Pubblicato da: maria | febbraio 12, 2011

un sogno interrotto

In un pomeriggio di un sabato come tanti sto sdraiata sul mio letto, il portatile acceso con youtube che manda musica e il giornale aperto davanti. Le ragazze sono appena uscite e nella casa si respira una strana tranquillità. Il sole manda i suoi ultimi raggi e crea un’atmosfera ovattata.

Sento suonare il campanello e Molly risponde abbaiando. Non aspetto nessuno e penso si tratti dei soliti ragazzi che distribuiscono la pubblicità nelle case. Un po’ contrariata mi alzo dal letto e senza neanche infilare le pantofole vado nell’ingresso e sollevo la cornetta del citofono. “Chi è?” chiedo. “Sono F., scusa posso salire un attimo?”.

Sento la mia voce che risponde, in automatico, quasi metallica. Sembra un nastro registrato. “Certo, sali”.

Apro la porta e sto lì ferma senza sapere cosa fare. Sento i suoi passi che salgono le scale e all’improvviso mi vedo. Come se fossi sgusciata fuori  dal mio corpo e stessi lì davanti a godermi lo spettacolo. I piedi scalzi, un paio di pantaloni in panno un po’ sdruciti e sformati, un’enorme felpa del mio ex marito che mi arriva sino alle ginocchia, con le maniche rimboccate svariate volte, i capelli un po’ arruffati. Rientro dentro me stessa e mi giro verso lo specchio situato sopra la cassapanca. Trovo conferma. L’immagine è proprio questa. Per di più ho le guance arrossate e lo sguardo impanicato. Vorrei avere il tempo di cambiarmi o almeno di indossare delle scarpe. Mi giro verso la porta e lo vedo.

Sta sulla soglia e mi guarda sorridendo, leggermente imbarazzato. Mi avvicino e ci abbracciamo entrambi un po’ impacciati. Andiamo in soggiorno e ci sediamo sul divano. Lo guardo e mi rendo conto che è cambiato: i capelli più corti e meno folti, il viso meno magro. Mi domando quali cambiamenti troverà lui in me dopo tutti questi anni. Gli offro un caffè e gli chiedo se vuole accompagnarmi in cucina così chiacchieriamo mentre lo preparo. In cucina c’è la finestra che dà sul terrazzo aperta ma l’aria è stranamente tiepida. Preparo il caffè e nel frattempo parliamo del più e del meno, del lavoro, dei figli, di questa città in cui entrambi viviamo pur senza incontrarci mai. Parliamo anche mentre beviamo il caffè ed è come se stessimo girando intorno a qualcosa senza riuscire a raggiungere il fulcro: il motivo della sua inaspettata visita.

Usciamo fuori in terrazza e ci appoggiamo alla ringhiera mentre io mi accendo una sigaretta. “Hai ripreso a fumare” mi dice. “Sì, è uno dei tanti errori che ho commesso” gli rispondo. Alzo lo sguardo dalla brace della sigaretta e incontro i suoi occhi. Ci leggo comprensione, tenerezza e anche un po’ di nostalgia. “Mi dispiace tanto, sai…” gli dico quasi in un sussurro.

A questo punto, o giù di lì, è suonata la sveglia delle 7 e si è interrotto il mio sogno. E’ stato un bel sogno che ho voluto trascrivere appena sveglia per non dimenticarlo, prima che evaporasse e si volatilizzasse del tutto. In un certo senso mi ha permesso di rivedere una persona cara. Una specie di saluto, un addio o forse, semplicemnte, un arrivederci.

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Responses

  1. Un sogno oppure più semplicemente una dimensione diversa nella quale sei entrata per qualche attimo.
    Sicuramente una cosa positiva.
    P.S.: la prossima volta che fai questi “viaggi”, però, vedi di rassettarti un po’, eh? Non fare sempre affidamento sulla comprensione degli altri… (e sulla pazienza) :mrgreen:

    • Hai capito perfettamente, Aquila. A metà fra il sogno e il desiderio. Un confine labile e quasi indecifrabile.
      Quando sei a letto, occhi aperti o chiusi, che differenza c’è fra il sogno e il desiderio?
      Mi manca, mi dispiace non verlo “salutato” e non aver potuto chiarire.

      Spiritoso… io non sono mai “artefatta”. Mi trucco poco e non per forza. L’uomo che ha la fortuna o la disgrazia di addormentarsi vicino a me non deve svegliarsi la mattina e non riconoscere la donna che gli sta vicino. Sia chiaro, mi piace cercare di avere un aspetto “carino” e degli abiti che mi piacciono. Ma non metto nessuna “maschera”. Sono così. Con o senza abiti, con o senza trucco. E’ sbagliato?

  2. Buongiorno Maria ,dicono che i sogni son desideri, Tu
    attraverso il sogno hai aperto la Tua bella scatola della nostalgia, del
    piacere di rivedere una persona a Te cara.
    I sogni per me sono vitali, senza di loro la vita sarebbe un bel
    quadro senza cornice.

    Ti lascio ad un felice giorno
    Gina

    • Buongiorno a te, Gina.
      Anche per me i sogni sono importanti.
      E l’immagine del quadro senza cornice mi piace molto.
      Rende bene l’idea.
      Anche se sono perfettamente conscia del fatto che non si può vivere solo di sogni.
      I sogni sono quel “nonsoche” che rendono la vita più piacevole.
      Uno stimolo ad andare avanti, a proseguire per questo cammino.

      A presto e grazie


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