!!
    Ma sulla SCRITTURA la penso esattamente come sul BLUES: è un piacere ed anche qualcosa di cui non si può fare a meno, un destino a cui a volte ci si vorrebbe sottrarre.
    E’ un piacere ma un piacere che ti accompagna anche quando stai male e che talvolta sembra farti star peggio… ma non ti molla.
    Ti scava dentro perchè non permette al tuo dolore di trovare una pace che sarebbe stasi, inerzia, non vera pace.
    La scrittura ed il blues sono come l’alcol denaturato che mia applicava sulle ginocchia mia nonna, dopo ogni ferita. Bruciava come il fuoco, ma sanava tutto.
    Ciao!

    • Sai Riccaro, ho appena detto (scritto) a un amico che sta attraversando un periodo doloroso qualcosa di simile. Di scrivere, perché effettivamente fa bene, aiuta, specialmente quando si attraversano dei momenti difficili.

      Mi è piaciuto il paragone scrittura-blues. Molto azzeccata.

      Ciao.


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