Pubblicato da: maria | dicembre 30, 2011

The sound of silence

Ci sono dolori che non si possono raccontare.

Perché c’è un limite a tutto.

E c’è una forma di pudore che non lo consente.

Resta il dolore. Sordo. Penetrante. Lancinante.

Che niente e nessuno potrà mai lenire.

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Pubblicato da: maria | dicembre 27, 2011

Passepartout

Aveva la capacità di aprire le porte.

Ma non le sapeva richiudere.

Il resto del mondo riteneva che il suo fosse un dono. Invidiabile.

Lei ne avrebbe fatto a meno. L’avrebbe ceduto volentieri.

In cambio avrebbe voluto unicamente la possibilità di saperle richiudere.

Chiudere tutte le porte e proseguire. Senza mai voltarsi indietro.

Pubblicato da: maria | dicembre 26, 2011

Basta poco… eppure è tanto.

Riflettendo sulle giornate appena trascorse.

Basta poco per rendermi felice. Per farmi stare bene. Per fare pace con la vita e con il mondo che mi circonda.

Un poco che è immenso di significati, di sensazioni, di desideri e di pensieri.

Questo è stato un natale che difficilmente dimenticherò. Di quelli da tenere stretti nel cuore. A cui ripensare nei momenti di malinconia e di nostalgia.

Non credo dipenda dal natale ma dalle persone. La voglia e la capacità di dare e ricevere. Di trasmettere e percepire. Vorrei succedesse ogni giorno. Che ogni giorno fosse natale. Che ogni giorno io riuscissi a essere e sentirmi me stessa.

Addormentarmi e svegliarmi col sorriso sulle labbra. Cosa c’è di meglio nella vita?

Grazie a colui e a coloro che hanno contribuito a questo mio piccolo successo.

Ho superato il natale. E l’ho amato.

p.s. perché questa canzone? “Lui” è stato uno dei miei primissimi e improbabili amori (avevo pochissimi anni). E sono una donna fedele. A modo mio fedelissima. Non dimentico mai.

Pubblicato da: maria | dicembre 23, 2011

Alla fine ci si lascia tentare…

Un minimo di clima natalizio entra sottopelle.

Ma ancora prima nel cuore.

Quindi voglio lasciare un semplice ma sincero augurio a tutti voi, amici virtuali e non solo che mi fate spesso compagnia e che condividete con me gioie e malinconie.

Un caloroso abbraccio.

Maria

Spero di non dimenticare nessuno.

Libera 

Anima

Anto

Aquila

Kiver

Andy

Claudio Guido

Dona

Ekalix

Eternauta

Luigi

Fgem

Francesca

Harry

Hawck

Holden

Ifigenia

Bruno

La meteora

Grazia (Lisbo)

Luciana

Cristina

Nazzareno

Nita

Ombre

Passiflora

Raffy

Cecilia

Gina

Mario

Stefano

Willy

Sunlover

Malacqua

Prima e poi

Chit

Bio

Witt

Diemme

Rob

Crisalide

Farfalla Leggera

Mr. Loto

Liquida

Claudio

Paola

Paranoicamente

Nyno

Arthur

Pubblicato da: maria | dicembre 13, 2011

Contare sino a mille e poi ricominciare

Tornando a casa dall’ufficio ho evitato due incidenti con la macchina. Nel primo caso un tir non mi ha dato la precedenza e ha invaso la mia corsia. Posso solo ringraziare la piccola Clio e i suoi freni che hanno fatto egregiamente il loro dovere (la Clio che ha da poco compiuto 11 anni). Nel secondo caso, questa volta in città, una Punto è sbucata a retromarcia da un vicolo. Altra frenata e clamorosa strombazzata. Gambe tremolanti e nervi a fior di pelle.

Arrivata a casa ovviamente non ho trovato parcheggio. Ho girato a vuoto per una mezz’ora prima di arrendermi e parcheggiare la macchina non lontano dal punto in cui non molto tempo fa mi hanno messo una multa. A giorni arriva la tredicesima. Nel caso non sapessi come spenderla…

A casa ho trovato ad accogliermi, a parte le due figlie, Molly e i miei 5 gatti, il fracasso dei muratori che stanno effettuando i lavori di ristrutturazione della facciata e dei terrazzi. Hanno smesso di lavorare poco fa. Per loro il giusto e meritato riposo (e anche per le mie orecchie e per i miei nervi leggermente scossi).

Nel frattempo le mie due figliole hanno visto bene di mettere su una litigata clamorosa. Oggetto della discussione: le cuffiette dell’emmepitre. Ho avuto infatti l’idea geniale di comprargliele uguali. Ora in casa misteriosamente se ne trovano solo un paio ed entrambe le ragazze ne sostengono la maternità.

Da un paio di giorni è arrivato l’inverno anche qui in Sardegna. Era ora? Ma neanche per sogno.  Io non amo il freddo. E ora sto morendo di freddo. Anche perché nel mio condominio è stato deciso di accendere i termosifoni solo per tre ore al giorno. Dalle 18.30 alle 21.30. La crisi si fa sentire, anche nelle piccole cose. E sono fortunata. In certe case non si accende per niente.

Potendo chiedere un regalo per Santa Lucia…

Per oggi ho dato. Vorrei solo che le mie tempie smettessero di pulsare e martellare e che i miei nervi trovassero un po’ di quiete.

Pubblicato da: maria | dicembre 12, 2011

Troppo facile

Troppo facile ferirmi e farmi del male.

Troppo facile.

Mi espongo. Non mi nascondo. Non mi tiro indietro.

Ma non creo nella mente o nei sensi degli altri false illusioni.

Troppo facile ferirmi perché non sono come vorresti.

Perché non provo quello che provi tu.

Perché non rispondo ai canoni che vengono etichettati come normali.

Allora.

Io non sono normale.

Perché io sono fedele anche quando nessuno me lo impone o me lo chiede.

Ma solo perché me lo sento dentro.

E faccio una distinzione fra amicizia e amore.

Troppo facile farmi del male.

E tu ci sei riuscito.

E io credevo nella nostra amicizia.

E stanotte mi domando: ma tu cosa volevi da me?

Sinceramente.

Non credo di aver meritato tanto male.

Non da te.

Pubblicato da: maria | dicembre 11, 2011

Gocce di rugiada

Trasparenti.

Perlacee.

Opalescenti.

Incandescenti.

Scorrono lentamente o sgorgano impetuose.

Si intersecano con disegni mai disegnati.

O con sogni mai sognati.

Calde e fragranti.

Fresche e refrigeranti.

Gocce di rugiada.

(prendo in prestito una canzone bellissima dal mio amico Aquila … spero lui me lo conceda… è troppo bella e… stanotte ci sta proprio bene).

Sei ottavi – Rino Gaetano

Mentre la notte scendeva stellata stellata
lei affusolata nel buio sognava incantata 
e chi mi prende la mano stanotte mio Dio
forse un ragazzo il mio uomo o forse io
lontana la quiete e montagne imbiancate di neve
e il vento che soffia che fischia più forte più greve
e che mi sfiora le labbra chi mi consola
forse un bambino gia grande o io da sola
passava la notte passavano in fretta le ore
la camera fredda gia si scaldava d’amore
chi troverà i miei seni avrà in premio il mio cuore 
chi incontrerà i miei semi avrà tutto il mio amore
la luce discreta spiava e le ombre inventava
mentre sul mare una luna dipinta danzava
chi coglierà il mio fiore bagnato di brina 
un principe azzurro o forse io adulta io bambina 
mentre la notte scendeva stellata stellata
lei affusolata nel buio dormiva incantata
chi mi dirà buonanotte stanotte mio Dio
la notte le stelle la luna o forse io 

Pubblicato da: maria | dicembre 9, 2011

Ninna nanna

Ninna nanna a me.

Che non riesco a dormire.

A me che stanotte spaccherei il mondo e lo lascerei lì in macerie per un po’.

Che vorrei abbandonare questa realtà che non mi piace per rifuggiarmi per sempre nei sogni.

Nei sogni che non sono più capace di sognare.

A me che non ho un vero motivo, oggi, per essere incazzata.

Ma che lo sono ugualmente.

Anche solo per il fatto che sono viva.

Viva in un mondo che non accetta le persone vive.

Ninna nanna a me che non so più piangere.

E mi manca il calore delle lacrime che scaldano le guance.

Mentre ora provo solo freddo, dentro e fuori.

Ninna nanna a me.

Che non so dimenticare.

Che non so scordare.

Che vivo di ricordi.

Che nessuno, a parte me, può ricordare.

Ninna nanna.

Pubblicato da: maria | dicembre 7, 2011

Ad armi impari

La battaglia che sto combattendo. Giorno dopo giorno e senza un attimo di tregua. Dal momento in cui apro gli occhi la mattina a quando li chiudo la notte.

E sono anche conscia che è una battaglia che non avrà vincitori. Ma solo vinti. Eppure non demordo e vado per la mia strada. Questa nuova strada che ho deciso di intraprendere.

Il lato razionale di Maria sta cercando di mettere alle corde il suo essere istintiva, passionale e sentimentale.

Smonto e sgretolo i pensieri ancora prima che si formino nella mente.

Annullo i desideri.

Metto da parte il cuore e do retta al cervello.

Una battaglia ad armi impari.

Perché poi arriva la notte con i suoi sogni. E i sogni non rientrano in questo progetto. Non riesco a pianificare i sogni e neanche a controllarli. Non sono capace di fermarli. Prendono vita da soli e vanno per la loro strada. E rendono tutto molto più difficile.

Pubblicato da: maria | dicembre 4, 2011

Batti un colpo.

Se ci sei.

Dammi un qualsiasi segnale. Fammi capire cosa devo fare. 

Me lo ripeto incessantemente.

Perché mi trovo in una situazione che non so più come fare a gestire.

La malattia, grave e mentale, di una persona cara ti distrugge.

E io mi sento distrutta.

Ma questo conta relativamente.

Toglie, giorno dopo giorno, la vita a una delle persone che mi è più cara al mondo.

Dopo stanotte… io non so più che fare. Che decisioni prendere. Come tamponare questa emorragia senza fine.

Ho paura. Di perdere tutto.

Perché io sto perdendo tutto ciò che di più caro ho al mondo.

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