Pubblicato da: maria | giugno 23, 2011

Mia figlia

Vedere la sofferenza negli occhi degli altri.

E’ qualcosa che mi fa male.

Vederla trasparire dagli occhi di un amico o di una persona cara.

Mi rattrista in modo indicibile.

Rendermi conto che una delle persone che amo di più al mondo sta soffrendo.

Mi strazia.

Prendere atto del fatto che non ho il potere di lenire la sua sofferenza.

Posso solo “esserci”.

Nel modo meno invadente possibile.

E augurarmi che la vita sia clemente con lei e torni a farla sorridere.

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Responses

  1. Mai mi sento tanto impotente come quando vedo mia figlia triste e so di non poterla aiutare in nessun modo.

    E’ una sensazione devastante, ma certamente più quando il problema è oggettivo piuttosto che emotivo (ma pure quello ci accora)

    Ti auguro che un sorriso la colga all’improvviso, e le riporti entusiasmo e serenità.

    • Proprio così.
      Ci sono dei momenti in cui le parole non servono.
      Lei ora ha bisogno di metabolizzare il suo dolore.
      E io, come dici tu, mi sento impotente.

      Ti ringrazio per l’augurio.

  2. E’ forse il dolore più infame che io provi … ed essere un uomo, non conta niente, poichè o uomo o donna, quel dolore frammisto all’ impotenza è inesprimibile, crudele, insopportabile … come tutti i dolori irredimibili !
    Nei confronti delle mie due figlie, ho provato quello stesso vostro amarissimo stato d’ animo, nè oggi che sono due belle ragazze libere ed indipendenti, impegnate entrambe in lavori che l’ appassionano, questo accoramento che mi invade ogni volta che penso a loro ed immagino che siano indifese, si è ancora attenuato !
    Per questo vi capisco completamente, care Amiche, e posso solo dirvi ‘a non retorica consolazione’, che comunque, anche se dentro di noi non c’ è requie a quello strazio, i nostri Figli, dalla percezione salda che, come dici Tu @Maria, “NOI CI SIAMO, NEL MODO MENO INVADENTE POSSIBILE”, traggono una risorsa di energia incredibile ogni volta che, in pericolo o nò, ci pensano …. ed anche se non ce lo danno spesso a vedere, quel nostro esserci li consola, li rassicura concretamente in ogni momento, e dà a loro, sempre, una rigenerante fiducia nella vita .
    La cosa stranissima poi, per quanto mi riguarda, è che talvolta mi succede anche con altri, per esempio laddove, essendomi ostili, io debba schiacciare Persone adducendo nello scontro le mie superiori e giuste ( oggettivamente ) motivazioni …. forse, è nel mio DNA … ma c’ è sempre un momento in cui, quando vedo l’ avversario o l’ avversaria ‘all’ angolo’, mi sembra che una parte di me, una parte della mia stessa carne, stia irrimediabilmente morendo, scomparendo lontano da me …. e mi ritrovo amaramente nello stesso stato d’ animo infame …. non c’ è verso che io lo possa evitare !
    E la ragione stessa della mia malinconia, che non ha mai motivi reali ( la mia vita infatti, non ha da lamentare nè miserie morali, nè sconfitte di ambizioni o sogni, nè carenze di affetti o altro, anzi ! ), ma che si aggrappa a questa mia stramaledetta consapevolezza di quanto poco siamo, di quanto poco siano gli altri, e come tutto è assurdo …. se continuiamo a dilaniarci in quest’ attimo di brevissima luce che è l’ esistenza …
    Vi abbraccio entrambe Amiche mie …. solo questo posso !

    • Grazie Bruno caro del tuo appassionato intervento.
      Io ho parlato da madre, in quanto tale e anche (purtroppo) separata.
      Ma sono sicura che anche un padre sente le stesse sensazioni e prova lo stesso impotente dispiacere.
      Essere genitori è un mestiere difficile, perdonami la frase retorica ma reale.
      Nel quale io provo spesso l’insicurezza e la paura di sbagliare che non riscontro nella altre sfere della vita.
      Non così forte per lo meno.
      Grazie a questa vena malinconica, che hai mostrato oggi, e che io non conoscevo, ti sento ancora più vicino al mio modo di essere.
      Un abbraccio e buona serata

  3. Esserci, oltre ad essere spesso l’unica cosa che ci è dato di fare, non è affatto poco.
    Loro lo sanno.

    • Sì, Rob. Lo danno poco a vedere e non ci permettono molto di più.
      Ma il fatto che siano consapevoli delle nostra presenza è già qualcosa.

  4. forse questa è l’unica nota dolente dell’essere genitori..sentirsi impotente di fronte alla sofferenza dei figli..Sofferenze che in automatico porta il processo di crescita,ma sai..si diventa uomini anche e soprattutto così..
    Tu da mamma puoi solo fare d’appoggio..il dolore passerà da solo,e i sorrisi torneranno in automatico..
    Un grosso abbraccio..

    • E’ quello che mi ripeto di continuo: passerà questo momento, questo periodo.
      Vedere le mie figlie serene e felici è qualcosa di impagabile.
      Grazie e ricambio l’abbraccio

  5. Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
    dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
    Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
    dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
    Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore,
    dalle ossessioni delle tue manie.
    Supererò le correnti gravitazionali,
    lo spazio e la luce
    per non farti invecchiare.
    E guarirai da tutte le malattie,
    perché sei un essere speciale,
    ed io, avrò cura di te.
    Vagavo per i campi del Tennessee
    (come vi ero arrivato, chissà).
    Non hai fiori bianchi per me?
    Più veloci di aquile i miei sogni
    attraversano il mare.
    Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
    Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza.
    I profumi d’amore inebrieranno i nostri corpi,
    la bonaccia d’agosto non calmerà i nostri sensi.
    Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
    Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
    Supererò le correnti gravitazionali,
    lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
    TI salverò da ogni malinconia,
    perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te…
    io sì, che avrò cura di te.

    F.B.

    😉

    • Bellissima.
      Ed è davvero azzeccata.
      Grazie.

    • proprio ieri mi sono fatta tatuare sul fianco destro la frase “Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto,conosco le leggi del mondo e te ne farò dono,perchè sei un essere speciale,ed io avrò cura di te…”..
      E’ una delle mie canzoni preferite..

      • Sì, è una bellissima canzone.
        Una frase così lunga tatuata sul fianco destro…? Caspita…

      • già…questione di coraggio o di pazzia??
        Ai posteri l’ardua sentenza! 🙂

      • …e se fosse un mix di coraggio e pazzia? 😉

  6. La vita, fortunatamente, non toglie soltanto ma da anche molto…. bisogna soltanto avere la pazienza di saper aspettare e tener duro nei momenti difficili; e quando vicino a noi abbiamo persona che ci vogliono bene il dolore sembra più sopportabile.
    Un saluto ed auguri per tua figlia.

    • E’ vero. Solo che nei momenti di buoio si fa fatica a pensare che esiste anche la luce.
      E lei sta attraversando uno di questi periodi.
      Speriamo passi veloce.
      Grazie

  7. Non conosco i dettagli della situazione e quindi diventa difficile riuscire a trovare parole che abbiano un senso, ma conosco anch’io l’impotenza che nasce dallo stare accanto a qualcuno senza poter fare altro che esserci.
    A noi sembra nulla, sembra troppo poco, sembra niente rispetto al bene che vogliamo e che vorremmo essere sicuri che riusciamo a trasmettere ma a volte questo, esserci, è tutto ciò che possiamo fare. Ma essendo stato anche dall’altra parte posso assicurarti che la vicinanza di una persona cara non ha prezzo.
    Ti lascio solo un silenzioso ma sentito abbraccio nella speranza che possa aiutarti a sostenere questo peso, il tutto… insieme ad un mare di auguri ad entrambe, di cuore!

    Claudio

    • Grazie Claudio.
      Penso e spero che tu abbia ragione.
      Proprio perché a me, quando avevo l’età di mia figlia, è mancata quella “presenza” silente ma costante, non voglio che capiti lo stesso a lei.
      Ricambio l’abbarccio

  8. Vi ho trovate per caso, come succede spesso, girando qua e là…
    ed ho scoperto questa sofferenza, questo dolore: non conosco i particolari ma non servono: il punto è solo quello.
    Io credo che avere una pena che riguarda un figlio sia davvero la più grande sofferenza che un essere umano, una madre, debba sopportare…è tanto grande che qualcuno, a volte, non sopravvive….ma credo anche che voi siete forti e ce la farete! Non so aggiungere altro se non comunicarvi questa mia vicinanza…un forte abbraccio

    • Grazie per il passaggio e per le parole.
      Vedi io credo che la sofferenza, per certi versi, fa parte della vita e aiuta a “crescere”.
      Non è certo piacevole, si sta male, male davvero.
      Bisogna essere forti e guardare aventi con fiducia.
      Un forte abbraccio a te

  9. uh! Era da trent’anni che non ascoltavo questa canzone. Mi sembra di tornare indietro nel tempo. E per la figlia non temere: noi genitori ingigantiamo sempre le cose, nel bene e nel male

    • Sai che è una canzone che ogni tanto ascolto?
      Mi piace e poi… vabbè… il nome di mia figlia.
      Hai ragione, tendiamo a ingigantire sempre e non riusciamo a essere obiettivi quanto vorremmo e dovremmo.


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