Pubblicato da: maria | settembre 26, 2011

Due Haiku di Matsuo Basho e altro

In questi giorni mi capita di leggere Haiku. Un mondo per me ancora da scoprire e in cui sto entrando in punta di piedi. Un universo che mi affascina e che mi trasmette un certo senso di serenità.

Basho sosteneva che l’Haiku è un poema che esprime un universo semantico concentrato in tre versi. E’ un poema finito e autonomo.

Sul ramo spoglio

un corvo che si posa.

Sera d’autunno.

Nel vecchio stagno

una rana si tuffa.

Rumore d’acqua.

Ma se leggiamo i due Haiku di seguito essi diventano:

Sul ramo spoglio

un corvo che si posa.

Sera d’autunno.

Nel vecchio stagno

una rana si tuffa.

Rumore d’acqua

In questo modo, per certi versi, diventano correlati, quasi facessero parte di un tutto. Non appaiono più “assolutamente finiti” ma “relativamente finiti”. Letti in sequenza “raccontano” e pertanto diventano narrativi.

E’ una specie di gioco che sto provando a fare. Prendere Haiku, famosi o meno, e provare a creare delle storie semplicemente unendoli fra loro.

Leggo e riporto un Haiku di Giuseppe Gavazza:

Le gru nel lago
sembrano rose d’acqua.
S’alzano in volo
.

E di seguito un Haiku di Roberta Verzeletti:

Caleidoscopio…
le luci che attraversano
il bosco scuro

A questo punto provo a leggerli di seguito:

Le gru nel lago
sembrano rose d’acqua.
S’alzano in volo
.

Caleidoscopio…
le luci che attraversano
il bosco scuro

Direi che l’esperimento è riuscito. Sono piccoli poemi finiti e autonomi. Ma allo stesso tempo basta accostarli per dargli una nuova vita e un respiro ancora più ampio.

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Responses

  1. adoro gli haiku, sono la forma più alta di poesia che conosca, tipicamente giapponese (racchiudono un mondo in poche sillabe contate, un po’ come i bonsai racchiudono un albero di alto fusto in pochi centimetri).
    5-7-5 le sillabe per tre versi, niente di più, niente di meno… Un po’ costrittivo, ma fortemente educativo, nel senso che ti costringe a trovare “quelle” parole, le più essenziali, le più giuste e quindi le più vere per esprimere il tuo pensiero, il tuo sentimento.
    Ci provo anch’io?

    RIPOSO
    “mi lascio andare
    dentro il fiume che scorre
    verso il mio mare”

    oppure

    AUTUNNO
    “nuvole al sole
    un pensiero di pioggia
    e foglie vuote”

    • Sono perfettamente d’accordo, Sun.
      La costrizione c’è, ovviamente, ma è “importante”.
      Porta all’essenzialità.
      Niente di troppo.
      Niente di superfluo.

      Insomma… oltre che il “mio” saggio-filosofo preferito stai diventando anche il “mio” poeta preferito…
      Belli davvero.
      “Riposo” dà esattamente questa sensazione.
      Il lento scorrere del fiume verso il mare aperto.

      “Autunno” e il contrapporsi del sole alle nuvole e la malinconia delle foglie pronte a lasciare la loro dimora.

      Grazie. Di cuore.

  2. Anche io adoro gli haiku! Sono la contemplazione fatta poesia.

    • Hai ragione.
      Leggere Haiku insegna a “vedere” e a “sentire”.
      Molto bello e stimolante.

  3. So di sembrare poco poetica ma gli haiku mi fanno pensare ad una sorta di gioco enigmistico pero’ molto poetico 🙂
    A parte gli scherzi, non mi sono mai avvicinata a loro e tu hai stuzzicato la mia curiosita nel proporli.
    Un caro saluto
    Dona

    • E’ un mondo speciale e io mi ci sto avvicinando pian piano.
      Mi fa piacere avere suscitato la tua curiosità, perché secondo me ne vale la pena.
      Un caro saluto, Dona

  4. Scoperto qualche anno fa. Da allora me ne sono innamorata. L’essenziale in poche sillabe, per lasciar spazio all’immaginario di ognuno

    • Esatto. L’essenzialità mi piace molto. La libertà di fare volare la fantasia.

  5. Cara Maria, amo questi testi brevi, che conducono ad
    esprimere sensazioni, senza per questo essere meno belli e poetici della
    Poesia,
    Un abbraccio
    Gina

    • Ti abbraccio, Gina.
      Buon pomeriggio

  6. Non conoscevo questa cosa, affascinante però… 🙂

    • Un fascino notevole… 🙂

  7. Riempio la macchinetta
    appoggio la tazzetta
    e faccio tutto senza fretta.

    Non ho messo bene il tazzone
    guardo a terra il chiazzone
    e penso che sono proprio un c….one!

    Sì, mi piaccione questi accù.
    Magari te ne scrivo altri, eh? :mrgreen:

    • Aquila, tu hai barato… non hai rispettato il numero delle sillabre …!!!! :mrgreen:

      Però questa tua versione “poetica” mi piace assai… (chissà cosa ne penserebbe il nostro amico Bibùlo…).
      Se ci hai preso gusto con gli “accù”, dai… dacci dentro… 😉

  8. Sereno
    Dopo tanta
    nebbia
    a una
    a una
    si svelano
    le stelle.
    Respiro
    il fresco
    che mi lascia
    il colore del cielo.

    Mi riconosco
    immagine
    passeggera

    presa in un giro
    immortale
    Giuseppe Ungaretti

  9. Bella la natura evocata da questi haiku.

    • Perfettamente d’accordo, Pass

  10. Affascinate! Concordo.

    • Notte, Anto

  11. Pensa che mi sono cimentata a scriverne: con risultati abbastanza disastrosi.

    • Bisogna vedere quanto sono disastrosi, tu sei molto severa con te stessa…

  12. Non amo gli haiku
    sono solo parole:
    poche, sospese.

    (Io le sillabe le ho rispettate 😉 ).

    • De gustibus, no?
      (ho un dubbio, però…)

  13. Accù
    acciù!
    ‘tacci tu!
    Embè?
    andov’è
    er fazzolè?

    (Ho rispettato le sillabbe?) :mrgreen:

    • Le SILLABBE?

      Tu non le rispetti MAI a quanto pare…

      Salute… :mrgreen:

  14. solitudine:

    i fuochi d’artificio che fioriscono,
    dopo cade una stella

    MASAOKA SHIKI – (1867 – 1902)

    [click sul post sbagliato, scusa]

    • Grazie. Mi hai reso felice (e non mi riferisco solo all’haiku splendido).

      Un pensiero per te:

      vento d’autunno:
      viviamo, e ci guardiamo l’un l’altra,
      tu ed io

      (il commento me lo tengo in entrambi i post… ci sta bene comunque)

  15. No, io non ho vena poetica in nessun senso e in nessun modo: sonbo proprio negata. Riuscissi almeno ad esser simpatica come Aquila!

    • Tu hai tante altre doti, Grazia… e ce lo dimostri ogni giorno

  16. Lisbo, tu c’hai la vena pittorica.
    Io c’ho la vena poetico-ridanciana.
    Maria c’ha la vena culinaria (sostiene lei… :mrgreen: ma tu hai mai assaggiato qualcosa?)

    • Io a dire il vero ho molte vene, non solo quella culinaria.
      Provare per credere…. (e c’è chi ha provato, comunque)
      :mrgreen:

  17. non amo la poesia, gli haiku un pochino di più…stanno alla poesia come i racconti di carver stanno ai romanzi : essenziali. e come ogni scritto essenziale difficilissimi da scrivere 🙂 buona domenica…oziosamente a casa, A lavora e io mi rilasso leggendo…in quest’inizio di ottobre caldo, caldissimo, martedi mi tocca andare a milano per lavoro..non mi piace milano, la trovo ogni volta più brutta : non c’è niente (a parte un paio di posti) che vada oltre alla mediocrità…vabbè, sul lavoro non si sputa.

    • Dopo un fine settimana di stress allo stato puro, oggi sono andata a lavorare con la consapevolezza che, in questo periodo, è il luogo in cui mi rilasso di più. Penso al lavoro e per un po’ lascio da parte i casini che mi aspettano “fuori”. Anche qua un gran caldo e le spiagge sono ancora affollate (non che io sia riuscita a metterci piede, purtroppo). Ma le previsioni dicono che da mercoledì il tempo cambia. Arriverà l’autunno? Spero di no. Io ho ancora bisogno di estate.
      Buon viaggio a Milano, e cerca di prenderti il meglio che c’è.

  18. matsuo basho:esam di letteratura giapponese 3. professoressa stronza come poche..un incubo!!


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