Pubblicato da: maria | settembre 2, 2011

Cena fredda

Interrompendo il leggero ronzio del condizionatore, disse:

Cosa ne dici se stasera restiamo in casa? Fa troppo caldo per uscire e pensavo di cucinare qualcosa di buono. Esprimi un desiderio, dai.

Smise di leggere il giornale e la guardò negli occhi, con aria leggermente pensierosa e un mezzo sorriso ironico che pian piano si faceva strada.

L’idea di restare in casa mi piace. Però fai tu, mi fido di te. Vuoi una mano?

Si alzò dal divano, posò il libro che stava leggendo sul tavolino e gli sfiorò le labbra con un bacio.

Nessuna mano, grazie. In cucina devo avere campo libero. Se vuoi fare qualcosa per me, metti un po’ di musica, mi piace ascoltarla mentre cucino. Nel frattempo io cerco l’ispirazione.

Andò in cucina canticchiando una canzone che aveva in mente dalla mattina  (…and sit and nurse my broken heart, so lonely, so lonely, so lonely, so lonely, so lonely, so lonely, so lonely, so lonely, so lonely, so lonely, so lonely, so lonely). Lasciò la porta socchiusa e aprì il frigo. Diede uno sguardo al contenuto ed ebbe la conferma che c’era tutto ciò che le occorreva.

Dal ripostiglio prese una bottiglia di vermentino e la mise in frigo in modo che si raffreddasse per l’ora di cena.

Ti dispiace aumentare un po’ il volume? Se non ti dà fastidio.

Nessun fastidio. Se hai bisogno di qualcosa, sono qui.

Sorrise e scosse leggermente la testa. Quindi prese dal frigo 4 pomodori, tondi, rossi e sodi, 4 uova, del prezzemolo e della lattuga. Dalla dispensa pigliò una scatola di tonno, dei capperi sott’aceto, delle acciughe sott’olio e un vasetto di maionese.

Lavò le uova e le mise a bollire in un tegamino con un goccio di aceto e del sale. Nel momento in cui l’acqua iniziò a bollire, abbassò la fiamma i impostò il timer su 7 minuti.

Lavò i pomodori, li asciugò e li tagliò a metà. Quindi li svuotò dei semi e del liquido. Salò leggermente l’interno e li mise a scolare in un colapasta.

Sul tagliere con la mezzaluna tritò finemente il prezzemolo, i capperi e le acciughe.

Al trillo del timer spense il fuoco del fornello e passò il tegamino con le uova sode sotto l’acqua corrente in modo che si raffreddassero. Quindi le sguscio e le tagliò a metà, per il lungo. Con l’aiuto di un cucchiaino levò da ciascuna metà di uovo il tuorlo e lo mise in una ciotola. Versò il tonno, scolato dall’olio, e con una forchetta schiacciò e sminuzzò finemente i due componenti. A questo punto aggiunse il tritato di prezzemolo, capperi e acciughe e qualche cucchiaiata di maionese. Mischiò il tutto finché non divenne un composto omogeneo di color giallino.

Prese le metà di pomodoro, le sciacquò velocemente sotto l’acqua e le tamponò con dello scottex.

Lavò le foglie di lattuga e le tagliò finemente con un coltello e le sistemò su un piatto di portata. Riempì le uova e i pomodori con il composto preparato e li sistemò sopra la lattuga, formando dei cerchi concentrici, i pomodori all’esterno e le uova all’interno. Quindi li decorò con un po’ di maionese, dei capperi e dei filetti di acciughe.

Prese il piatto in mano e lo guardò con aria pensierosa. L’effetto non era male ed era quello che ci voleva per quella giornata di caldo afoso.

Mise il piatto nel frigo e torno nel soggiorno.

Ho fatto. Sono stata veloce, vero? Cena fredda e non troppo impegnativa. Però non andare a sbirciare nel frigo. Deve essere una sorpresa. Vado a fare una rapida doccia e poi possiamo cenare. Aperitivo fra mezzora?

Mentre gli passava vicino, le prese una mano e se la portò alla bocca, dandole un bacio sul dorso.

Sei stata davvero veloce e io, nonostante il caldo, ho un certo appetito. E a questo punto hai destato la mia curiosità. Ma mi sembra di capire che dovrò aspettare al momento della cena per poterla soddisfare.

Senza ombra di dubbio. Devi attendere solo mezzora, pazienta.

Dopo la doccia apparecchiò velocemente il tavolo tondo del soggiorno lasciando la finestra aperta in modo che si vedesse il mare. Quindi prese dal frigo la bottiglia di vermentino, la portò in tavola e la stappò. Versò il vino nei due bicchieri e si sedette.

Uno sguardo al mare, che dopo il tramonto del sole aveva delle sfumature che passavano dal porpora all’oro.

Uno sguardo alla sedia davanti a lei, irrimediabilmente vuota. Al posto inutilmente apparecchiato, ai piatti, alle posate e ai bicchieri che sarebbero rimasti intonsi.

Sollevò il bicchiere di vino e disse, con un leggero sorriso sulle labbra:

Alla mia salute.

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Responses

  1. eddaaai, almeno uno che finisce bene….

    … Sei stata davvero veloce e io, nonostante il caldo, ho un certo appetito. E a questo punto hai destato la mia curiosità…. Aprì il frigo e …

    scusa. esprimi un desiderio.

    • Questione di punti di vista.
      Tu dici che non finisce bene.
      Perché?
      Vuoi mettere?
      Una bottiglia di vermentino freddo al punto giusto tutto per lei, da non dover dividere con NESSUNO…
      (un po’ di sano cinismo ogni tanto ci sta bene) 😉

  2. Maria, queste tue “visioni” mi mettono a mio agio, e mentre ammiro
    la trama gusto volentieri l’ottimo vermentino.
    Un simpatico saluto da
    Ombre

    • Ciao Ombre.
      Allora cin cin…!
      Buona serata e a presto

  3. Ma che bel raccontino con sorpresa finale….e anche un modo diverse di parlare di cucina e offrire una ricetta!

    • Grazie.
      Cucinare mi piace ma di certo non sono una grande cuoca come una nostra comune amica blogger.
      E’ un piatto che di tanto in tanto preparo, perché è fresco, semplice e veloce.
      E di solito piace più o meno a tutti.

  4. Però no, dai, non può finire così… 😦

    Anch’io lo trovo triste. Bellissimo, ma triste.

    Sai che c’è? La ricetta me la tengo da parte 😉

    • Sono una persona a cui piace il lieto fine.
      Pensa un po’.
      Ma ho imparato che nella vita è assai più raro.

      La ricetta è collaudata. Nella mia famiglia questo piatto lo si prepara da generazioni.
      Pratico e semplice. 😉

  5. hai dato un ricetta inserendola in un racconto tra l’ altro bellissimo complimenti. son contento che apprezzi i miei grazie. ciao Maria sei una buona presenza.buonanotte e buona domenica nazzareno

    • E’ già domenica, Nazzareno.
      Grazie e buona domenica a te

  6. Un lieve passaggio per augurarti una lieta domenica
    Un abbraccio
    Gina

    • Una serena domenica a te, Gina
      Un abbraccio

  7. bello… perché a volte danzare da soli non vuol dire essere vuoti, ma essere pieni di desideri e voglia di fare…

    • Grazie.
      Sono abbastanza d’accordo. Anche se poi a tutto c’è un limite.

  8. ma che brava… complimenti mi è piaciuto moltissimo

    • Grazie, Frà.
      Detto da te è un bel complimento.


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