***
Pubblicato in libri | Tag:amori eterni, amori giovanili, Il giovane Holden, J.D. Salinger, ricordi
…e poi…
…ci sono sere come queste. in cui cerchi di capire perché hai sbagliato o dove hai sbagliato. in cui fai una fatica incredibile a capire e ad accettare quello che ti succede intorno. con la pioggia che continua a scrosciare inesorabile e impietosa, amplificando queste sensazioni. una notte grigio-nera e senza vento percepibile, ma con cumuli di nuvole che si muovono rapidamente, creando nuove immagini e nuovi sogni incompiuti, in un cielo senza stelle e senza speranze. notte di ricordi non abbastanza appannati e di un presente ovattato e impreciso. un velo di cipria impalpabile che un alito di vento porta via.
Pubblicato in insonnia, niente, notte, pensieri sfumati | Tag:i sogni appannati e senza senso
il lamento del bradipo
Se solo potessi vedermi chiaramente per un momento, anche allo specchio. Un giorno osservo un uomo imponente di considerevole dignità, che farebbe una gran figura con in testa un cappello di feltro grigio: peccato che io non possegga niente del genere. E comunque in casa non se lo metterebbe, naturalmente, a meno che non fosse un poliziotto. Se fosse un poliziotto sarebbe una specie di investigatore, della omicidi, con ogni probabilità. Mi piace il modo in cui alza le spalle. Gli altri dicono: <<Il modo in cui alza lentamente le spalle è adorabile>>. Quel modo di alzare le spalle è un misto di sicurezza e di disprezzo, con appena un pizzico di disperazione. Lui non è il tipo d’uomo che userebbe un’espressione come “un pizzico di disperazione” però. Lui non direbbe “pizzico” o “disperazione” e certo non li direbbe insieme. E se volesse aggiungere una piccola quantità di qualcosa dentro qualcos’altro? Non certo il sale, perché non saprebbe cucinare, ma se sapesse cucinare direbbe “presa”.
E qualche volta vedo un altro uomo, che non è per niente imponente ma gonfio, appesantito: appannato, mi viene da dire. Non posso evitare di notare le sue guance cascanti. Sembra che non abbia una sagoma definita, o che la sagoma abbia contorni confusi. Non ha nessuna manulità, ne sono sicuro. Rompe sempre tutto, per esempio i medaglioni che gli hanno chiesto di aggiustare. Spezza la fragile catena d’oro, il medaglione scivola via e si perde dentro una bocchetta del riscaldamento; contiene l’unica fotografia che lei ha di sua nonna. La sua insegnante di piano lo chiamava “dita di salsiccia”. E non ha nemmeno un cappello, anche se dovrebbe, visto che sta diventando calvo; sotto la luce fluorescente della stanza, il suo cranio nello specchio è grigio-azzurro e tutto screpolato. Pensando al primo uomo, vengono in mente parole come “adamantino” e “determinato”. Pensando al secondo, le parole sono “appiccicoso”, o forse “acquoso” e “amorfo”. Nel primo caso la mascella “si protende”, nell’altro “penzola”. Un uomo senza qualità. Ricordo quando Jolie diceva che non avrebbe mai sposato un uomo ambiguo come me.
(da “Il lamento del bradipo” di Sam Savage pagg.27-28)
Pubblicato in libri | Tag:Il lamento del bradipo, Sam Savage
mastico…
…e cerco di farlo piano. pr assaporare e sentire ogni sapore. anche quello della delusione che mi ha accompagnato negli ultimi giorni. e cerco di mettergli le briglie per riportare questo sentimento, che non dovrei sentire, sul suo cammino. mastico lentamente, boccone dopo boccone, degluttisco, digerisco ed espello. via. fuori. non c’è più. avanti un altro piatto. e che sia succulento, saporito ma soprattutto… sano.
si volta pagina. si cambia vita. si cambia pelle.
cambiare cervello e cuore credo sia più problematico. cerco ancora nelle istruzioni e non riesco a capirci molto. forse sono scritte in un linguaggio che non conosco. per me quasi indecifrabile.
avere un po’ più di fegato. anche. sempre di frattaglie stiamo parlando (e il mio adorato ex marito mi perdoni per la scopiazzatura che ho fatto di una sua campagna promozionale…). mi mancano anche le palle. dalla nascita. ma in questo senso ci sto lavorando e non è detto che non riesca a porci rimedio.
nel frattempo lentamente mastico. degluttisco. ingerisco. digerisco. espello. tutto. anche la delusione più forte può essere così sezionata e resa nulla. anche il dolore.
io sono nelle mie mani. io mi gestisco. io mi coccolo. io mi amo. io penso al mio futuro. circolo vizioso? forse.
in questo momento non c’è spazio per nessuno. solo per Maria e i suoi bocconi amari da masticare, digererire ed espellere.
per nessuno e basta.
e così…
…anche questo 2009 pare stia finendo.
mi verrebbe da tirare un sospiro di sollievo e forse lo farò. ora sono stanca. ho cucinato e adesso è arrivato il momento di riposare un po’ prima della serata che sarà all’insegna della tranquillità. credo, per lo meno. sempre che il destino non mi riservi qualche sorpresa all’ultimo momento.
non tiro somme e neanche faccio bilanci. tanto meno previsioni. ho dato un’occhiata al mio oroscopo, solo una veloce occhiata l’altra notte prima di addormentarmi e ci ho riso su.
è stato un anno di vita. della mia vita. niente di più. il futuro credo sia nelle mie mani. sempre che io sappia dimostrare di sapermelo giocare. sempre che io abbia ancora voglia di scommettere su me stessa. dipende solo e unicamente da me.
a VOI TUTTI, amici cari e unici di questo mondo che io, nonostante tutto, amo, auguro solo e unicamente tutto quello che desiderate. di saper vivere la vostra vita in ogni istante e di saperla apprezzare e amare.
quello che io sto cercando di fare.
un abbraccio forte forte a VOI…
auguri da Maria
Pubblicato in amici, amore, amore che non c'è più, auguri, auguri a tutti, bimbe, canzoni, erotismo, gatti, i miss you, i remember, musica, passione, pezzi di vita, ricordi, riflessioni, sentimenti, sesso, sorriso, vita | Tag:2010...wow..., a TUTTI VOI, auguri, maria alla fine lo deve scrivere il post di fine anno, stupida & ingenua
breve storia di una mamma e di due figlie
Pubblicato in auguri, bimbe, pezzi di vita | Tag:la sincerità al di sopra di tutto, le bimbe, natale come dico io, recuperare
l’ho tradita
credo avesse deciso di avere finalmente fiducia in me. lo percepivo dal suo sguardo, dalle sue parole non dette e dal suo comportamento. aveva deciso di fidarsi di me, di darmi ancora un’occasione. non me l’aveva mai detto esplicitamente ma io lo percepivo. era docile, malleabile e pronta a sfidare tutti i venti e tutte le tempeste. sorrideva, rideva e accarezzava i pensieri che man mano le nascevano dal cuore. li lasciava liberi di prendere forma e di volare. la guardavo e finalmente, per la prima volta, mi piaceva. non del tutto, ma quel tanto che bastava per pensare di poterle dare fiducia. ho detto “pensare”. a quel punto mi sono resa conto che stava cambiando. era cambiata. aveva trovato qualcosa in cui credere, a cui credere. a cui voler bene. questo forse mi infastidiva. non so bene il motivo ma qualcosa di lei mi dava fastidio e il suo sguardo felice mi dava rabbia. provavo nei suoi confronti un sordo e feroce rancore. è stato a quel punto che ho iniziato a punirla e pian piano a distruggere quello che lei cercava di costruire. lei faceva e io disfacevo. come quando lavori a maglia. basta tirare un filo. e io ho tirato ripetutamente quel filo. tante volte finché lei non ha smesso di creare e non ha smesso di credere. l’ho tradita. perché lei si fidava di me. aveva imparato a fidarsi di me. l’ho sempre pensato. l’ho sempre detto. mai fidarsi di nessuno. neanche di SE STESSI.
Pubblicato in insonnia, notte, pensieri sfumati, riflessioni | Tag:costruire e distruggere, Penelope alla riscossa, tradire se stessi
vicolo cieco
capita di trovarsi in questa situazione. lo dico e me lo ripeto. capita a quasi tutti nella vita. non sono certo l’unica che si trova e si sente con l’acqua alla gola. solo che stanotte ho paura. per meglio dire. ho più paura del solito. paura di non riuscire a gestire e tenere sotto controllo questa mia maledetta vita così incasinata. incasinata per mille motivi. e solo il fatto che io stia qui a scrivere invece che parlarne con un amico o un’amica lo dimostra. ho cercato il mio ex marito e lui ha cercato a modo suo di darmi conforto. non mi basta. io di natuta sono chiusa come un riccio e testarda come una roccia. eppure ho la sensazione di perdere colpi e di sgretolarmi. e non voglio. e non posso permettermelo. io devo essere forte. ci sono le bimbe che devono poter contare su di me. sul mio equilibrio e sulla mia forza. devo prospettargli un futuro sereno.
io stanotte vedo solo una nuvola di fumo. un mare in cui sprofondare e annegare. non vedo altro.
loro sono a un concerto. le sentirò appena finisce. oggi è stata una giornata difficile. di discussioni e in cui ci siamo attaccate, beccate, aggrovigliate. ci siamo dette cose pesanti e difficili da digerire. io non sono una madre facile. credo di riuscire alquanto indigesta. loro avrebbero bisogno di più serenità, quella che io non sto riuscendo a dargli. io mi appanno e scompaio, sfuggo le responsabilità. non sono una madre perfetta. vorrei essere un punto fermo per loro, dargli sicurezza e conforto in ogni momento e in qualsiasi situazione. qualcuno su cui comunque poter sempre confidare. mi rendo conto che sto perdendo colpi. mi sgretolo. perdo credibilità.
stanotte ho paura.
Pubblicato in bimbe, insonnia, notte, pensieri sfumati | Tag:paura di aver perso tutto, solit, una paura folle
vado via domani e non torno più prima che io salti faccio un salto nel blu
eccomi. notte. sempre la notte da accogliere e affrontare. il giorno, poi, arriva prima del previsto.
sono stata lontana, apparentemente, ma sempre presente in questo mio piccolo mondo. ho provato a essere diversa. a cambiare qualcosa nella mia vita, ad affrontare i mie problemi. in parte credo di esserci riuscita. in parte credo di avere fallito. faccio un bilancio e non capisco cosa ne venga fuori. la matematica in questo caso non funziona. non dà risultati certi e sicuri. e io le mie incertezze le ho tutte qua a portata di mano. le posso toccare, accarezzare e disprezzare. ma sono qua.
perfettina… già. puntuale, precisa, affidabile. nell’ambito del lavoro sono questo. così vengo considerata. non sbaglio quasi mai. ricordo quasi tutto. tutta d’un pezzo. meticolosa. perfezionista.
poi… c’è il resto della mia vita. perché io ho un part-time. lavoro dalle 9 alle 13 dal lunedì al venerdì. cosa è la mia vita ogni gorno dopo che finisco di lavorare? non credo che interessi a nessuno, io finisco di lavorare alle 13 e ogni sera non torno a casa prima delle 19. a volte più tardi. cosa ne faccio io di quel tempo? come lo occupo e cosa mi impedisce di tornare a casa prima? la casa in cui vivo, intendo. la casa in cui vivo e la casa che odio. la casa che mi respinge e verso cui io provo un forte rigetto. io scappo, io fuggo. ogni giorno. fuggo e sfuggo. torno a casa, quella casa, solo quando è buio. quando la giornata è quasi arrivata a termine. quando le ombre si allungano e tutto diventa sfumato e meno percettibile. quando la stanchezza ha la meglio sulla vitalità. il buio sulla luce. la notte sul giorno. il sogno sulla realtà.
già… è difficile vivere da clandestina in un mondo che non senti tuo.
Pubblicato in canzoni, notte, pensieri sfumati, pezzi di vita | Tag:clandestina, il gorno è ancora peggio, notte inquieta
è un momento delicato…
poche parole e vado a letto. ci sono dei momenti in cui si sente la necessità di prendersi una pausa. io ho capito che non posso risolvere il problema della mia insicurezza scrivendo in un blog o in generale nel mondo virtuale. per certi versi mi è stato d’aiuto e ho conosciuto delle persone bellissime. delle persone che mi stanno care. ma oltre questo mondo c’è la vita di tutti i giorni. io devo risolvere il problema della mia insicurezza nella realtà, con mie figlie, con la mia famiglia, sul lavoro e con le persone che mi stanno care. poi potrò ritornare nel mondo virtuale. io, persona istintiva e poco razionale, sto cercando di trovare una soluzione razionale lasciando da parte i sentimenti, gli affetti. quella sfera della vita che io in genere prediligo.
a presto. a meglio.
Categorie
- aids
- alvarez bravo
- amici
- amore
- amore che non c'è più
- annie lennox
- anno 1967
- arselle
- arte
- auguri
- auguri a tutti
- bimbe
- Birmania
- canzoni
- compleanno
- cucina
- diario
- dolci
- erotismo
- film
- foto alvarez bravo
- fra fantasia e realtà
- freddy mercury
- fregola
- gatti
- gatti e dintorni
- gianluca massaroni
- i miss you
- i remember
- insonnia
- islanda
- keith haring
- libri
- lulù
- mare
- MCR
- meme
- mio padre
- musica
- my generation
- my sharona
- natale
- nave
- niente
- notte
- odio
- Oltre il ponte
- pasqua
- passione
- patti smith
- pensieri sfumati
- per non dimenticare
- pezzi di vita
- pioggia di marzo
- poesia
- premio D eci e Lode
- presentazione libri
- qualcosa a cui non so dare un nome o forse ho solo paura di dargli un nome
- rabbia
- ricordi
- riflessioni
- rolling stones
- roy lichtenstein
- sabato sera
- salsedine e pensieri
- salvatore
- sbagliare
- scemenza
- sentimenti
- sesso
- sogno
- sorriso
- stand-by cioè quando non ne puoi più di niente e di nessuno
- stop
- stralcio
- sunshine
- tempesta
- terremoto abruzzo
- the great pretender
- the who
- thinking blogger award
- tradimento
- Uncategorized
- vacanza
- vita
- wave
- weekend










