Pubblicato da: maria | novembre 1, 2011

Autocontrollo

Ci pensavo in questi giorni.

Cosa significa per me avere, mostrare, autocontrollo.

Esempi sparsi.

Non sbattere il cellulare contro al muro quando mi sveglia la mattina.

Non incazzarmi quando il mio capo mi dice che non posso andare in ferie (io, mentre lui ovviamene ci andrà).

Non urlare quando mia figlia, dopo che ho appena pulito la cucina, si mette a cucinare sporcando di nuovo tutto.

Restare impassibile davanti a un vassoio di papassine.

Sorridere quando la mia mamma per la decima volta nel giro di cinque minuti mi fa la stessa domanda a cui io ho già risposto per nove volte.

Leggere i quotidiani, cartacei o via web, senza farmi prendere dalla smania incontrollabile di prendere il primo aereo per l’Australia.

Guidare nel traffico del mattino ascoltando impassibile radio Capital anche se, a causa del camion della nettezza urbana che alle 8 e mezza del mattino ritira la spazzatura, io rischio di arrivare tardi in ufficio.

Non fare in mille pezzi lo specchio del bagno che, la mattina, mi mostra un’immagine che non mi piace, che non conosco, che non accetto.

……………

…………

……….

……..

Alla fine mi sono resa conto che la lista sarebbe infinita.

Quindi ho provato a sintetizzare il tutto in un’unica frase.

Non ululare alla luna nelle notti di luna piena.

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Responses

  1. La questione delle papassine andrebbe approfondita.
    (cioè, per quanto mi riguarda ci sono cose per cui vale la pena di sfoderare l’autocontrollo, e altre meno)

    • Ti piacciono le papassine, Rob?
      Ne ho un enorme vassoio che mi ha portato mio padre e sono… squisite (infatti il mio autocontrollo in questi giorni ha perso colpi).
      E sono d’accordo con te. Per alcune cose è importante, è necessario mostrare l’autocontrollo.
      Per altre molto meno.
      (pertanto ho deciso che alla prossima luna piena…)

  2. ma di cosa sono fatte queste papassine, di pasta di mandorla?
    Per quanto riguarda l’autocontrollo, ormai la mia soglia è molto ma molto ma molto bassa!
    Per me è arrivata arrivata l’ora del “basta!” …e che mi frega se “piaccio” meno agli altri? E forse vivo meglio così…

    • No, non sono fatte di pasta di mandorla.
      E’ il dolce che si fa dalle mie parti per I Santi.
      Volete la ricetta?
      Per chi è interessato trascrivo la ricetta delle mie prozie di Norbello (OR), le sorelle di mio nonno materno.

      Ingredienti:
      Kg 1,5 semola di granoduro
      1/4 l di latte
      2 uova
      200 gr strutto
      300 gr zucchero
      20 gr buccia arancia grattata
      450 gr mandorle
      450 gr noci
      900 gr uva passa
      1 pizzico di cannella
      4 cucchiai di miele

      Impastare la semola con un po’ di acqua tiepida e sale (come per il pane), il latte tiepido e le uova intere sbattute. Lavorare a lungo quindi aggiungere lo strutto pian piano e lavorare la pasta finché non si ammorbidisce. Aggiungere poco alla volta la frutta secca sminuzzata, aprendo di volta in volta la pasta (spianandola) e mettendoci dentro un pugnetto di frutta secca. Continuare a lavorare la pasta finché la frutta secca non si sarà ben incorporata al resto. In un pentolino fare sciogliere il miele con lo zucchero, aggiungere un pizzico di cannella e la buccia grattugiata delle arance, girando in continuazione con un cucchiaio di legno finché non si otterrà uno sciroppo denso. Aggiungerlo a poco a poco alla pasta. Stendere la pasta a uno spessore di un paio di centimetri, tagliarla a rettangoli o a losanghe e farle cuocere a forno moderato (180°) per circa mezzora. In genere si ricoprono con una glassa di zucchero (ma io le preferisco senza glassa).
      Le mie zie le cucinavano nel forno a legna… ed era tutta un’altra cosa.

      Fai bene, Grazia, a dire “basta”. Quando ci vuole… ci vuole.

  3. Cara Maria, oramai la luna si è stancata del miei ululati e,
    quasi quasi mi vorebbe azzittire con un paio di cazzotti.
    Ma alla fine, lei è paziente e comprenisva e, non perde mai il controllo.
    La mia lista è kilometrica .. aggiungerei anche stamattina.
    Ho trovato uno dei miei gatti a graffiare le mie tende e …
    Un abbraccio
    Gina

    • Gina cara… non mi parlare di gatti e della pazienza che ogni giorno devo tirar fuori con loro…
      Un abbraccio a te

  4. Anche la mia soglia è molto bassa.
    Cerco di trattenermi. ma a volte ………..succede un macello.
    Prendere il primo aereo per l’Australia????
    Uhmmmmm…….potrebbe essere una soluzione.
    Ti auguro una buona giornata,
    Luciana

    • Anche a me capita di perdere il controllo e di fare casini enormi.
      Siamo essere umani…
      Buon pomeriggio a te

  5. L’autocontrollo è sempre un concetto molto personale. Io stamattina mi fregio di averlo avuto dal momento che non ho addentato il dito di un cliente dopo che ha premuto per la quarta volta il tasto di cancellazione totale anzichè parziale di un archivio.

    • Scusa… capisco perfettamente… ma mi è venuto da ridere al pensiero del tuo cliente imbranato e di te che cercavi di mantenere il controllo…

  6. Allora.
    Per quanto riguarda il cellulare, direi che fa lo stesso anche se lo sbatti contro al muro. Tanto ce l’hai sempre spento… :mrgreen:
    Per le papassine, concordo che la questione andrebbe approfondita approfonditamente… 😀
    Per quanto riguarda il camion della nettezza urbana, vorresti farci credere che è lui che ti fa arrivare in ritardo in ufficio? Ahahahahahah!!!!!!!! Mi sa che è il contrario: quando il camion incontra te, rallenti la raccolta di tutta la città! 😛 😛 😛

    • Allora.
      Sfatiamo questa leggenda (metropolitana). Non è vero che tengo sempre il cellulare spento (a parte che ne ho due… e non li spengo mai entrambi…) :mrgreen:
      Può essere capitato giusto un paio di volte… 😉
      Per non parlare della leggenda (metropolitana) sulla lentezza della mia macchina… 👿
      Considerando che sta per compiere 11 (undici) anni… non ci si può lamentare 😀
      E comunque io sono sempre puntualissima… e non arrivo mai in ritardo da nessuna parte, tanto meno in ufficio… :mrgreen:
      Ma ti sembra giusto che il camion della nettezza urbana mi debba perseguitare quasi ogni giorno? 😛

      • Dimenticavo…
        Visto che anche tu volevi approfondire (approfonditamente) l’argomento “papassine”… ho trascritto nella replica al commento di Lisbo la ricetta delle mie zie Elena e Ignazia (prozie, a dire il vero). Ora tira fuori il cuoco che c’è in te… :mrgreen:

  7. Dimenticavo.
    Io preferisco questa qua:

    • Aquila… ma è TERRIBILE!!!!!! 🙄 🙄 :roll::

      • Ascolta invece questo splendore…

  8. ciao maria.. entro in punta di piedi… se posso darti un piccolo consiglio??…siediti su un tappeto , incrocia le gambe apri le braccia e unisci il pollince e l’indice, prendi fiato e pronuncia
    hooooooooooooooommmmmmmm
    hooooooooooooooommmmmmmm
    hooooooooooooooommmmmmmm…
    vedrai che ti sentirai meglio..
    buona serata maria……bio….

    • Ciao Bio e benvenuto.
      Ci proverò e grazie per il consiglio.

  9. Un consiglio…
    Ulula alla luna, nelle notti di luna nuova !
    E’ più sicuro !
    E magari la luna che sorgerà sarà migliore !

    • Anche a te grazie per il consiglio…

  10. ho un grande selfcontrol, molto british, non per vantarmi.
    il problema è che il mio stomaco ne risente 😉
    mi rilasso con la musica e la lettura.

    • Devo confessarti che anche il mio ne risente… oggi, per esempio, è una di quelle giornate.
      Grazie…

  11. In genre ho pazienza o cerco di evitare le situazioni che me la fanno perdere quando possibile, però ti capisco, a volte avrei voglia anche io di asfaltare il mondo (tipo giorno di ordinaria follia), ma ancora riesco a trattenermi… 😉 Grazie per i tuoi saggi consigli!

    • Sapessi quanto poco sono saggia… Grazie a te..

  12. L’essere saggi credo non necessiti di autocontrollo ma di autostima … altrimenti sarebbe come vivere una vita “consegnata” … Bel post! Un 🙂

    • Sono carente di saggezza e di autostima, in tutta sincerità.
      Grazie, un sorriso a te

  13. Io ho un problema: quando esco dalla grazia di Dio, ma sul serio, divento uno scaricatore di porto. Solo questo. 😦

    • A volte è capitato anche a me.
      Siamo esseri umani, Nico.


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