Pubblicato da: maria | maggio 15, 2010

amore di plastica

un sabato di maggio, freddo e piovoso. un temporale che scuote la terra e i pensieri. mi sveglio e improvvisamente prendo coscienza. quello che ho non mi basta più e quello che potrei avere in questo momento non mi soddisfa. voglio di più. voglio molto di più. voglio quello che nessuno mi può dare.

improvvisamente mi tornano in mente le parole di un caro amico. Maria non devi avere paura di essere un po’ più sola.

proprio così. cosa non si fa per eliminare questa sensazione di vuoto dentro? si fanno cazzate su cazzate. e io credo di averne collezionato un bel po’. forse la mia collezione è arrivata al capolinea. in realtà le cazzate che si fanno per riempire il vuoto, quel vuoto che sembra corrodere l’anima, dopo… dopo lasciano una voragine incolmabile.

Amore di plastica – Carmen Consoli

Non sei per nulla obbligato
a comprendermi
quasi non sento il bisogno
d’insistere
Tu che mi offrivi un amore
di plastica
ti sei mai chiesto se onesto
era illudermi
Ricorda
tu sei quello che non c’è
quando io piango
tu sei quello che non sa
quando è il mio compleanno
quando vago nel buio
Ma come posso dare l’anima
e riuscire a credere
che tutto sia più o meno facile
quando è impossibile
volevo essere più forte di
ogni tua perplessità
ma io non posso accontentarmi se
tutto quello che
sai darmi
è un amore di plastica
Tu sei quel fuoco che stenta
ad accendersi
non hai più scuse eppure sai
confondermi
Ricorda
tu sei quello che non c’è
quando io piango
tu sei quello che non sa
quando è il mio compleanno
quando vago nel buio
Ma come posso dare l’anima
e riuscire a credere
che tutto sia più o meno facile
quando è impossibile
volevo essere più forte di
ogni tua perplessità
ma io non posso accontentarmi se
tutto quello che
sai darmi
è un amore di plastica
volevo essere più forte di
ogni tua perplessità
ma io non posso accontentarmi se
tutto quello che
sai darmi
è un amore di plastica
ma io non posso accontentarmi se
tutto quello che
sai darmi è un amore di plastica

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Responses

  1. Quel vuoto non è poi così vuoto se dentro ci sei tu.
    Anche solo tu.
    (lo so, sembra uno slogan, ma è vero)

    • stasera… stasera… questo vuoto è più vuoto che mai.
      ma forse, anzi senza dubbio hai ragione.
      come farlo capire a Maria?

      • Non so come farlo capire a Maria.
        Io l’ho capito tuffandomi rabbiosamente (e controvoglia) dentro questa solitudine, e vivendomela tutta.

        Non ricordo com’è andata, ma alla fine sono riemerso.

  2. Sai Rob, credo che questo sia esattamente quello che sta provando a fare anche Maria… con attacchi di malinconia e di rabbia…

    L’idea di riemergere… sarebbe una sensazione bellissima…

  3. Riemergere…si può.Un abbraccio

    • Si può davvero, Laura?
      Lo spero.
      Questo continuo andare su e giù, senza mai riuscire a raggiungere la superficie, inizia a stressarmi davvero…
      un forte abbraccio a te.

  4. e chi non ne fa? di cazzate intendo…


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