Posted by: melania | Maggio 11, 2008

notte di maggio senza stelle

L’aria è tiepida, in questa notte di maggio senza stelle. Piove, e la pioggia cade leggera e insistente.

Non fa rumore ma la si sente nell’aria. Servisse a diluire questa sensazione, questo peso. A scolorire i ricordi e i desideri. Bagna poco e senza fretta. Quasi uno stillicidio.

Serata silenziosa, solo poche macchine passano per strada. E i ricordi e i sogni si mescolano, così come la fantasia e la realtà. E non importa a chi darò ascolto questa notte. Lascio che tutto vada per la propria strada, in un turbionio di sensazioni, in un vortice di emozioni.

La pelle luccica e la luna gioca dietro alla tenda. La vedo anche riflessa nei tuoi occhi, in cui cerco domande e risposte senza tempo. Rimaniamo fermi un istante, che dura secoli, a immaginarci e a desideraci.

Corpi salati, caldi e umidi. Scivolano, dondolano e ballano seguendo un ritmo interiore e senza freni. La pelle è calda e trasuda musica e sensualità. Saliva, sudore e lacrime si mischiano e si combinano. Le mani si cercano, le bocche si provocano e infine si incontrano.

Parole sussurrate e quasi cantate, frasi ripetute per imprimere ed esorcizzare questo momento. Attimi sospesi in un mondo senza alcuna collocazione precisa. Immersi in un mare sferzante ed energizzante.

Sussulti del cuore e del corpo. Parole sincopate e intrecciate. Fluidità dei movimenti, esplosione di sensazioni libere di volare, senza gabbia e senza rete.

In una notte di maggio senza stelle, con una pioggia leggera e delirante, può succedere anche questo. O forse niente.

Minuetto (Mia Martini)

E’ un’incognita ogni sera mia…
Un’attesa, pari a un’agonia. Troppe volte vorrei dirti: no!
E poi ti vedo e tanta forza non ce l’ho!
Il mio cuore si ribella a te, ma il mio corpo no!
Le mani tue, strumenti su di me,
che dirigi da maestro esperto quale sei…

E vieni a casa mia, quando vuoi, nelle notti più che mai,
dormi qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi.
Tanto sai che quassù male che ti vada avrai
tutta me, se ti andrà per una notte…
… E cresce sempre più la solitudine,
nei grandi vuoti che mi lasci tu!

Rinnegare una passione no,
ma non posso dirti sempre sì e sentirmi piccola così
tutte le volte che mi trovo qui di fronte a te.
Troppo cara la felicità per la mia ingenuità.
Continuo ad aspettarti nelle sere per elemosinare amore…

So - no sempre tua, quando vuoi, nelle notti più che mai,
dormi qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi.
Tanto sai che quassù male che ti vada avrai
tutta me, se ti andrà, per una notte… sono tua…
… la notte a casa mia, sono tua, sono mille volte tua…

E la vita sta passando su noi, di orizzonti non ne vedo mai!
Ne approfitta il tempo e ruba come hai fatto tu,
il resto di una gioventù che ormai non ho più…
E continuo sulla stessa via, sempre ubriaca di malinconia,
ora ammetto che la colpa forse è solo mia,
avrei dovuto perderti, invece ti ho cercato.

Minuetto suona per noi, la mia mente non si ferma mai.
Io non so l’amore vero che sorriso ha…
Pensieri vanno e vengono, la vita è così…

Tags: , , , , , , ,

Posted by: melania | Maggio 6, 2008

rapsodia

Joan Mirò

(Joan Mirò)

A te. Che non ti ricordi neanche il giorno del mio compleanno, ed è già tanto se ti ricordi il mese in cui sono nata. Però sai perfettamente che fra il giorno del mio compleanno e quello di mia figlia ci sono poco più di sette giorni. Che sei curioso come una scimmia e che ti incazzi quando ti provoco, quando inizio un discorso e non lo finisco. Che sei permaloso e ti offendi, anche se cerchi di non darlo a vedere. Che non sei geloso, o almeno affermi di non esserlo, perché non fa parte del tuo modo di essere e poi fra di noi non avrebbe senso. Che sei egoista ed egocentrico e anche un po’ “stronzo” (e in questo termine si sintetizzano tante cose, troppe per dirle e spiegarle). Che cerchi di essere distaccato e spesso ci riesci. Ma non sempre. Che hai un carattere terribile ma sempre meglio del mio. Che spesso mi fai incazzare e sopporti le mie sclerate con estrema eleganza. Non leggendo la prima mail o il primo sms che ti invio e aspettando che mi sia un po’ passata, che abbia ripreso in mano la ragione. Perché sai che alla prima mail o al primo sms seguirà un nuovo messaggio più razionale, controllato e affettuoso. Che dimostri di conoscermi molto meglio di mille altre persone che mi girano intorno. Che dici che sono un po’ coniglio e hai anche ragione. Che a volte mi fai soffrire, ma cerchi di farlo con la massima delicatezza. Che non sei mai scontato e non dai mai niente per scontato. Che non dai alcun tipo di certezze e sei sempre molto onesto.

grazie per la serata di ieri. per mille motivi e tu li conosci quanto me. perché mi hai fatto stare bene e mi hai fatto sentire più viva che mai. perché sei stato incredibilmente dolce e comprensivo, e questo forse non me l’aspettavo da te. perché con le tue parole e con il tuo comportamento hai dato più senso a tante cose e hai ulteriormente acceso il mio desiderio. di te.

anche stasera sei riuscito a farmi incavolare… ma nel giro di pochi secondi mi era già passato tutto. ho cercato di mantenere il tono incazzoso, ma sono scoppiata a ridere. fine del bluff… notte…

poco fa, fumando l’ultima sigaretta prima di andare a letto, pensando a te ho sorriso alle stelle. gran bel cielo stanotte. gran bella cosa averti conosciuto.

See me, feel me (The Who)

See Me
Feel Me
Touch Me
Heal Me

See Me
Feel Me
Touch Me
Heal Me

Listning to you, I get the music
Gazing at you, I get the heat
Following you, I climb the mountain
I get excitement at your feet

Right behing you, I see the millions
On you, I see the glory
From you, I get opinion
From you, I get the story

Listning to you, I get the music
Gazing at you, I get the heat
Following you, I climb the mountain
I get excitement at your feet

Right behing you, I see the millions
On you, I see the glory
From you, I get oponion
From you, I get the story

Tags: , , , , ,

Posted by: melania | Maggio 4, 2008

che precauzioni prendo?

Ammetto che mi sono fatta ammaliare da questo meme e devo ringraziare l’invito di Francescaxxxx.

Io non ho una passione per le catene, di alcun genere e natura, ma questo meme ha la sua importanza politica e sociale. Si tratta infatti di elencare le 3 precauzioni che si è deciso di prendere per superare i prossimi 5 anni di governo.

Credo che 3 precauzioni siano un po’ pochine, che 5 anni con un simile governo da passare siano troppo lunghi, ma comunque questo è il gioco.

Passiamo alle regole.

  1. Linkare il blog della persona da cui si è stati invitati a partecipare
  2. Elencare le 3 precauzioni prese per superare i 5 anni di governo
  3. Nominare altre 5 persone che proseguano la catena
  4. Dire il numero di giorni che mancano alla fine del supplizio

Come ho già detto ad inizio post sono stata gentilmente nominata da Francescaxxxx.

Queste sono alcune delle precauzioni che io sto cercando di adottare per superare, alla meno peggio, il dramma di questi 5 anni di governo che ci aspettano:

  • Pur non essendo una persona di fervida credenza, ho ripreso, come quando ero bambina, a dire la preghierina prima di andare a letto (fammi la grazia, ti prego… che questo supplizio termini prima possibile…). Stavo pensando anche ad un eventuale fioretto da offrire, del tipo smettere di fumare, ma temo proprio di non farcela, in questo momento di nervosismo estremo.
  • Ho iniziato, da autodidatta, a studiare lo spagnolo e sto cercando di convincere anche le mie figlie (e di conseguenza i loro rispettivi ragazzi). Nel caso in cui in questo paese non dovesse smuoversi niente, sto prendendo seriamente in considerazione l’idea di emigrare. Solo mi chiedevo come farò per i miei 4 gatti: avranno qualche problema ad ambientarsi nel nuovo paese? avranno problemi di comunicazione? staremo a vedere.
  • Per una questione di sopravvivenza evito come il fuoco di accendere la televisione, in particolare notiziari, tg e trasmissioni del tipo Porta a porta (l’altra sera ho rischiato una crisi isterica dopo 5 minuti di confronto fra Alemanno e Fassino, ed ero anche sola in casa, nessuno che potesse soccorrermi o darmi un supporto morale).

Passo a questo punto alle 5 nomination (in ordine alfabetico):

Infine vi comunico che ad oggi 4 maggio 2008 i giorni che dovrebbero mancare alla fine del suddetto supplizio sono (se non sbaglio): milleottocentonove.

Tags: , , ,

Posted by: melania | Aprile 29, 2008

un vulcano (o qualcosa di simile)

rabbia feroce e silenziosa che non riesco a controllare

che forse non voglio neanche più controllare

che scava dei tunnel e crivella l’anima

quando le lacrime scivolano lente lasciando solchi simili alla lava di un vulcano

rotolano, in silenzio ma con effetti devastanti

un vulcano

è la cosa che mi assomiglia di più in questo momento

un vulcano, una bomba (o qualcosa di simile…)

sul punto di esplodere

e di buttare fuori tutto quello che in questi ultimi tempi ho cercato di tenere sotto controllo

l’illusione di una razionalità che non ho, che non mi appartiene

nervi scoperti e niente sotto controllo

troppo dolore

delusione e amarezza

la consapevolezza di non essere quello che vorrei, che vorresti, quello che non sarò mai

(quando ci siamo conosciuti una delle prime cose che mi hai detto è che ti ricordavo questa canzone. avrei dovuto capire, avrei dovuto desistere e non persistere in questo gioco d’azzardo senza capo né coda, dove l’unica che rischia qualcosa sono io… l’anima)

La descrizione di un attimo (Tiromancino)

La descrizione di un attimo
le convinzioni che cambiano
e crolla la fortezza del mio debole per te
anche se non sei più sola perché sola non sai stare
e credi che dividersi la vita sia normale
ma la mia memoria scivola
mi ricordo limpida la trasmissione dei pensieri
la sensazione che in un attimo
qualunque cosa pensassimo poteva succedere.
E poi cos’è successo
aspettami oppure dimenticami
ci rivediamo adesso
dopo quasi cinque anni
e come sempre sei la descrizione di un attimo per me
e come sempre sei un’emozione fortissima
e come sempre sei bellissima.
Mi hanno detto dei tuoi viaggi
mi hanno detto che stai male
che sei diventata pazza
ma io so che sei normale
mi chiedi di parlare adesso
perché i numeri e il futuro non ti fanno preoccupare
vorrei poterti credere
sarebbe molto più facile
rincontrarci nei pensieri
distesi come se fossimo
sospesi ancora nell’attimo in cui poteva succedere.
E poi cos’è successo
aspettami oppure dimenticami
ci rivedremo presto
fra almeno altri cinque anni
e come sempre sei la descrizione di un attimo per me
e come sempre sei un’emozione fortissima
e come sempre sei bellissima perché
come sempre sei la descrizione di un attimo.

ma anche

Tags: , , , , , , , ,

Posted by: melania | Aprile 26, 2008

catena… piaceri della vita

Sono stata invitata da Nausicaa, Pilotino e Princi a proseguire questa catena. Non so se rispetterò le regole sino in fondo. Staremo un po’ a vedere. L’oggetto di questa catena è: le sei cose che mi piace fare.

Ecco cosa prevede il regolamento:

- Indicare il link di chi vi ha coinvolti

- Inserire il regolamento del gioco sul blog

- Citare sei cose che vi piace fare e perchè

- Coinvolgere altre sei persone

- Comunicare l’invito sul loro blog

Non citerò fra le sei cose che mi piace fare alcune di cui ho già parlato nel passato o che ritengo scontate.

Pertanto non dirò che mi piace passare del tempo con le mie figlie, chiacchierare, ascoltarle e vederle crescere sotto i miei occhi.

Nè che mi piace fare l’amore con l’uomo che amo, di giorno, di notte e in qualsiasi momento della giornata, anche nei posti più imprevedibili e nei momenti più impensabili.

E neanche che mi piace leggere, ascoltare musica, cucinare…

Quindi…

  1. D’estate mi piace andare al mare all’alba, prima che sorga il sole, fare il bagno e nuotare mentre i primi raggi dorati fanno la loro apparizione e il mare si tinge di colori e sfumature che variano fra l’oro e il corallo. Mi sembra che il mare sia tutto mio e mi dà un grande senso di libertà e leggerezza.
  2. Sia in estate che in inverno, mi piace dormire completamente nuda. Non solo se passo la notte con un uomo, ma anche se sono sola. Mi piace il contatto diretto fra la mia pelle e il cotone delle lenzuola. Non riesco a dormire con qualcosa addosso, insomma.
  3. Mi piace fumare e assaporare lentamente una sigaretta dopo il caffè o il cappuccino della mattina. Lentamente e senza troppa fretta prima di immergermi nel lavoro. Mi sembra di caricarmi per affrontare meglio la giornata che mi aspetta.
  4. Mi piace fare snorkering, ma solo con la maschera e niente pinne. Le pinne fanno diventare pigri ed io lo sono già di mio che basta. Nuotare e scrutare il mondo sottomarino, possibilmente quando non c’è tanta gente e il mare è limpido. Scoprire nuovi fondali, riconoscere i vari tipi di pesci, avere un contatto diretto con quel mondo sempre così misterioso, nonostante lo conosca da quando sono nata.
  5. Mi piace farmi fare i massaggi, al collo, alla schiena, alle gambe, ai piedi. Ma non parlo tanto di massaggi “professionali”, ma di quelli fatti per tenerezza, amicizia o amore. Ricordo quelli fatti dalla mia figlia più piccola, sin dalla più tenera età e le sue parole “mamma, massaggini?”… ma anche quelli che può farmi un uomo in una fase che prelude un rapporto sessuale. Mi piacciono le coccole, insomma, in ogni loro forma. Mi fanno stare bene, a livello fisico e mentale.
  6. Mi piace non avere orari. La domenica o i giorni di festa. Soffro d’insonnia e faccio fatica ad addormentarmi. Quindi mi piace e mi dà conforto sapere di non avere l’obbligo della sveglia, di dovermi alzare presto. La consapevolezza di poter aprire gli occhi quando ne ho voglia, quando me la sento. E poter fare le cose con calma, senza essere rincorsa da tutto e da tutti. Solo calma e leggerezza.

Non passo alla fase delle nomine. Tanti hanno già scritto un post su questo argomento, altri non amano i meme, le catene… lascio la libertà, a chi vuole, di prendere lo spunto.

Personalmente ringrazio chi mi ha passato questa palla. E’ stato divertente riflettere e cercare di capire cosa mi piace veramente fare.

Tags: , , , ,

Posted by: melania | Aprile 20, 2008

passato, presente (futuro?)

(Manuel Alvarez Bravo)

frettoloso sms dice “notte”.

(amore che non sei più amore e che non fai parte della mia vita ma che ancora hai il tuo posto nel mio cuore. come stai? che tempo fa a Torino? dove dormi stanotte? hai cenato? no, le bimbe non sono ancora tornate ma le ho sentire e non dovrebbero tardare…)

colloquio del cuore. silenzioso.

questa casa stanotte sembra più grande del solito. troppo silenziosa. manca il chiacchiericcio delle piccole e anche i gatti sembrano stranamente pacati e assenti. la tv accesa in soggiorno, anche se non la seguo e non l’ascolto. dà un senso di vita e di vissuto. ho aperto un po’ di finestre in questa notte tiepida, con il cielo stellato. questa casa sembra avere troppe finestre, all’improvviso, tanti occhi ciechi che si affacciano su un mondo per me incomprensibile e inaccessibile. lascio che l’aria dal terrazzo mi sfiori le gambe e i piedi nudi. piccoli brividi che scorrono veloci.

nel terrazzo l’aria sembra quasi profumata e tutto scintilla sotto questo cielo stranamente luminoso. passa qualche macchina e questo rumore mi dà un senso di vita e di continuità. dovrei riprendere ad andare a Stintino e superare questo scoglio. mi manca tanto e lo temo tanto. scavalcare la barriera del pensiero, dei ricordi che fanno male e strappano il cuore dal petto, lo calpestano e lo fanno a pezzettini.

devo riprendere la mia vita in mano e darle più armonia, riprendere a fare le cose che mi danno piacere e che mi fanno stare bene. dare consistenza e logica a questa vita che in questo momento è buttata alla rinfusa, senza alcun senso logico, se non la sopravvivenza.

due giorni che non ti sento e mi sembrano secoli. pochi secondi. non ho neanche risposto alla tua ultima mail. stavo troppo male e non potevo. o forse non ho voluto. ma è stato meglio così. tu sai quanto so essere spiacevole e sconclusionata quando mi si chiude il mondo addosso e quando non vedo luce e non sento respiro. amore che non lo sei esattamente, come tutti gli amori asimmetrici, troppo pensato e desiderato e poco vissuto. che mi togli il respiro e me lo ridai. senza tempo, perché ce n’é sempre troppo poco, mi dai tanto poco e sempre tanto, mai abbastanza. e come in un flash ripasso velocemente… le tue mani, il tuo respiro, i tuoi occhi, la tua bocca, il tuo sorriso… la tua risata, quando sgorga spontanea e mi raggiunge il cuore, dove sai… puoi farne quello che vuoi… che mi togli il respiro e me lo ridai, che mi dai i brividi, quelli che scombussolano il corpo, fanno fremere l’anima e mi riconciliano con la vita.

ho sentito questa canzone stanotte in tv, mentre cenavo, cantata da una bimba di 11 anni, che sensazioni mi ha trasmesso, così piccola e così grande allo stesso tempo. tanto tempo che non l’ascoltavo. non sono un’esperta o appassionata della canzone napoletana, ma questa…

la luna è immensa stanotte. notte. dolce e serena. che raggiunga il tuo cuore ogni mio sospiro e ogni mio desiderio.

(post scritto senza un attimo di respiro e senza alcuna riflessione, buttato giù così come veniva dal cuore)

(per chi, come me, ha poca dimestichezza con il napoletano. anche se ascoltando questa canzone non è importante tanto il senso letterale della canzone ma… tutto il resto

Scendi(vieni) con me in fondo al mare a cercare, quello che non abbiamo qua(sulla terra);
vieni con me ed incominci a capire come è inutile soffrire;

guarda questo mare che ci inonda di paure ci sta insegnando ;

ah come si fa
a dare tormento all’anima che vuole volare;
se non tocchi il fondo non puoi saperlo;
no come si fa
deve prendere soltanto il mare che c’è
e poi lasciare questo cuore da solo per strada

sali con me e comincia a cantare
insieme alle note che l’aria dà
senza guardare tu continui a volare
mentre il vento ci porta di là
dove ci sono le parole piu’ belle
che ti prendono per insegnarti

ah come si fa..)

Tags: , , , , , , ,

Posted by: melania | Aprile 18, 2008

sublimazione del tempo

Mi manca il tempo per tutto e ho troppo tempo per niente.

Odio il tempo.

Odio il suo passare rapido e caparbio quando dovrebbe rallentare ed essere più leggero di un soffio.

Odio contare i minuti e i secondi che fanno fatica a srotolarsi in questa matassa.

Un matassa imbrogliata difficile da dipanare.

La giro e la rigiro fra le mani e non so più che farne. Pesa come un macigno ed è tagliente come la lama più affilata.

Difficile da gestire il tempo.

In certi giorni il tempo non dovrebbe esistere. Il suo passare ti toglie il respiro e ti cancella la memoria. Ed oggi voglio ricordare, ricordare ogni istante, ogni particolare, ogni sensazione.

(tesoro mio, sapessi quanto ti ho voluto bene e quanto, a modo mio, ancora te ne voglio. ma tutto ciò non serve a niente. lo vedo dai tuoi occhi e dall’imbarazzo che provo nel guardarti in faccia, dall’impaccio dei nostri movimenti, dal sorriso stentato, dalle mani che, nonostante tutto si cercano ma non si trovano)

…ma c’è chi dice che C’è tempo

Dicono che c’è un tempo per seminare
e uno che hai voglia ad aspettare
un tempo sognato che viene di notte
e un altro di giorno teso
come un lino a sventolare.

C’è un tempo negato e uno segreto
un tempo distante che è roba degli altri
un momento che era meglio partire
e quella volta che noi due era meglio parlarci.

C’è un tempo perfetto per fare silenzio
guardare il passaggio del sole d’estate
e saper raccontare ai nostri bambini quando
è l’ora muta delle fate.

C’è un giorno che ci siamo perduti
come smarrire un anello in un prato
e c’era tutto un programma futuro
che non abbiamo avverato.

È tempo che sfugge, niente paura
che prima o poi ci riprende
perché c’è tempo, c’è tempo c’è tempo, c’è tempo
per questo mare infinito di gente.

Dio, è proprio tanto che piove
e da un anno non torno
da mezz’ora sono qui arruffato
dentro una sala d’aspetto
di un tram che non viene
non essere gelosa di me
della mia vita
non essere gelosa di me
non essere mai gelosa di me.

C’è un tempo d’aspetto come dicevo
qualcosa di buono che verrà
un attimo fotografato, dipinto, segnato
e quello dopo perduto via
senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata
la sua fotografia.

C’è un tempo bellissimo tutto sudato
una stagione ribelle
l’istante in cui scocca l’unica freccia
che arriva alla volta celeste
e trafigge le stelle
è un giorno che tutta la gente
si tende la mano
è il medesimo istante per tutti
che sarà benedetto, io credo
da molto lontano
è il tempo che è finalmente
o quando ci si capisce
un tempo in cui mi vedrai
accanto a te nuovamente
mano alla mano
che buffi saremo
se non ci avranno nemmeno
avvisato.

Dicono che c’è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c’era un tempo sognato
che bisognava sognare

Tags: , , , , ,

Posted by: melania | Aprile 16, 2008

senza titolo

Ci sono momenti in cui la pazzia sembra avere la meglio sulla ragione. Momenti in cui forse è meglio tacere e riflettere su quello che ci sta capitando dentro e intorno. In cui è meglio fermarsi un attimo. Rallentare il passo per poi riprendere il cammino, forse la corsa.

Mad world per me ben rappresenta questo momento di confusione.

Mad world (Gary Jules)

All around me are familiar faces
Worn out places
Worn out faces

Bright and early for their daily races
Going nowhere
Going nowhere

Their tears are filling up their glasses
No expression
No expression

Hide my head I want to drown my sorrow
No tomorrow
No tomorrow

And I find it kind of funny
I find it kind of sad
The dreams in which I’m dying
Are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It’s a very very
Mad world
Mad world

Children waiting for the day they feel good
Happy birthday
Happy birthday

Made to feel the way that every child should
Sit down and listen
Sit down and listen

Went to school and I was very nervous
No one knew me
No one knew me

Hello teacher tell me what’s my lesson
Look right through me
Look right through me

And I find it kind of funny
I find it kind of sad
The dreams in which I’m dying
Are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It’s a very very
Mad world
Mad world
enlarged in your world
Mad world

Mondo folle

Tutto intorno a me ci sono volti familiari
Luoghi logori
Volti logori

Sveglio e brillante per le corse quotidiane
Senza meta
Senza meta

Le loro lacrime hanno riempito i loro bicchieri
Nessuna espressione
Nessuna espressione

Nascondo la testa voglio affogare il mio dolore
Nessun domani
Nessun domani

E trovo un po’ buffo
e trovo un po’ triste
che i sogni in cui muoio
sono i più belli che abbia mai fatto
E trovo difficile da dirti
E trovo difficile da sopportare
quando la gente corre in circolo
E’ davvero
Un mondo folle
Un mondo folle

Bambini che aspettano il giorno in cui si sentiranno bene
Buon compleanno
Buon compleanno

Ti fanno sentire come ogni bambino dovrebbe
Seduto ad ascoltare
Seduto ad ascoltare

Sono andato a scuola ed ero molto nervoso
Nessuno mi conosceva
Nessuno mi conosceva

Salve, prof, dimmi qual è la mia lezione
Mi guardi attraverso
Mi guardi attraverso

E trovo un po’ buffo
e trovo un po’ triste
che i sogni in cui muoio
sono i più belli che abbia mai fatto
E trovo difficile da dirti
E trovo difficile da sopportare
quando la gente corre in circolo
E’ davvero
Un mondo folle
Un mondo folle
Allargato nel tuo mondo
Un mondo folle

Tags: , , ,

Posted by: melania | Aprile 13, 2008

pensieri che girano e si ricongiungono

vorrei calpestare il tuo corpo, con tutti i mie desideri. salire e scendere nei vortici della tua mente con l’abilità di una contorsionista. strofinare la mia pelle sulla tua sino a vedere nascere una scintilla. restare in silenzio, il mio ventre appoggiato alla tua schiena, mentre il fuoco brucia. vedere le fiamme nei tuoi occhi che riflettono i miei. apprendere tutto di te dalle tue labbra e inghiottire ogni tua lacrima. ridisegnare il tuo corpo con la mia bocca. fare tacere ogni tuo desiderio e ogni tuo sospiro. stringere i tuoi glutei e graffiare la tua schiena. annegare nel calore dei nostri desideri. dissetarmi con ogni tuo pensiero e dipingerlo di vero. dare forma ad ogni nostra fantasia e plasmarla con destrezza. stringere il tuo cuore con le mie mani e fargli passare ogni tristezza e malinconia, per fargli che capire che, nonostante il tempo passi, il mio amore per te non passerà mai.

vorrei… voglio te

A te (Jovanotti)

A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All’angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro all’aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
Stringendoti un pò
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un immenso piacere,
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei…
e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei…sostanza dei sogni…

Tags: , , , , , ,

Posted by: melania | Aprile 10, 2008

risveglio

E’ maggio e il caldo estivo comincia a farsi sentire già dal primissimo mattino. Scosto con un gesto deciso il leggero copriletto di cotone e cerco di liberare le mie gambe dall’ampia camicia da notte che mi si attorciglia attorno. E’ bianca e tutta ricamata, a mezze maniche e abbottonata sul davanti, come si usa in queste circostanze. E’ stata zia Amelia a comprarmela, assieme ad altre molto simili, così come mi ha regalato quelle eleganti pantofole rosa pallido che ora si trovano ai piedi del letto. Mia nonna mi ha invece comprato la leggera vestaglia bianca a quadretti rosa, con le maniche a tre quarti, che ora si trova ben piegata sulla spalliera del letto. Guardo le mie braccia nude, un po’ abbronzate, e gioco con il piccolo bracciale di plastica bianca che mi orna il polso. Leggo il numero che c’è scritto, in un colore blu slavato: 0382. Sono impaziente e nervosa. Per l’ennesima volta mi chiedo se sarò capace e ho paura di scoprirmi impreparata. Butto giù le gambe dal letto, infilo le pantofole e mi sollevo in piedi. Nonostante tutto mi sento abbastanza forte e solo leggermente indolenzita. Ho una specie di languore, non ben identificabile, ma non è certo attribuibile all’appetito. E’ l’ansia. Quest’attesa che mi sembra infinita, che mi fa battere il cuore e tremare le ginocchia. Malgrado il caldo rabbrividisco. Mi avvicino alla porta e la socchiudo. Non si vede nessuno. Tendo l’orecchio. Ancora niente. Torno indietro e mi siedo sul bordo del letto. Verifico nuovamente l’ora nella piccola sveglia da viaggio, in argento, poggiata sul comodino, regalo di mio padre. La sfioro con un dito, quasi una carezza. A fianco c’è il carillon in lacca rossa e una piccola cornice in argento brunito con la foto di mia madre. Sorride, è seduta al mare sopra un asciugamano a righe e tiene in braccio me di pochi mesi. Con il braccio destro stringe a sé mio fratello Giovanni che sta facendo una buffa smorfia. Ho portato qui con me gli oggetti più cari, quelli che non abbandono mai. C’è anche un libro, dalla copertina colorata. E’ il mio primo libro di favole per bambini ed è stato appena pubblicato. L’ho dedicato a mia madre e a mia figlia, che ancora non conosco. Prendo il piccolo volume fra le mani, lo apro e leggo la dedica. Sento un groppo in gola e gli occhi mi si riempiono di lacrime, calde, salate, felici.

Finalmente sento un rumore nel corridoio, come lo sferragliare di qualcosa che viene trascinato. Vorrei alzarmi in piedi e andare incontro a quel festoso rumoreggiare, ma le mie gambe non obbediscono. Si apre la porta della stanza e si affaccia una graziosa infermiera, dal viso sorridente, e spinge dentro una piccola culla provvista di rotelle e con le pareti di plastica trasparente.

- Ho portato la piccola Annalisa per la sua prima poppata. Nel nido stava urlando a squarciagola. Ne deduco che è affamata. Guardi com’è bella… Le abbiamo messo la camicina gialla a fiorellini, quella che mi ha dato suo marito ieri notte. Ora si sieda nel letto, bella comoda, e le mostro come deve fare…

Questo è il secondo incontro con mia figlia. Il primo, avvenuto ieri notte tardi, subito dopo la sua nascita, è stato frettoloso e quasi non l’ho vista. L’infermiera me la mette fra le braccia ed io non credo ai miei occhi. E’ allo stesso tempo così piccola e così perfetta. Guardo la testolina tonda ricoperta da una leggera peluria bionda, il viso ovale con gli occhi allungati già ombreggiati da lunghe ciglia, il nasino talmente piccolo da sembrare perfetto, la piccola bocca carnosa e un po’ imbronciata. Ha delle manine piccole ma con le dita affusolate e le unghie rosee. Non smetterei più di osservarla. L’infermiera mi desta da quest’incantesimo e m’invita a sbottonare la camicia da notte. Mi mostra in che modo porgere il seno alla bambina. Lei, con estrema voracità, si attacca e comincia a ciucciare con grande energia. E’ stato semplice, dopo tutto. Non sembra neanche la prima volta, né per me né per Annalisa. L’infermiera, sempre sorridente, ci lascia sole. Finalmente. E’ da tanto che aspettavo questo momento.

Di comune accordo con Aldo abbiamo deciso di darle il nome di mia madre. A parte l’affetto immenso che mi lega a lei, penso che sia un nome molto bello. Resto incantata a guardarla, le sfioro un piedino e glielo solletico leggermente. La mia bambina è nata da poche ore e già mi domando come ho fatto a vivere senza di lei per tutti questi anni. Sento che la mia vita ha un senso compiuto solo adesso, mi sento forte della mia debolezza e delle mie insicurezze.

Dopo dieci minuti, ho verificato l’ora sulla sveglia, sposto Annalisa dal seno sinistro a quello destro. Sembra un po’ stanca adesso, e ciuccia con meno energia. Dopo poco capisco che si è addormentata. Le do dei baci lievi sulla fronte, sulle guance, sulle manine, assaporando il profumo inconfondibile di neonato. Vederla, osservarla, mi dà una gioia immensa e una grande serenità. Penso a quando arriverà Aldo e anche lui potrà godere di questi attimi, che abbiamo tanto voluto e desiderato. Penso al momento in cui la presenterò ai miei parenti e al luccichio che vedrò nei loro occhi commossi. Quindi penso: cosa potrò insegnare a mia figlia? Cosa, affinché lei non debba commettere i miei stessi errori?

La rimetto nella culla e la copro con il lenzuolino bianco e con la copertina a quadretti, ma la tengo ben vicina a me. Prendo una penna dal cassetto del comodino, apro il libro e, vicino alla dedica stampata, comincio a scrivere:

13 maggio 1992

Per Annalisa

Nella vita non cercare una verità, non pensare di rincorrerla, di sorprenderla, di acchiapparla. La vita è fatta di mille verità, che fra di loro s’intrecciano, si oppongono e si contraddicono. La nostra vita è ricca di gioia ma anche di tanto dolore. L’importante è che tu non creda di doverli portare, da sola, sulle tue spalle. La cosa più bella è trovare qualcuno con cui spartirli, sia che sia allegria, sia che sia tristezza.

Ciò che più ho desiderato, ciò che più ho amato e che ha dato il giusto valore alla mia vita sei tu, figlia mia. Grazie a te io sono rinata.

Tags: , , , ,

Categories