Pubblicato da: maria | novembre 23, 2011

Le parole

Quanto male possono fare le parole?

Questa è la domanda che mi pongo ininterrottamente da dieci giorni, come uno stillicidio.

Un male infinito e senza fondo, una male in cui è troppo facile annegare.

Il male porta male. Questa per me è una certezza. Il male si ritorce sempre contro chi l’ha arrecato e diventa devastante.

Sono arrivata a una conclusione.

E’ mille volte meglio subire del male piuttosto che causarlo.

E non sto cercando di lavarmi malamente la coscienza.

I sensi di colpa sono ancora tutti qui. Immobili come pietre e taglienti come delle lame.

Ho perso le parole. Ho perso la serenità. Ho perso la voglia di sorridere.

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Responses

  1. Ciao Maria, io sto vivendola situazione al contrario, mi sono state dette parole che mi hanno trapassata da parte a parte ma non soffro molto perchè mi sono state dette da una persona che forse voleva dirle a se stessa e non porto rancore…ti abbraccio 🙂

    • Mi credi, Libera, se ti dicessi che vorrei essere al tuo posto?
      Io in questa situazione non riesco a farmene una ragione.
      Ho sbagliato e non ho scuse.

      Ne pago le conseguenze.
      Ma non pensavo che tutto ciò sarebbe stato così devastante.
      Voglio dire, ovviamente ho sbagliato e non mi tiro indietro.
      E’ la mia reazione che mi lascia interdetta.

      Pensavo e speravo di riuscire a reagire meglio.
      Si sbaglia nella vita.
      Ma gli errori commessi nel passato dovrebbero servirti nel presente.

      Io sono un disastro.
      Questo mi fa male.
      Mi preoccupa.

      Ma la cosa peggiore in assoluto è aver fatto del male a chi voglio bene in modo… illimitato.

      Ti abbraccio

      • Maria, ma l'”altra” persona non ha pensato a darti un’altra possibilità? Forse con l’età il mio orgoglio è scemato ma mi sento propensa a “comprendere”, mollo solo quando mi accorgo che la “cattiveria” esiste davvero.
        Dai che dalle ceneri risorgerai più forte che mai, io aspetto di vederti volare 🙂

      • Libera, ognuno fa le proprie scelte.
        E non si può costringere il prossimo a fare qualcosa solo perché noi lo vogliamo.

  2. reagisci
    le parole sono pietre a volte, ma si può recuperare, chiedere scusa, spiegare, litigare, sfogarsi
    reagisci, lotta contro questo stato d’animo, muoviti
    più ti lasci andare e più è difficile risalire la china
    nessuno è perfetto e senza peccato, no?
    solo chi non sbaglia mai non capisce l’errore degli altri e non c’è nessuno che non abbia mai sbagliato, quindi…è l’ora della reazione uguale e contraria

    • Grazie.
      Prima di tutto.
      Io pensavo si potesse recuperare.
      Nel passato mi sono sempre detta, e ho detto agli altri, c’è un rimedio a tutto tranne che alla morte.
      Mi sono dovuta ricredere.
      Ci sono cose che non hanno un rimedio anche solo per il fatto che non dipende dalla tua volontà.

      Nel mio caso non mi è possibile porci rimedio.
      Ho scantonato.
      Ho perso la fiducia che mi era stata data.

      Non posso più farci niente.

      Per il resto… se devo essere sincera in questo momento non riesco a pensare a niente. Ad altro. Non lo so.

      Non raffronto gli errori altrui ai miei. Non so farlo.
      Io so solo che ho sbagliato.
      Che non posso rimediare.
      E… niente.
      Tutto qui.

    • Ogni notte mi chiedo:
      e ora che faccio?

      Temo la notte.
      Coagulazione di pensieri e sentimenti.

      E la consapevolezza di aver perso.
      Ciò che mi stava più caro.

      Non so come spiegare.
      Come inghiottire un boccone troppo grosso e non riuscire a deglutirlo.
      Sentirsi soffocare.

      Il giorno è pesante.
      La notte mi annienta.

      Avevo un pensiero con cui mi addormentavo e con cui mi svegliavo.
      Rendeva le mie giornate piacevoli o più sopportabili.
      Era qualcosa di bello che io sentivo.
      Mi faceva vivere bene, o meglio.
      Sopportare il resto.
      Le difficoltà ora me le spalmo sulla pelle.
      Mi ritrovo un corpo spalmato di problematiche esistenti ma che io non volevo vivere e sentire sulla pelle.

      Voglio io mio tempo. Lo rivorrei. Anche se per pochi attimi.

  3. Hai perso le parole, @Maria ?!?
    Ritrovale, cercale senza sosta, inseguile sempre e comunque, non lasciarle andar via …. le tue sono bellissime, come queste che ti mando !

    Qualunque cosa Tu abbia fatto, qualunque peso ritieni di esserti meritata, non è così amica mia, errare humanum est …. se si è Persone, e la sofferenza al contrario è disumana, scacciala via da te, e non avere paura non aver paura di nulla, ma non mutare te stessa …. mai !!!
    Un abbraccio …. ed un sorriso !!! 🙂
    @Bruno

    • Io non sono un essere umano, Bruno caro.
      Io sono un mostro

      Per questo sbaglio e per questo soffro.

      Ti abbraccio forte… grazie

      • Sì @Maria, questa volta concordo con te al piconanomillimetro !!!
        E’ inequivocabilmente vero : TU, SEI UN MOSTRO !!! 😯
        Ma ….
        – un mostro di sensibilità ferita ma mai vinta ;
        – un mostro di sentimento umile ;
        – un mostro di affetto da dare, prevalentemente, ad ognuno ;
        – un mostro di sincerità, sia essa amara, sia essa dolcissima ;
        – un mostro di voce dell’ anima a cui pochi rispondono ;
        – un mostro di affetto materno senza cascami autoconsolatori ;
        – un mostro di solitudine non cercata, non meritata … mai ;
        – un mostro di capacità di sognare anche quando fuori è buio ;
        – un mostro di coraggio ;
        – un mostro di tolleranza assolutoria verso gli altri, tutti gli altri … ma mai verso te stessa ;
        – un mostro che non guarisce mai dal suo male più lancinante : l’ amore per la vita, l’ amore sempre e comunque, sempre e non ostante, sempre e a prescindere !!!
        Ed è per questo tuo essere un mostro siffatto, che io, ed i tantissimi che ti leggono e ti sono vicini sempre, TI VOGLIAMO BENE SENZA NULLA A PRETENDERE !!!!!!!! 🙂
        @Bruno

      • Bruno, sei molto caro.

        Sono sinceramente commossa e anche un po’ imbarazzata.

        Ma credimi… vorrei essere quello che tu dici.
        Darei 10 anni della mia vita.
        Sono molto peggio e lo dimostrano i fatti.

        Un forte abbraccio e grazie.

  4. Nella vita, tutti sbagliamo.
    E sono daccordo con te: a volte le parole tagliano più di un coltello.
    Però, bisogna dare sempre una seconda possibilità.
    E questo l’ho imparato con gli anni, che mi hanno un pò ammorbidita…….
    Sicura di non meritare questa seconda possibilità?
    Non mollare.
    Un sorriso,
    Luciana

    • Non dipende da me.
      Forse perché ho sbagliato una volta di troppo.
      Non lo so.

      Buon pomeriggio

  5. Cosa è successo? Un forte abbraccio!

    • Un periodaccio.
      Un abbraccio grande

      • Dai che passa, stringi i denti!!

      • Più che stringere i denti, sbatterei volentieri la testa al muro… se ne avessi la forza.

  6. Il male si ritorce sempre contro chi l’ha arrecato e diventa devastante.”
    Magari.
    Ovviamente mi riferisco a chi, in passato, di male ne ha fatto a me.
    però ne ho fatto anch’io, e ho pagato con gli interessi, perchè a noi accade questo.
    Se hai bisogno di parlare io ci sono.
    un bacio. :*

    • Grazie, Nico.
      Un bacio grande

  7. ” …. e anche un po’ imbarazzata.” ?!?
    Capisco @Maria … e se riesco a leggere dietro ai tuoi pensieri ( non sempre ci riesco, giacchè il pensiero degli altri è un oceano sconfinato … ma talvolta sì ), ti sarai detta : ” Il @Cavaliereerrante, non conosce la mia storia e non può capire fino in fondo che nefandezze io abbia commesso e di che entità irrimediabile poi …. lui parla d’ amico presumendo ciò che sente dall’ affetto empatico che abbraccia una realtà solo virtuale, dove ogni tessera del mosaico incastra a perfezione col tema del disegno … ma che razza di mostro io sia stata, non gli potrebbe passare per la mente nemmeno col bisturi, poichè questo lo sappiamo soltanto io … e chi ho crudelmente ferito” !
    E’ così amica mia ?!?
    Se così fosse, ti stai sbagliando …. e di grosso !
    Ho infatti già deposto con cura i miei paramenti da crociato infedele ed errante, gli abiti del romantico vagabondo, reindossando invece quelli di “matematico” che più crudamente mi competono …
    Bene, in matematica non si esclude alcuna ipotesi, anche se questa ipotesi fosse così ardita da far tremare le vene ai polsi ed alla ragione …. ma la si esamina “razionalmente” ( e talvolta, anche nel sogno ), ci si lavora sopra con pazienza, fiducia e passione, con tenacia incrollabile e lucidità pari, si scomodano tutti i principi ed i teoremi già dimostrati che si conoscano, o se ne impostano di nuovi cercando di dimostrarli ‘in primis’ a sè stessi e poi agli altri ( tutti gli altri …. ), senza esclusione di alcuno, giacchè se non si soddisfacesse ad ‘una ed una soltanto’ delle condizione poste o non si convincesse con scientifica esattezza chi ci fronteggi “col metro in mano”, tutto il lavoro di ricerca …. andrebbe a puttane, ed occorrerebbe ricominciare da capo riformulando diversamente il problema fin da principio .
    Dunque, per quanto ti riguarda, ho immaginato ogni turpitudine che si possa commettere da una donna o solo immaginare non senza frantumarsi il cuore, ho ipotizzato con cura cinica ogni infamità che si possa ordire sulla terra che calpestiamo …. e ne ho ricavato che, se chi hai ferito fosse un Dio, ebbene lui ti perdonerebbe poichè un Dio ha questa capacità divina, e non c’ è peccatore o peccatrice a cui Lui rifiuti la sua misericordia …
    Se invece, come immagino, chi hai ferito è una fragile creatura in carne ed ossa, allora a costui ( o a costei ) …. quel potere divino non è concesso, ma neppure la perfezione gli è concessa, e dunque anche quella “tua vittima” non è senza peccato, e può sì rifiutarti il perdono, ma mai la sua comprensione “da essere precario come te”, se il tuo soffrire per il male fatto “è sincero” come credo, se il tuo smarrirti è così doloroso da estraniarti perfino a te stessa, se infine le tue lacrime sono pure, cristalline e salate …. salatissime anzi e, oltre al volto, ti rigano l’ anima !
    Certo, non possiamo tornare indietro …. ed è vero anche che il rimpianto uccide talvolta, soprattutto quando giudichiamo noi stessi con perfida lucidità …. ma così accade sempre, @Maria, a nessuno di noi è dato di ritornare indietro, nè nei luoghi in cui soffrimmo e facemmo soffrire, nè nelle isole di sogno che ci videro felici e realizzati …. mai, la vita è solo un attimo, poi nulla !
    Ma che possiamo guardare avanti, questo sì che lo possiamo …. che possiamo giudicare noi stessi e la nostra sincerità …. anche questo lo possiamo, e misurare il dolore nostro e verificare che sia di gran lunga più grande di quello arrecato ad altri …. anche questo ci è possibile, come ci è possibile rialzare la testa alle stelle e vivere, vivere ancora nella maniera migliore, più degna e più nobile che ci sia data, ad onta dei nostri peccati … per non ripeterli più, se così atrocemente – ed accoratamente – ci hanno ( ed hanno ) fatto soffrire !
    Lo sò, è una pretesa egoistica la mia, ma “voglio vederti tornare a sorridere” …. ho nostalgia …. ehm …. delle randellate in testa che non di rado ci diamo, specie con il nostro “Amico” munito di penne ( naaaa, macchètte penne ‘a biro’ …. penne lucenti e intonse da rapace …. ) : lui, è già un “non vedente” e se non ascolta le tue risate, come potrebbe accorgersi che esisti ??? :mrgreen:
    @Bruno …

    • Sai qual è il problema, Bruno caro?
      Io avrei voluto il perdono.
      Avrei voluto essere perdonata.
      Forse perché io avrei perdonato se fossi stata la persona offesa.
      Ma ognuno ha un proprio metro.
      Ognuno fa le proprie scelte.
      A me resta il rimpianto, il dolore, il senso di colpa.
      Comunque, la faccenda è ormai chiusa.

  8. Il rimpianto ed il dolore sì, è giusto che rimangano a te e in te, non il senso di colpa, se quel tuo dolore e quel tuo rimpianto è accoratamente sincero !
    Questo, lo capisci anche Tu, @Maria, il senso di colpa …. se permane, mette in dubbio la sincerità della tua sofferenza !
    Per il resto, ricordi quante volte ce lo siamo detto ???
    C’ è, per ognuno di noi c’ è, un tempo per piangere, ed un tempo per ridere ( o almeno sorridere ) : per te, è giunto il secondo !!!! 🙂
    Ritrova quindi la tua verve …. io …. ehm …. t’ aspetto al varco, “col fiore in bocca e col randello in mano” ! :mrgreen:

    • Forse abbiamo un’idea del senso di colpa differente.
      Io ho poche certezze nella vita.
      Ma so di essere del tutto sincera.
      Non ho commesso un omicidio, sia chiaro.
      Ci sono colpe per cui non si finisce in galera.
      Ma che ti segnano e ti relegano in un qualcosa che gli assomiglia.

      Il rimpianto disperato per qualcosa che non avresti mai voluto dire e fare.

      In questo momento preferisco il randello… un bel colpo in testa e che mi faccia dormire.

      Notte serena


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