Pubblicato da: maria | agosto 1, 2011

Facile a dirsi

In questo weekend passato per lo più in casa e senza poter andare al mare, a causa di una specie di influenza che mi è stata donata dal cielo, ho avuto il tempo e il modo di riflettere su un argomento che mi sta particolarmente a cuore.

Volersi bene.

Una di quelle frasi che diciamo tante volte. Forse troppe volte, a noi stessi e agli altri.

Devi imparare a volerti bene.

Devo riuscire a volermi bene.

Il tuo problema è che non sai volerti bene.

Sono arrivata a questa conclusione. Banale. Non è facile volersi bene. O per meglio dire, è semplicissimo consigliarlo agli altri e anche dirlo a se stessi. Mentre è difficile metterlo in pratica. Per lo meno per me è davvero complicato.

Ora dirò una cosa che apparentemente può fare inorridire. Ma che è la verità.

Io d’istinto non mi voglio bene.

Perché vorrei essere completamente diversa da come sono. E non parlo dell’aspetto fisico. Parlo del mio carattere, del mio modo di essere, di vivere e di rapportarmi al prossimo.

Quindi partendo da questo presupposto non posso pensare che, pur volendolo, pur decidendolo, io in quattro e quattrotto incominci a volermi bene.

Sarebbe pura utopia. Del tutto irrealizzabile.

Ho davanti questo lungo mese di agosto. In cui con ogni probabilità non farò assolutamente niente a parte lavorare. E considerando che anche dal punto di vista lavorativo non sarà molto impegnativo, ho deciso di concentrarmi su questo aspetto della mia vita.

Egoisticamente penserò a me stessa. Proverò a trovare dei punti di contatto con Maria. Tanto per cominciare proverò ad accettarla per come è.

Questo non significa che io non debba o non voglia cambiare. Non cerco staticità e ritengo che la vita sia in continua evoluzione. E io vorrei effettivamente cambiare, essere migliore. Prima di tutto per me stessa. Poi anche per gli altri. Ma nel frattempo, in attesa di questo miracolo, io proverò a convivere con me stessa in modo meno competitivo.

Perché prima di riuscire a voler bene a una persona, bisogna saperla accettare. Quindi questo sarà il mio primo passo.

Accettare me stessa per come sono con la consapevolezza che io voglio cambiare. Cambiare per vivere meglio. Cambiare per fare vivere meglio le persone che amo. Cambiare per riuscire a volermi bene.

Scusate il discorso nebuloso e contorto. L’ho scritto di getto prima che me ne passasse la voglia.

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Responses

  1. Io non credo molto ai cambiamenti radicali soprattutto se pensati “a tavolino”. Forse si cerca di andare incontro alle esigenze degli altri e quindi una qualche impercettibile modificazione nei comportamenti può esserci, ma noi siamo quel che siamo sempre stati e, alla prima occasione, tireremo fuori la nostra natura, il nostro carattere e la nostra personalità.
    E comunque penso sia difficile accettarsi totalmente, razionalmente ci rendiamo conto dei nostri punti deboli, ma tra prenderne consapevolezza e annullarli c’è una gran bella differenza! 😉

    • Non parlo e non intendo cambiamenti radicali.
      In questo momento davvero non ne sarei capace.
      Ma io credo nei piccoli cambiamenti, graduali.
      Magari impercettibili a prima vista.
      Anche io sono convinta che sia impossibile o molti difficile accettarsi al 100%.
      Anzi ti dirò che le persone che lo affermano a volte sono proprio quelle che fanno fatica ad accettarsi.
      Non so neanche se sono davvero in grado di analizzare il mio modo di essere edi saper dire quali sono tutti i miei punti deboli.

      Una persona una volta mi ha detto che chi non è capace di amare se stesso non è in grado di amare il prossimo.
      Questa è la cosa che mi spaventa di più.

      • Che non sia in grado di amare il prossimo, mi sembra un po’ esagerato. Probabilmente non è in grado di dimostrarlo.
        Questa mi sembra più accettabile come opzione 😉

      • Non lo so.
        Intendo “amore” in senso lato, ovviamente.
        Per esempio io non sempre sono capace di dimostrarlo.
        E a volte lo dimostro nel modo sbagliato.

        A volte mi viene persino il dubbio che l’amore non sia altro che l’apice dell’egoismo.
        Attenzione: sono parecchio confusa stasera.
        Diamo la colpa all’influenza… ch eè meglio 😉

  2. Finalmente Maria, adesso segui la tua strada come ti viene. Ti aggiungo solo due considerazioni, come al solito frutto delle mie così parziali convinzioni.
    La prima mi dice che la vita oscilla tra due domande interiori: perché mi sono lasciato fare tutto questo? ed Esercito la misericordia su me stesso, mi perdono?
    La seconda è sulla natura del cambiamento, si cambia secondo la nostra percezione. Siamo noi che misuriamo davvero il nostro cambiamento, non chi ci sta vicino o lontano. Cambiamo in continuazione e discutere di indole o altro significa confondere il meglio con il bene, ovvero un modo per non provarci.
    Buona estate Maria, goditi il tuo bellissimo mare e te stessa

    • Tu lo sai Willy caro che il tuo parere conta tantissimo per me.
      E quanto mi hai scritto mi servirà a riflettere.

      Grazie.

      Auguro anche a te una buona estate. Il mio mare ti saluta.

  3. No, non credo che sia come ti ha detto quella persona: a volte, davvero, amiamo più gli altri che noi stessi, nel senso che magari ci comportiamo più pensando a compiacere loro, a fare ciò che pensiamo essi si aspettino da noi; e così – per timore di dispiacere o di un giudizio negativo – rinunciamo al nostro di “piacere” ( qualunque comportamento o progetto esso sia)
    Il pezzo che hai scritto sembra un vestito su misura anche per me e forse siamo in molti altri ad avere questi pensieri. Posso dirti che è passata una vita intera e preferisco non pensare, non guardarmi indietro: non ho fatto ciò che avrei voluto e non ho fatto bene neppure ciò che forse avrei dovuto. Ho vissuto ma a volte ho proprio la sensazione che veniamo travolti dalla vita… non so se sono riuscita a spiegarmi. Facciamo ciò che le nostre forze ci consentono…
    Spero perlomeno di averti in qualche modo “consolata”: non sei sola…

    • Ti sei spiegata benissimo. Davvero bene.
      Fare un bilancio della propria vita e capire che c’è qualcosa che non va, che non ci sta bene, credo sia normale.
      Forse è anche l’estate che – parlo per me – porta a fare questo tipo di ragionamenti.

      Grazie e un caro abbraccio

  4. non mi sono mai accettato e a volte ravvedo con sgomento la mia capacità – del tutto preterintenzionale – di infondere un analogo sentire nelle persone con cui abbia contatti. solo camuffando la vita da scrittura me ne sento legittimato

    • E’ vero che seguo con interesse e piacere quello che scrivi.
      Penso tu lo sappia.
      Ma non pensare di avermi contagiato… (scherzo, dai…).

      Diciamo che Maria periodicamente fa i conti con se stessa.
      Questa volta vorrei vedere dove riesco ad arrivare.
      Perché da qualche parte io voglio andare.
      Ciao

  5. Onestamente non mi è parso nè nebuloso, nè contorto. Da sempre anch’io mi dibatto fra gli stessi dilemmi, che poi dilemmi non sono.
    Volersi bene è “un’arte” che si impara fin da piccoli. Poi, generalmente, c’è qualcosa che si inceppa.
    Riuscire ad oliare i meccanismi arrugginiti dal tempo non è facile nè indolore, ma è un esercizio che non ci si può esimere dal compiere: abbiamo una vita sola, ed averne sprecato una parte è già di per sè un delitto.

    • Sapevo che tu avresti capito infatti.
      Volersi bene è un’arte che si impara da piccoli.
      Dici e io confermo.
      Per la situazione familiare che io ho vissuto, per come sono cresciuta diciamo, nessuno me l’ha insegnato.
      E non ho avuto degli esempi da seguire.
      Ho visto “altro”.
      Ora io non sono solo figlia.
      Ora io sono prima di tutto me stessa e la madre di mie figlie.
      Quindi penso sia arrivato il momento di provare a recuperare il recuperabile.

  6. A me il ragionamento pare un po’, contorto.
    Anzitutto accettarsi non siginifica volersi bene.
    Poi accettarsi con l’obiettivo di cambiare, significa che quando hai finito il lavoro ti trovi davanti un’altra persona.
    Insomma, io direi di rimettere le bocce ferme…

    • Figurati se a te non ti sembrava un ragionamento contorto…
      Se non sbagli ho detto che accettarsi non significa volersi bene.
      Ma credo sia un primo passo da compiere.
      E non credo neanche che i cambiamenti sarebbero così radicali da trovarmi davanti un’altra persona.
      Piccoli passi e piccoli ritocchi.

  7. educarsi allì’affetto.

    • Questa mi piace assai…

  8. Ciao Maria,
    Bello volersi bene, ma che significa?
    Nel senso che la cosa che ha fatto la differenza per me è stato guardarmi, ascoltarmi. Non sapevo chi ero e cosa volevo. Sono necessariamente dovuta partire da quello. Non tutto quello che vedo e che ascolto mi fa impazzire, ma la benevolenza e la gentilezza che ho verso di me mi fa sperare per il meglio.
    Un saluto
    Pass

    • Hai ragione.
      La partenza è proprio nel capire chi sono e cosa voglio.
      Dove voglio arrivare.
      Cosa voglio fare.
      Per certi versi è la strada che sto percorrendo.
      Grazie e un saluto a te

  9. e infatti, pure io, pure tanti altri, siamo nella stessa barca, volersi bene ecc ecc ecc. non è facile. non è neanche vero del tutto, se vogliamo: tutti noi abbiamo lati decisamente negativi, che non dobbiamo compatire ma cercare di cambiare, credo.
    ma l’estate ci porta a tutte queste crisi esistenziali, com’é? speriamo di cavarne qualcosa di buono, dai. buona fortuna 🙂

    • Agosto è un mese che di solito mi mette in crisi.
      Quest’anno ho deciso di allontanre la crisi e di utilizzare questo mese per qualcosa di “buono”.
      Di ottimizzarlo.
      Spero di riuscirci.
      Buona fortuna a tutti noi 🙂

  10. Ciao Maria, il tuo pensiero che è comune a tanti, è fonte di
    snervanti riflessioni.
    Si nasce con un bagaglio, e lungo la strada man mano che si cresce,
    abbandoniamo qualcosa per acquistare qualcos’altro.
    Poi arriva il fatale giorno e ci poniamo una domanda : Mi voglio bene?…
    Io con tutta sincerità non riesco a volermi bene perché quando la vita ti
    ferisce, l’anima viene strappata in tanti punti e riuscire a ricucirli tutti è
    un compito arduo se non impossibile.

    Un saluto con amicizia
    Mistral (ombreflessuose)

    • Ciao Mistral.
      Sono perfettamente d’accordo sulla prima parte del tuo ragionamento.
      Anche io tendenzialmente non mi voglio bene.
      Però vorrei provare a fare qualcosa in questa direzione.
      Non voglio tirare su i remi e aspettare.
      Vorrei provare ad agire.
      Con calma.
      Non ho nessuno che mi insegue.
      A piccoli passi.

      Un saluto affettuoso

  11. Ringrazio tutti.
    In questi giorni non sto riuscendo a dedicare un po’ di tempo al mio blog e mi dispiace.
    A me piace avere un contatto il più possibile diretto con voi che passate di qua.
    Quindi vi prometto che entro questo pomeriggio rispondo a ciascuno di voi.
    Questo argomento mi interessa molto e i vostri commenti per me sono preziosi.

    🙂

  12. una domanda: qual è il tuo nocciolo duro? qual è quella cosa in te, che sei tu, che proprio non puoi fare a meno di essere? ecco, quella sei. scavando fino all’irrinunciabilità di se stessi. il resto è contorno. intorno ai 40 anni si è scavato (e si è stati scavati) così tanto che il nocciolo appare. a volte ci sorprende, altre ci rinfranca. altre ancora ci chiede perdono. ma quel nocciolo siamo noi… (e con questo non ho altro da dire, come forrest gump 😉

    • Ciao Asp.
      Bentornato.
      Mi piace tantissimo quello che hai scritto.
      Dovrei rifletterci ma provo a rispondere di getto.
      Io non so rinunciare al mio cuore.
      Per assurdo e in apparente antitesi a quanto ho scritto nel post.
      Non so rinunciare alla Maria che ama.
      Che ama in senso lato.
      La vita, le figlie, gli amici, i suoi cari, i suoi animali.
      A questo non potrei mai rinunciare.

      Grazie per il tuo regalo. Fra poco lo scarto e me lo godo… 😉

  13. il tuo post l’ho letto e riletto 5 o 6 volte: sono giunto alla conclusione che passerai un agosto da cercatrice di utopie. Per me so bene come funziona. Se sto da solo io me la canto e me la suono e, in genere, ne traggo un bilancio positivo. E’ il mondo di fuori quello che fa precipitare gli indici di gardimento: là sono poco digeribile, criticabile, detestabile, spinoso e irriducibile: tutte qualità virate in positivo nella mia dimensione solitaria. Quindi da solo io mi voglio un gran bene, mi amo e a volte mi desidero anche. Nelle relazioni diplomatiche invece è un percorso ad ostacoli che qualche volta cerco di appianare scrivendo…ed è allora che accade l’irreparabile!

    • Enzo io sono la peggior nemica di me stessa.
      Questa è la verità.
      Non posso addossare la colpa a niente e a nessuno.
      E non stiamo parlando di alcun dramma, sia chiaro.
      Solo di “vita” e modo di vivere.
      Vorrei provare a fare pace con me stessa.
      Alla fin fine non molto di più.
      Non ho aspettative enormi.
      Vivere un po’ meglio con Maria.
      E di conseguenza fare vivere meglio Maria e tutti coloro che le vogliono bene,

  14. Buonasera Maria, vorrei allacciarmi alla parole di Nico che dice:
    Volersi bene è un Arte che si impara fin da piccoli …
    Certo ha ragione, ma solo se qualcuno ti insegna e ti indica il cammino per
    iniziare ad entrare in confidenza con questo sentimento chiamato: Bene.
    Poi abbiamo una vita intera per parlarci , comprenderci e amarci.

    Ti lascio ad una lieta sera
    Gina

    • Ciao Gina.
      Sì, sono d’accordo con te.
      E’ qualcosa che necessariamente ci deve essere insegnato sin da piccoli.
      Prima di tutto con l’esempio.

      Un caro saluto

  15. Io sto a posto !
    Mi voglio così bene che vorrei passare tutta la vita con me !

    • Che uomo fortunato…
      Ciao Claudio

  16. L’ho sempre odiata come frase.
    Che cavolo significa?
    soprattutto quando ti viene detta per sottolineare un tuo fallimento personale e colpe varie.
    ed invece noi ci amiamo tutti e molto.
    siamo egoisti ed ovviamente come ogni forma di amore è soggettivo e del tutto particolare.
    ciao

    • Non l’ho mai vista in quest’ottica.
      Questa frase mi è stata detta, esplicitamente o meno, svariate volte.
      Nella maggior parte delle volte da persone che mi vogliono bene, a cui sto cara.
      E non credo che tutti ci amiamo molto.
      O comunque in certi casi l’amore che rivolgiamo a noi stessi non è quello giusto.
      Ciao e buon pomeriggio

  17. Nel “voler bene a se stessi” c’è un fondo di verità come in tutti gli slogan, ma poi ognuno dà a questa frase il significato che è più nelle sue corde.
    Non c’è un modo solo, “giusto”, di vivere. Anche il non sentirsi obbligati a conformarsi ad un canone, è un modo di volersi bene.
    Rilassati. E goditi il mare e il riposo.

    • Me gusta assai questo tuo pensiero…

      Cerco di rilassarmi e vorrei godermi anche il mare, ma il tempo quest’anno non è molto generoso.
      Per il riposo… credo che dovrò ancora aspettare…

  18. Buongiorno Maria,
    forse il primo passo dovuto è guardarsi, ascoltarsi. Per me è stato importante. Poi la gentilezza verso quello che vedevo e sentivo.
    Una sorta di accoglienza per quello che c’è senza giudizio possibilmente.
    Un saluto
    Pass

    • Guardarsi e ascoltarsi con obiettività.
      Senza nascondere la testa sotto la sabbia.
      La gentilezza. Sì, il termine rende perfettamente l’idea.

      Un saluto a te Pass

  19. ho poche convinzioni..ma una è questa
    ti devono insegnare fin da piccola a volerti bene..l’amore s’insegna…un abbraccione Grazia.

    • Cara Grazia, sono perfettamente d’accordo con te.
      Un caro abbraccio

  20. Ti sei presa un bel compito, nel senso del peso della cosa. Io ci sto provando da una vita e parte che degli errori che ho commesso sono stati proprio a causa del “non volersi bene” abbastanza. Ti faccio i miei auguri, che almeno per te qualcosa cambi

    • Un bel compito, è vero.
      Grazie e ricambio l’augurio.
      Non è mai troppo tardi, non credi?

  21. “Accettare me stessa per come sono con la consapevolezza che io voglio cambiare. ”

    Accettarsi, ma senza voler cambiare a tutti i costi se stessi. E’ il primo passo, credo per il cambiamento.

    Il resto vien da sè.
    Ciao, ti ho letta in giro e sono venuto a farti visita.

    Torno, ma dopo, visto che sono in partenza per le ferie. 🙂

  22. ” Accettare me stessa per come sono con la consapevolezza che io voglio cambiare.”

    Accettarsi senza voler cambiare a tutti i costi. Credo che sia questo il primo passo per il cambiamento.

    Ciao, ti ho letto in giro e sono venuto a trovarti.
    Adesso sono quasi in partenza per le ferie. Dopo ritorno.

    • Buone vacanze allora.
      Goditele.
      Ci si vede al tuo rientro.


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